Una razza di cavalli del deserto nati dalla guerra e dal colonialismo

I cavalli della Namibia minacciati di estinzione a causa della siccità estrema

Attualmente solo 40 giumente e 70 stalloni si stanno battendo per sopravvivere

[12 ottobre 2017]

La Namibia Wild Horses Foundation (Nwhf) teme che la popolazione di cavalli selvaggi del Paese africano si estingua presto, a meno che non vengano prese molto rapidamente drastiche misure per proteggerli,

La Nwhf afferma che «I cavalli del Namib continuano a lottare per la loro sopravvivenza nelle pianure del Garub, nel Parco di Naukluft, vicino ad Aus, nell’Ovest del Paese», dove sono arrivati qualche anno fa.

Il portavoce dell’Nwhf, Inke Stoldt,  spiega che «Dal  2014, non si sono registrati più di 5 mm di pioggia nelle pianure del  Garub, quantità insufficiente per promuovere le nuove germinazioni delle erbe o una qualsiasi importante crescita di erba perenne. Lo stato dei cavalli rimasti ha fluttuato negli ultimi 23 mesi secondo la qualità e il sapore del cibo fornito. Lo stato di circa un quarto dei cavalli si è drammaticamente deteriorato e qusti cavalli si trovano in un cattivo stato, spesso pessimo, la metà dei cavalli è in uno stato mediocre. Molti dei cavalli non sopravviveranno».

Attualmente solo 40 giumente e 70 stalloni si stanno battendo per sopravvivere.

I cavalli selvaggi del Namib sono diventati un prezioso patrimonio nazionale della Namibia e una grande attrazione turistica, la loro estinzione avrebbe un impatto negativo sul turismo nella regione di Karas e in tutta la Namibia. I turisti considerano i cavalli selvaggi del Namib come una delle principali attrazioni di questo Paese ancora poverissimo ma ricco di risorse ambientali e minerarie..

Le teorie sull’origine di questi cavalli che vivono nel deserto sono molte, ma la più probabile è che siano arrivati in Namibia tra il 1915 e il 1925, quando, durante la prima guerra mondiale, le truppe razziste dell’Unione Sudafricana del Sudafrica si stabilirono nel Garub, che fino ad allora faceva parte della colonia tedesca dell’Africa del Sud-Ovest. Rapporti dell’epoca parlano di 10,000 soldati con 6 000 cavalli che si erano accampati in uno spiazzo polveroso ai margini del deserto del Namib. Uomini e cavalli bevevano l’acqua di un pozzo utilizzato per ricostituire le locomotive vicino alla ferrovia e per fornire acqua alla città di Lüderitz.

I soldati sudafricani assediavano la fortezza tedesca sulle colline ad Aus, a 25 km a est e il 27 marzo 1915, per facilitare il ritiro delle loro truppe, due aerei tedeschi bombardarono l’accampamento sudafricano  provocando la fuga di molti cavalli al pascolo. Si pensa che i soldati sudafricani non abbiano avuto il tempo di recuperare tutti i cavalli, visto che dovevano inseguire i tedeschi in ritirata, e che dai cavalli liberatisi siano nati i cavalli selvaggi del Namib, Un’altra teoria abbastanza plausibile parla di cavalli da tiro per le miniere e da corsa allevati tra il  1909 e il  1914 dal sindaco tedesco di Lüderitz, che aveva una fattoria a Kubub, a sud di Aus e che sarebbero rimasti allo stato brado dopo la fine della colonia tedesca, raggiungendo le sorgenti del Garub e ridiventando selvaggi, per poi accoppiarsi con i cavalli fuggiti ai soldati sudafricani,

Comunque sia andata, i cavalli del Namib sono fuggiti da una guerra e si sono riuniti nella zona intorno ad Aus, trovando l’acqua alle sorgenti, dopo le piogge e nel burrone di Garub.

Finora la loro sopravvivenza era stata assicurata alla zona protetta diamantifera di Sperrgebiet, dove fin dal  1908 l’amministrazione coloniale tedesca aveva istituito un’area interdetta e strettamente controllata  che si estendeva per circa 100 km nell’entroterra. Garub e dintorni facevano parte dello Sperrgebiet II, dove nessuno poteva accedere, con l’unica eccezione fatta periodicamente dagli anni ’50 fino al 1983 in occasioni di gravi siccità, per permettere agli allevatori di pascolare le loro mandrie.

Dopo la fine delle locomotive a vapore, sono stati mantenuti comunque degli abbeveratoi per i cavalli selvatici anche da 1977 in poi, quando è arrivata la Consolidated Diamond Mines per estrarre diamanti.

Nel 1986, quest’area dello  Sperrgebiet II è stata incorporata nel Namib Naukluft Park. Per più di 100 anni i cavalli sono stati in grado di crescere in un isolamento quasi completo, generazione su generazione, attraverso stagioni di siccità e abbondanza, diventando una razza a parte, i “Namibs”, grazie a decenni di selezione naturale. Ora gli stessi uomini che li hanno portati in Namibia con la guerra e il colonialismo rischiano di farli scomparire con il cambiamento climatico antropico, Una nuova guerra non dichiarata alla natura.