«Non si tratta di non festeggiare, ma di farlo responsabilmente»

Un Capodanno ambientalista è senza botti. I suggerimenti di Legambiente, Wwf e Lav

Ogni anno provocano centinaia di morti tra gli animali, l’80% dei quali selvatici

[30 dicembre 2014]

«Tanti auguri di buon anno a tutti. Quest’anno regaliamoci un Capodanno gioioso e senza rischi per le persone e anche per gli animali. Facciamo in modo che sia una bella festa per tutti: evitiamo l’uso di botti che ogni anno provocano danni anche gravi alle persone e terrorizzano gli animali». È questo l’augurio di Legambiente, che tiene a sottolineare come i botti di fine anno, oltre provocare incidenti spesso gravi che possono coinvolgere anche i bambini, ogni anno in Italia sono la causa della  morte di centinaia di animali, l80% dei quali sono selvatici, soprattutto uccelli, compresi rapaci che, spaventati, perdono il senso dell’orientamento e vanno a sbattere contro gli ostacoli a  causa della scarsa visibilità. Altri animali abbandonano il loro dormitorio invernale, vagano anche per chilometri, e non trovando altro rifugio muoiono per il freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico a cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalle basse temperature e dalla scarsità di cibo che ne riduce l’autonomia.

Legambiente ricorda che «negli ultimi anni è in aumento il numero di Comuni che hanno emanato atti amministrativi per vietare o regolamentare in modo restrittivo l’uso dei botti, restano però ancora tante le località dove l’inizio dell’anno viene festeggiato con spettacoli pirotecnici organizzati dalle stesse amministrazioni. Ci auguriamo che sempre più spesso, gli spettacoli pirotecnici possano essere sostituiti da spettacoli piromusicali in cui le luci, anziché dai botti, siano accompagnate da musiche piacevoli e amiche degli animali. Non si tratta quindi di non festeggiare, ma di farlo responsabilmente».

Al presidente onorario del Wwf Italia, Fulco Pratesi, danno invece fastidio tutti i rumori inutili, ma soprattutto quelli di ruspe, motoseghe e spari . «Certo – scrive Pratesi – infiniti sono i rumori che ci distolgono dalla quiete. Gli scappamenti di certi centauri, le musiche “a manetta” che ci assillano ovunque si raccolga la gente e soprattutto gli stolidi e micidiali botti di capodanno: una  tribale e barbara consuetudine retaggio di riti apotropaici celebrati per allontanare spiriti maligni e demoni in agguato. Questi – oltre ad offendere la quiete e il silenzio notturno ed esporre chi li maneggia a pesanti ferite e menomazioni – causano negli animali terrori incontenibili che li inducono a fuggire terrorizzati, ad ammalarsi e a nascondersi in luoghi inospitali. Il poter godere, anche nella notte di S. Silvestro, di un vero silenzio, allietato dal canto di un chiurlo o dal mormorio di un ruscello (magari in un’Oasi del Wwf) è un bene di cui tutti noi dovremmo avere il diritto di godere».

La Lav, che aveva rivolto un appello a tutti i sindaci perché  emanino un’ordinanza che vieti l’utilizzo di petardi, botti e artifici pirotecnici di ogni genere su tutto il territorio comunale, chiede oggi a tutti i cittadini di rinunciare ai botti di fine e di prendere ogni precauzione per proteggere gli animali. Gli animalisti, in particolare, danno alcuni consigli pratici: «Non lasciare che i cani affrontino in solitudine le loro paure e togliete ogni oggetto sbattendo al quale potrebbero procurarsi ferite; Evita di lasciarli all’aperto: la paura fa compiere loro gesti imprevedibili, il primo è la fuga; Non tenerli legati alla catena perché potrebbero strangolarsi; Non lasciarli sul balcone perché potrebbero gettarsi e vuoto; Dotali di tutti gli elementi identificativi possibili; Se si nascondono in un luogo della casa, lasciali lì, considerano sicuro il loro rifugio; Cerca di minimizzare l’effetto dei botti tenendo accese radio o TV; Presta attenzione anche agli animali eventualmente in gabbia: non tenerli sui balconi; Nei casi di animali anziani, cardiopatici e/o particolarmente sensibili allo stress dei rumori rivolgiti con anticipo al tuo veterinario di fiducia; Se l’animale scompare: presenta subito una denuncia di smarrimento alla Polizia Municipale o al Servizio Veterinario della ASL e tappezza la zona di locandine con la sua descrizione completata da una foto e da un tuo numero di telefono. Contatta giornali e radio locali e chiedi loro di diffondere il tuo appello. Informa del suo smarrimento le associazioni animaliste e zoofile, recati personalmente nei canili anche delle aree limitrofe per verificarne l’eventuale presenza; chiama gli studi veterinari e il Servizio Veterinario ASL per verificare che non sia stato rinvenuto ferito».