Capoliveri, roulotte abusive e rifiuti nel Parco Nazionale

Chi ha realizzato lo scempio nel polmone verde di Calamita?

[25 marzo 2016]

Roulotte Calamita 1

Sono dentro il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, in Zona B di riserva generale,  le tre  roulotte su monte Calamita meritoriamente segnalate da Andrea Galassi e sulle quali era stata richiamata da tempo l’attenzione di Legambiente grazie a numerose segnalazioni di ciclisti e escursionisti.

Si tratta di una vicenda articolata, a tratti complessa, che nell’arco di pochi giorni  ha visto anche il trasferimento di una delle tre roulotte  da un terreno privato, esterno al Parco, nell’Area protetta. La roulotte “traslata” si trovava lungo la strada di Saglione, all’altezza delle Cavallacce, sottostrada e dentro un castagneto, installata addirittura senza che il proprietario del terreno ne fosse a conoscenza. Attorno alla roulotte e per un’area che arriva a lambire il fosso, copertoni, materiale inerte, piastrelle, catenarie da nave , tavoli e arredi, plastiche, pezzi di motori, parti di tende da campeggio, oltre recinzioni e ricoveri assemblati con reti da letto e infissi rimediati. Una autentica discarica di materiali pericolosi. Alcuni trekkers avevano segnalato anche la presenza macabra di alcune bambole di pezza impiccate ai rami dei castagni.

Per un periodo, attorno alla roulotte e ad una piccolissima e antica struttura in muratura, stazionavano asini e capre, liberi di scorrazzare per le strade e nei boschi di Calamita. La roulotte – chiaramente trasportata con un camion  dotato gru   e ora mezza sfasciata – è  andata a far compagnia ad un’altra, 500 metri più avanti, a ridosso della strada, sul lato destro e dentro al Parco. La consorella già staziona in quella posizione panoramica  da tempo ed appare frequentata, a giudicare da coperte, lenzuola  e candele di cera  rilevate all’interno.

Ovviamente nessuna delle due possiede una targa che possa permettere di risalire ai proprietari.

Sempre dentro al Parco,  a monte della strada che fa da confine all’Area protetta, esattamente di fronte al castagneto dove si trovava la roulotte trasferita, se ne trova una terza, invisibile dalla strada perché nascosta da una fitta macchia di arbusti e rovi, parzialmente celata da un telo ombreggiante e “mimetizzata” con l’ausilio di spray a simulare le macchie d’ombra. Questa appare particolarmente frequentata, con attorno mobiletti  pieni di scorte e alimenti , pentolame, tavoli, barbecue e  sedie e con rifiuti di ogni tipo sparsi fino al limite del fosso.

Appare evidente che, violando leggi e regolamenti, nel fitto della macchia  vengono accesi fuochi, con rischio altissimo di incendi, ma anche che qualcuno stia provvedendo a dotarsi di acqua corrente, stante la presenza di una tubatura che scende dal monte fino alla roulotte, non  ancora collegata  Anche l’interno mostra i segni di uso, con materassi e biancheria. Su tutto troneggia una bandiera sarda. Anche questa roulotte non può che essere stata posizionata con l’utilizzo di una gru, stante il luogo impervio e la mancanza di una strada di accesso.

Legambiente chiede all’Ente Parco, al Comune di Capoliveri e a tutte le istituzioni interessate, di provvedere alla rimozione delle tre roulotte ed alla bonifica delle aree dai rifiuti.

Non dovrebbe inoltre essere difficile individuare i responsabili di questo scempio ai confini del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e nel polmone verde di Calamita.