Capo Bianco, l’incredibile storia del parcheggio fantasma “riaperto”. I tempi non tornano

Legambiente aveva già segnalato le irregolarità il 2 marzo, il Comune è intervenuto a giugno

[2 luglio 2015]

Parcheggio Capo Bianco 2 b

Nonostante il Comune di Portoferraio abbia verificato che  lavori per la realizzazione di un nuovo parcheggio sulla delicatissima costa di Capo Bianco fossero viziati da irregolarità e fosse stato temporaneamente aperto, il Comune di Portoferraio ha deciso una sorta di strana “sanatoria temporanea” fino al 31 agosto ed ha consentito – per motivi di traffico e sosta automobilistica – la riapertura di un’opera realizzata in maniera irregolare, con «un cambio di destinazione d’uso in assenza di titolo edilizio», così come rilevato  ad inizio giugno dai  sopralluoghi di polizia municipale e ufficio tecnico e stabilito il 9 giugno dall’amministrazione comunale.

Non si comprende come mai si sia intervenuti con tanto ritardo, cosa che evidentemente ha contribuito ad acuire il problema e perché si sia stato consentito a chi si è reso protagonista di questo sfregio ambientale e paesaggistico di insolentire un’altra associazione ambientalista che solo poche settimane fa chiedeva spiegazioni che Legambiente aveva già chiesto al Comune di Portoferraio 3 mesi prima, senza ottenere alcuna risposta.

Infatti, il 2 marzo 2015, Legambiente Arcipelago Toscano, dopo aver  ricevuto segnalazioni da alcuni cittadini di quello che, a prima vista, era stato scambiato per uno scarico di materiali sulla costa tra Capo Bianco – inserita nel 2014 nell’iniziativa “La più bella sei tu” da Legambiente tra le 10 spiagge più belle d’Italia –   e le due spiaggette sotto Viale Einaudi, a Portoferraio,  che in realtà era una grossa frana distaccatasi sulla costa, scriveva al Sindaco di Portoferraio: «Inoltre, sempre lungo lo stesso tratto di costa, ci è stato segnalato un grosso lavoro di rimozione della vegetazione lungo la strada che porta al parcheggio costiero tra le spiagge di Capo Bianco e della Padulella.  Recatici sul posto abbiamo potuto verificare, in apparente assenza di cartelli attestanti la natura dei lavori, il completo abbattimento della vegetazione con la creazione di alcuni terrazzamenti, l’ultimo dei quali sostenuto da una palizzata realizzata a quanto sembrerebbe con la stessa vegetazione abbattuta».

Quindi e la presidente di Legambiente Arcipelago Toscano, Maria Frangioni, «Visto il delicato contesto ambientale e paesaggistico, caratterizzato dalla presenza dell’Area di tutela biologica Le Ghiaie-Scoglietto- Capo Bianco», , chiedeva al Sindaco Ferrari «Quale sia la natura dei lavori accanto al parcheggio costiero e se siano conformi alle eventuali autorizzazioni rilasciate dal Comune di Portoferraio».

Il comune non ha risposto e non è intervenuto immediatamente dopo la documentata segnalazione di Legambiente – ripresa anche dalla stampa – per imporre lo stop dei lavori e l’immediato ripristino dei luoghi, cioè le misure procrastinate a fine estate con questa strana “sanatoria a tempo” che ci sembra un’altra delle anomalie all’Italiana della quale l’Elba è maestra  e troppo spesso fantasiosa anticipatrice.

Intanto, mentre si aprono, si chiudono e si riaprono mega-parcheggi irregolari su una costa con un vincolo paesaggistico e tutelata a mare, il Comune non riesce a riaprire – come promesso da tutte le amministrazioni comunali negli ultimi 20 anni – l’accesso alla limitrofa spiaggia di Cala dei Frati.

Il Sindaco Ferrari ha parlato di una decisione che «non ha la parvenza di un provvedimento duraturo», ma di fatto la riapertura del parcheggio abusivo di Capo Bianco ne evidenzia una presunta “necessità” e crea un precedente molto pericoloso.

Nell’ordinanza del Comune si legge che chi ha commesso l’abuso dovrà «ripristinare le aree al termine del loro utilizzo», Legambiente chiede che tempistica e modalità del ripristino – che speriamo non si limiti ad un “mascheramento” come accaduto in altre situazioni – siano rese pubbliche e fatte rispettare assolutamente e che questo sfregio diventi l’occasione per ripensare ad un utilizzo sostenibile di una costa magnifica che ha subito fin troppe aggressioni, abusi, privatizzazioni e prepotenze.