Capraia: il Consiglio regionale approva la nuova Area marina protetta

Sì a maggioranza alla nuova zonazione al posto dei vecchi vincoli del DPR del 1996

[12 luglio 2017]

Il consiglio regionale della Toscana approva a maggioranza la variante al Piano del Parco dell’arcipelago toscano per la nuova zonazione a mare dell’isola di Capraia. La Regione spiega che «Si tratta di un adeguamento in relazione alle dinamiche ambientali e socioeconomiche del Parco. Capraia ha una superficie di 19,3 chilometri quadrati, è per estensione la terza isola dell’Arcipelago. È fra le realtà insulari più isolate, ha una popolazione di circa 300 abitanti, per lo più concentrata nella più vasta insenatura dell’isola. Fa parte dei siti di interesse comunitario, Rete Natura 2000 (Sic) e si trova all’interno del santuario internazionale per la tutela dei mammiferi Pelagos, inserito nella Lista Aspim (Aree specialmente protette di importanza mediterranea). La nuova zonazione permette (punto 3 dell’articolo 19) di implementare di 15mq le abitazioni di superficie utile inferiore a 60mq che non abbiano usufruito di condono edilizio, nel rispetto dei vincoli imposti dal Pit (Piano di indirizzo territoriale) e solo per ragioni igienico sanitarie».

Il Decreto del Presidente della Repubblica del 1996 che istituisce il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano suddivideva provvisoriamente il mare di CApraia (in attesa dell’istituzione dell’Arae Marna protetta dell’Arciplago Toscano prevista “solo” dal 1982) in una Zona 1 a protezione integrale  e in Zona 2  nel resto dell’isola, escluso il corridoio di accesso al Porto.

La nuova perimetrazione, che consente di istituire una vera Area marina protetta a Capraia, prevede che «La costa compresa tra punta della Manza e Punta del Trattoio e il tratto di mare antistante sono soggetti a regime di protezione totale (Zona A), mentre il resto dell’isola, eccetto la zona libera compresa tra la Punta del Porto Vecchio e quella della Bellavista (di fronte all’abitato), fanno parte della Zona B».  La Regione sottolinea che «In Zona A sono vietati l’accesso, la navigazione, la sosta, l’ancoraggio, la pesca e l’immersione. In Zona B la pesca è regolamentata dall’Ente Parco. In particolare, due saranno i tratti di costa totalmente protetti (Trattoio e Linguelle, Zona A), circondati da un’ampia zona di ‘buffer’, o tampone. La nuova perimetrazione, nonostante preveda una riduzione della superficie soggetta a protezione totale, garantisce la tutela delle specie indicate dalle direttive e la conservazione degli habitat di maggior pregio. La nuova Zona A, includendo sia tratti di costa caratterizzati da baie ed insenature, sia punte e promontori, permette di ampliare le tipologie di costa rappresentate all’interno della zona soggetta a protezione totale. Il conseguente ampliamento della zona B, in cui la pesca e le attività turistiche sono consentite, dovrebbe contribuire a incrementare la crescita economica della popolazione locale. Inoltre, dal momento che i siti inclusi nella Zona A si trovano nella parte diametralmente opposta al centro abitato e quindi difficilmente raggiungibili, le attività economiche legate al turismo e al noleggio di piccole imbarcazioni a motore non subiranno alterazioni. La nuova perimetrazione prevede anche due aree all’interno della Zona B soggette a regolamentazione ristretta nelle quali si trovano la secca di Monterosso e la cosiddetta Cerniopoli. La rimodulazione degli attuali confini è stata pensata per rispondere alle necessità della popolazione locale, tenuto conto dei risultati degli studi condotti dall’Università di Pisa in collaborazione con l’Ente Parco».

Secondo Stefano Baccelli (Pd), presidente della commissione ambiente, «Si tratta di una importante modifica con la quale si trova un punto di equlibrio tra le aree. Una soluzione, quella adottata per l’isola di Capraia, che auspico possa diventare modello anche per la altre isole dell’arcipelago toscano. L’atto approvato contiene raccomandazioni e osservazione del Consiglio regionale. Tra queste, che gli interventi di ampliamento ammissibili siano perfettamente coerenti con la disciplina paesaggistica regionale».

Voto favorevole è stato annunciato in Aula anche dal capogruppo di Sì-Toscana a sinistra, Tommaso Fattori: «In commissione mi ero astenuto, ma questo provvedimento rappresenta la pacificazione di una vicenda aperta dagli anni Novanta e i vincoli sono ben posti. Si tratta di un passo avanti nella giusta direzione, anche per le altre isole dell’Arcipelago».

Giacomo Giannarelli ha annunciato invece il voto di astensione del Movimento 5 stelle, «Perché l’atto riguarda specificatamente solo l’isola di Capraia e da nessuna parte è scritto che questo possa poi valere anche per le altre isole e ci sono aspetti urbanistici che non ci permettono di votare a favore».

Astenuta anche la Lega nord e il consigliere Claudio Borghi ha detto: «Quando si parla di Parchi marini e tutela ambientale siamo tutti favorevoli, ma è bene usare un minimo di prudenza, perché spesso i risultati di certi interventi non sono esattamente quelli attesi: basta guardare quello che è accaduto all’isola di Montecristo. Capiamo le restrizioni e i limiti, la bellezza però deve essere tutelata, ma rimanere fruibile per tutti».

«Roba da farsi cascare le braccia – dice Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana – primo perché non è affatto vero che “Quando si parla di Parchi marini e tutela ambientale siamo tutti favorevoli”, visto che la Lega Nord si è sempre ferocemente opposta –  fino a tentare con Borghezio ridicoli blocchi navali a Portoferraio – all’istituzione del Parco Nazionale e dell’Area marina protetta dell’Arcipelago Toscano. Secondo perché l’esempio di Montecristo con Capraia non c’entra niente: Montecristo è un’isola disabitata, riserva integrale dal 1971, 25 anni prima dell’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, e che è stata protetta per impedire una colossale speculazione edilizia che l’avrebbe deturpata. Per questo Montecristo è stata insignita del diploma europeo. Inoltre l’istituzone del Parco ha permesso di incrementarne la fruizione controllata. Forse prima di parlare di Aree marine protette e fare paragoni a vanvera sarebbe bene informarsi».