Anche Capo Verde vuole eliminare i sacchetti di plastica, entro il 2025

[9 maggio 2014]

Capo Verde, il piccolo Paese insulare al largo delle coste atlantiche dell’Africa, ha approvato un piano per eliminare i sacchetti di plastica entro il 2025 e ha redatto la bozza di una legge per regolamentarne l’utilizzo.

Lo ha annunciato a Praia, la capitale di questa ex colonia portoghese di 4.033 Km2 e con 434.000 abitanti, il direttore generale dell’ambiente Moises Borges, che ha presentato la seconda fase del progetto “Cabo Verde sem Plástico”, un’iniziativa dell’Associação para a Defesa do Ambiente e Desenvolvimento (Adad), un’associazione ambientalista con oltre 520 soci che punta a migliorare la qualità della vita della popolazione capoverdiana e che vuole farla finita con la proliferazione dei sacchetti di plastica nell’arcipelago.

Borges ha spiegato che «la prospettiva del governo è quella di essere pronto nel 2014 con una legislazione che vieti l’utilizzo dei sacchetti di plastica nell’arcipelago. Ma siamo coscienti che si tratta di una questione sensibile. Ci sarà bisogno di molto dialogo e di progettare delle soluzioni di ricambio».

Gli esempi in giro per il mondo e ormai anche in Africa non mancano e o stesso Borges ha ricordato la produzione di sacchetti in plastiche biodegradabili e l’utilizzo di borse artigianali di juta o tessuto.

Il progetto “Cabo Verde sem Plástico” prevede  la realizzazione di una forte campagna di sensibilizzazione ed educazione della popolazione, dei commercianti e di altri organismi privati ed enti pubblici, così come la produzione di soluzioni alternative per ridurre, fino ad eliminare, l’uso dei sacchetti di plastica  che rappresentano uno dei più gravi problemi ambientali di queste magnifiche isole e del loro mare.

Il presidente dell’Adad, Januário Nascimento, ha sottolineato che il progetto, finanziato con circa 160.000 di euro dalla Fondazione svizzera Mava, «è disponibile a sostenere il governo nell’elaborazione e nella messa in opera della legislazione che vieti l’utilizzo dei sacchetti di plastica a Capo Verde.

Per questo Paese insulare non esiste ancora una stima della quantità di sacchetti di plastica che vengono utilizzati, ma Nascimento ha sicurato che «Molto presto sarà presentato uno studio sul tema, che dovrebbe servire come base per prendere delle decisioni».

Il progetto “Cabo Verde sem Plástico” è strettamente collegato all’iniziativa “SOS Tartaruga”, perché, come ricordano all’Adad, «Il sacchetto di plastica, in natura, ci mette 400 anni per degradarsi e 1.200 anni quando viene gettato a mare. Rappresenta inoltre un pericolo per gli animali marini».