Carta Europea del Turismo Sostenibile, Sammuri soddisfatto. Ecco i 10 punti Cets

[19 gennaio 2015]

Il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri è soddisfatto di come sta procedendo l’adozione della Carta europea del turismo sostenibuile (Cets) nelle diverse aree protette italiane. L’ultimo Parco nazionale in ordine di tempo ad aver avviato le procedure per la Cets è proprio quello dell’Arcipelago Toscano presieduto da Sammuri, dove si è registrata una buona partecipazione ed interesse  sia all’Isola d’Elba che all’Isola del Giglio nelle due iniziative di presentazione della Carta.

Il presidente di Federparchi ricorda che «gli obiettivi strategici della Carta sono  di migliorare lo sviluppo sostenibile e la gestione di un turismo nelle aree protette che tenga conto delle necessità dell’ambiente, delle comunità locali, delle attività imprenditoriali locali e dei flussi di visitatori, oltre ad accrescere  la conoscenza ed il sostegno alle Aree Protette d’Europa».

Gli esperti che affiancano le aree protette e che condurranno il  percorso che dovrà portare il prossimo  alla candidatura per l’ottenimento della Carta, precisano che «non si tratterà solo di passaggi formali per raggiungere una certificazione ma di azioni concrete per costruire un sistema di relazioni con il territorio che dovrà durare oltre la durata quinquennale della Carta».

Ecco i 10  Principi della Carta per il Turismo Sostenibile:

Lavorare in partnership.

1. Per coinvolgere tutti coloro che sono implicati nel settore turistico dell’area protetta, per il suo sviluppo e la sua gestione. Un forum permanente, o una struttura equivalente, dovrebbe essere istituita tra le autorità dell’area protetta, gli enti locali, le organizzazioni ed i rappresentanti dell’industria del turismo. Collegamenti con soggetti regionali e nazionali dovranno essere attivati e resi effettivi.

Elaborare e realizzare una strategia.

2. Per predisporre e rendere effettiva una strategia per il turismo sostenibile ed un piano d’azione per l’area protetta. La strategia dovrà basarsi su attente valutazioni ed essere approvata e condivisa dai soggetti locali coinvolti. Essa dovrà contenere:  Un’individuazione dell’area interessata dalla strategia, che può estendersi anche all’esterno dell’area protetta;  Una descrizione dell’area naturale, del patrimonio storico e culturale, delle infrastrutture turistiche, e delle condizioni economiche e sociali dell’area; considerando problematiche, necessità, potenzialità ed opportunità;  Una descrizione del turismo attuale e del potenziale mercato turistico futuro; Un elenco di obiettivi strategici per lo sviluppo e la gestione del turismo, con attenzione a: – Conservazione e miglioramento dell’ambiente e del patrimonio culturale; – Sviluppo sociale ed economico; – Tutela e miglioramento della qualità della vita delle comunità locali; – Gestione dei visitatori e miglioramento della qualità del turismo proposto. Un piano d’azione per raggiungere questi obiettivi;  Un’indicazione di risorse e partner per rendere effettiva la strategia; Proposte per il monitoraggio dei risultati.

Inquadrare gli aspetti chiave. Ogni area protetta ha le sue caratteristiche peculiari. Le priorità strategiche ed i programmi di azione dovranno essere determinati localmente, tenendo conto delle indicazioni sopra descritte. In ogni caso, i seguenti nodi chiave dovranno essere attivati:

  1. Per tutelare e migliorare il retaggio naturale e culturale dell’area, attraverso il turismo, ma al contempo per proteggere l’area da uno sviluppo turistico sconsiderato: Un monitoraggio dell’impatto sulla flora e la fauna ed il controllo del turismo nelle aree sensibili; L’incoraggiamento di attività, includendo servizi turistici, che garantiscano il rispetto del patrimonio storico, della cultura e delle tradizioni;  Il controllo e la riduzione delle attività, includendo quelle del turismo impattante, che: producono effetti negativi sul territorio, sull’aria, sull’acqua, utilizzano le risorse non rinnovabili; e che creano inutili rumori e sprechi;  Incoraggiando i visitatori e l’industria del turismo a contribuire alla conservazione.
  2. Garantire ai visitatori un elevato livello di qualità in tutte le fasi della loro visita: Analizzando le aspettative ed il livello di soddisfazione dei visitatori attuali e potenziali; Tenendo conto delle esigenze dei visitatori portatori di handicap;  Sostenendo iniziative di verifica e miglioramento della qualità dei servizi e delle strutture.
  3. Comunicare efficacemente ai visitatori le caratteristiche proprie ed uniche dell’area: Assicurando che la promozione dell’area si basi su immagini autentiche, e sia sensibile allenecessità ed alle potenzialità dei diversi luoghi e nei diversi periodi; Garantendo prontamente informazioni accessibili e di buona qualità sull’area e le zone limitrofe; ed assistendo le imprese turistiche per questo; Garantendo strutture per l’educazione e servizi per l’interpretazione dell’ambiente dell’area protetta e delle risorse per i visitatori e le comunità locali, coinvolgendo anche le scuole ed i gruppi.
  4. Per incoraggiare un turismo legato a specifici prodotti che aiutino a conoscere e scoprire il territorio locale: Proponendo e sostenendo attività, eventi ed iniziative che prevedano l’interpretazione della natura e del patrimonio culturale.
  5. Per migliorare la conoscenza dell’area protetta e gli aspetti di sostenibilità tra tutti quelli legati al turismo:Proponendo o garantendo programmi di formazione per gli operatori delle aree protette, di altre organizzazioni e delle imprese turistiche, sulla base di una valutazione delle esigenze formative.
  6. Per assicurare che il sostegno al turismo non comporti costi per la qualità della vita delle comunità locali residenti: Coinvolgendo le comunità locali nella pianificazione del turismo nell’area Assicurando una buona comunicazione tra l’area protetta, le comunità locali e i turisti;  Individuando e cercando di ridurre e contenere i conflitti che possono sorgere
  7. Per accrescere i benefici provenienti dal turismo in favore dell’economia locale: Promuovendo l’acquisto di prodotti locali (alimenti, servizi locali…) da parte dei visitatori e delle imprese turistiche; Incoraggiando l’impiego di personale locale nel settore turistico.
  8. Per monitorare ed influenzare il flusso di visitatori a ridurre gli impatti negativi: Tenendo un registro del numero di visitatori diviso per tempi e luoghi, includendo il riscontro delle imprese turistiche locali; Creando e/o migliorando il piano di gestione dei visitatori;  Promuovendo l’utilizzo del trasporto pubblico, della bicicletta e di percorsi a piedi come alternative all’utilizzo delle auto private;  Controllando l’avvio e lo stile di ogni nuovo sviluppo del settore turistico.

Il presidente di Federparchi sottolinea che «la partecipazione vivace e attenta degli intervenuti, rappresentanti di gran parte delle categorie economiche e degli enti locali elbani e gigliesi, ci ha dato ancora maggiore stimolo e motivazione.  Una buona partenza. Le molte  domande e l’interesse dimostrato  mi fanno sentire  ancora più motivato e stimolato ad andare avanti per non deludere le molte aspettative di questo territorio. Credo molto nella Cets, ho seguito il percorso di altri Parchi e sono convinto che faremo un buon lavoro. Lavoreremo con il territorio confrontandoci su cose concrete e in tempi serrati».