C’è qualche speranza di salvare i gibboni dell’Hainan, le scimmie più rare del mondo

Negli archivi storici cinesi le tracce della loro progressiva estinzione. Ne restano solo 28

[7 agosto 2015]

gibbone Hainan

Fino al 25 giugno si pensava che al mondo sopravvivessero solo 25 gibboni dell’Hainan (Nomascus  hainanus), che vivono in tre gruppi sociali su un’isola al largo della Cina continentale, ma  un team guidato dalla Zoological Society of London (Zsl) ha scoperto un nuovo gruppo familiare di queste che sono considerate le scimmie più rare del mondo nella Riserva naturale nazionale di Bawangling: una coppia fertile con un cucciolo, aumentando così la popolazione dei gibboni dell’Hainan di quasi il 12%.

Una che aumenta il potenziale riproduttivo degli Nomascus  hainanus  e che potrebbe essere di vitale importanza per la sopravvivenza a lungo termine di questa specie ad estremo rischio di estinzione.

La ricercatrice della Zsl  Jessica Bryant, che ha guidato la spedizione che ha fatto la scoperta, ha detto: «Trovare un nuovo gruppo di gibboni dell’Hainan è una spinta fantastica per la popolazione. Speravamo di   trovare almeno uno o due gibboni solitari, ma scoprire un intero nuovo. gruppo familiare con tanto di cucciolo va oltre i nostri sogni più sfrenati».

Quindi i gibboni dell’Hainan rimasti sul nostro pianeta sono circa 28, ma il team Zsl e lo staff della riserva cinese sta cercando altri  gibboni solitari superstiti per definire la consistenza di una popolazione comunque ridotta al lumicino.

I gibboni di solito si individuano grazie ai lori richiami, ma a causa della bassa densità della popolazione, i  gibboni dell’Hainan, sono meno propensi ad emettere richiami perché sono così pochi che per i maschi non è più necessario “marcare” il loro territorio, quindi la rilevazione di individui solitari o di gruppi è estremamente difficoltosa- Il nuovo gruppo è stato individuato solo grazie all’utilizzo di nuove tecniche acustiche.

Ma i ricercatori della Zsl e dell’università del Queensland si stanno occupando anche di come i gibboni dell’Hainan sono arrivati ad un passo dall’estinzione e nello studio “Historical data as a baseline for conservation: reconstructing long-term faunal extinction dynamics in Late Imperial–modern China”, pubblicato su  Proceedings of the Royal Society B  utilizzano  documenti storici cinesi risalenti fino ad oltre 400 anni per tenere traccia delle modifiche nella distribuzione dei gibboni. Si tratta di uno dei primi esempi di utilizzo documenti storici antichi per ricostruire le oro estinzioni locali in diversi secoli.

Utilizzando documenti dei governi locali risalenti già nel 1600 dC, passando dalle dinastie Ming e Qing e nei  periodi repubblicani e fino alla Cina comunista, i ricercatori sono stati in grado di dedurre la presenza dei gibboni nelle diverse prefetture cinesi e di monitorare la loro graduale scomparsa.

Solo poche centinaia di anni fa, l’areale dei gibboni dcinesi  comprendeva quasi la metà della Cina. Ma nel corso del XX secolo la popolazione dei gibboni ha avuto un crollo ed ora vivono solo in qualche frammento di foreste remote nel sud-ovest del Paese e il gibbone dell’Hainan  e probabilmente la specie di mammifero più raro mammifero del mondo.

Il principale autore dello studio, Samuel Turvey della Zsl, spiega che «I gibboni hanno avuto una grande importanza culturale nella Cina pre-moderna, perché si pensava che fossero in rado di incanalare l’energia mistica “qi”e che vivessero centinaia di anni, e i loro inquietanti richiami simboleggiavano la malinconia dei viaggiatori nella poesia classica. La loro precedente presenza in vaste regioni della Cina è stata ampiamente registrata nei documenti locali, e ricostruire quando – e perché – diverse popolazioni gibbone sono scomparse in gran parte della Cina può fornirci importanti insegnamenti su come contribuire a salvare ultimi gibboni del paese. La Cina ha una documentazione storica incredibilmente ricca, che comprende una grande quantità di dati ambientali che sono stati raramente utilizzati per la gestione della conservazione. A causa dell’attuale crisi ambientale che stanno affrontando ll’Asia orientale e del sud-est, dobbiamo esplorare nuovi modi per capire meglio i tipi di fattori che possono rendere le specie più o meno a rischio di estinzione».

Quindi, la complessa e onnipresente burocrazia cinese potrebbe servire a salvare le scimmie più rare del mondo: gli archivi dimostrano che nel XVII e XVIII secolo i gibboni erano molto comuni in una ventina di province cinesi e Turvey sottolinea: «Osserviamo un aumento in declino demografico veramente forte e un vero e proprio crollo della popolazione in tutta la Cina circa 100-150 anni fa. E questo è correlato con l’espansione demografica in Cina verso la fine dell’era imperiale e lungo  XX secolo ed al massiccio aumento della deforestazione ed alla crescita della popolazione umana al tempo della Repubblica cinese e dalla costituzione del Partito comunista».

Il ricercatore conclude: «E’ un privilegio incredibile poter vedere gibboni in natura in Cina. Il gibbone dell’Hainan è tra le specie più rare, ma sapere che questa specie è ancora lì ci dà la speranza che la conservazione sarà in grado di portare quella popolazione fuori dal baratro».