Cosa c’è dietro le pellicce di visone italiane [VIDEO]

Essere Animali ha documentato con un infiltrato l’attività degli allevamenti nostrani

[18 dicembre 2014]

Il visone è un animale che in natura vive nelle foreste e lungo i corsi d’acqua, un abile corridore e nuotatore, ma quegli esemplari allevati per farne pellicce non solo nascono con la prospettiva di una crudele morte in nome del lusso, ma nel percorso che li separa dalla gabbia alla camera a gas sono sottoposti a spaventose condizioni di sopravvivenza. Anche in Italia.

Sono queste le amare conclusioni cui è giunta l’associazione Essere Animali, che per più di 18 mesi ha documentato la realtà degli allevamenti di visoni in Italia, da cui ogni anno 170.000 animali escono morti e scuoiati. Il risultato dell’investigazione è riassunto nel video che pubblichiamo in coda all’articolo, e per il quale non consigliamo la visione ai deboli di stomaco.

«Entrando negli allevamenti, piazzando telecamere nascoste e tramite un infiltrato abbiamo documentato la loro nascita, la loro vita in gabbia, la loro sofferenza e la loro morte. Per la prima volta in Italia viene documentata l’uccisione dei visoni con camere a gas. Per la prima volta in assoluto – dichiarano dall’associazione – un nostro infiltrato ha potuto filmare con una telecamera nascosta le prime fasi di lavorazione dei cadaveri. Quello che abbiamo trovato negli allevamenti sono migliaia e migliaia di individui privati della libertà e della possibilità di una vita degna di questo nome. Gabbie su gabbie piene di animali considerati solo in funzione del loro splendido manto, da strappargli via al momento opportuno».

Un lavoro di documentazione che, precisa Essere Animali, si inserisce in un contesto europeo che ha visto diverse documentazioni condotte da organizzazioni di attivisti in Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca e Spagna negli allevamenti di animali da pelliccia. In ogni allevamento la realtà riportata è sempre la stessa: animali automutilati, cannibalizzati dai loro compagni di prigionia e immancabili sono i cadaveri che giacciono nelle gabbie. In alcuni paesi queste immagini sono state diffuse dai media nazionali aprendo un dibattito sul divieto di allevamento di animali da pelliccia. «L’obiettivo – dichiarano gli attivisti – è giungere all’abolizione della pratica dell’allevamento di animali per la produzione di pellicce». Che in tutta Italia sono una ventina (negli anni ’90 erano più di 120), e che racchiudono circa 200mila esemplari di visone.

Per perseguire il suo scopo, sabato 20 e domenica 21 dicembre sarà presente in oltre 20 città italiane chiedendo di sottoscrivere petizione indirizzata alle Commissioni Referenti di Camera e Senato «in cui si chiede la discussione della Proposta di Legge che porterebbe al divieto di allevare animali da pelliccia, già approvato in sei stati europei». Un’attività la cui chiusura avrebbe un negativo impatto occupazionale da soppesare e governare, soprattutto in tempi di forte crisi economica, ma che – così com’è documentata dagli attivisti di Essere Animali – non sembra presentare le condizioni minime per essere eticamente accettabile.

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