Cecil, il leone con la criniera nera dello Zimbabwe, ucciso per 46.000 dollari (VIDEO)

Safari e commercio di trofei, la strage infinita e incontrollata della fauna africana

[28 luglio 2015]

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Il leone Cecil era certamente uno degli animali più famosi del mondo e da 13 anni era diventato il simbolo del Parco Nazionale Hwange nello Zimbabwe, ma è stato ritrovato ucciso e con la testa mozzata e le autorità hanno fatto sapere che stanno ricercando uno spagnolo, sospettato di aver pagato due guide locali per poter uccidere il più celebre leone del Paese africano.

Utilizzando  una carcassa di animale, Cecil sarebbe stato attirato fuori dall’Hwange, dove i safari sono proibiti, ed è stato colpito con una freccia, poi il leone ferito è stato seguito per una quarantina di ore e al bracconiere spagnolo è bastato solo un colpo per uccidere il grande felino ormai sfinito. Jonnhy Rodrigues, presidente della Zimbabwe Conservation Task Force (Zctf), spiega che «E’ la maniera più silenziosa di cacciare ed è la tecnica impiegata quando si tratta di caccia illegale».

Dopo aver ucciso Cecil il bracconiere ed i suoi complici hanno anche tentato di distruggere il suo costoso collare GPS che serviva a monitorarlo, infatti il grosso maschio dal 1999 faceva parte di uno studio dell’università di Oxford che vuole determinare l’impatto dei safari sulla popolazione di grandi felini..

La morte del felino è stata confermata anche dalla Zimbabwe Professional Hunters and Guides Association (Zphga, l’associazione dei cacciatori dello Zimbabwe) che subito ha detto che il cacciatore ricercato non poteva essere accusato di bracconaggio  perché si trovava su un terreno privato all’esterno del Parco Hwange, ma ha cambiato idea quando il governo ha respinto queste argomentazioni facendo notare che Cecil era il capo di uno dei più importanti branchi di leoni del Parco e che notoriamente viveva nell’area protetta, quindi non poteva essere ucciso.

Ora la Zphga dice che c’è un’indagine in corso ed ha annunciato di aver espulso il cacciatore professionista che ha organizzato il safari al quale ha partecipato il bracconiere che ha ucciso Cecil, anche se tiene a dire che «Il cacciatore professionista e la compagnia per la quale lavora hanno collaborato all’indagine. Zphga conferma che non tollera la caccia illegale o qualunque  pratica non sia etica da parte dei suoi membri e dello staff.

Secondo Rodrigues, le due guide dello Zimbabwe sono già finite davanti ad un tribunale, a differenza dell’operatore che ha organizzato il  safari in cui è stato ucciso Cecil, che è stato pagato dallo spagnolo  con 46.000 dollari. La polizia dello Zimbabwe sta cercando nei laboratori dei tassidermisti per trovare i resti di Cecil, facilmente identificabili per la criniera nera, mentre la polizia spagnola  ha promesso una maggiore sorveglianza  sulle importazioni illecite di teste e peli di leone. Ma l’uccisione di Cecil ha riportato alla luce una cosa poco nota: la Spagna è uno dei Pesi dove si importano più trofei di caccia e, come scrive The Guardian: «Tra il 2007 e il 2012, 450 teste di leoni sono state importate dall’Africa del sud, contro le 100 in Germania nello stesso periodo». La maggior parte di questi macabri trofei arriva dal Sudafrica.

Secondo un rapporto dell’ United Nations Environment Programme e del World Conservation Monitoring Centre, «La grande maggioranza dei prodotti di leone consiste in trofei di caccia esportati dalle compagnie di safari per i loro clienti, la cui maggioranza vive in Usa, Europa e Messico». Secondo il rapporto, tra il 2000 e il 2008 sono stati esportati 4.231 trofei, 28 scheletri,  234 artigli, 68 zampe, 234 pelli, 293 crani, 501 denti ed altre parti e «Durante questo stesso periodo i cinque principali importatori di trofei sono stati: Usa: 2.766, Spagna: 424, Francia: 391, Messico: 180 e Germania: 154».

Nel 2007 Traffic Europe realizzò un rapporto per la Commissione europea selle politiche di importazione dei trofei di caccia nell’Ue, dal quale emerse che, tra il 2000 e il 2004, il principale importatore di trofei di mammiferi eranon gli Usa, con 61.584 trofei, il 66% delle importazioni mondiali. Seguiva l’Unione europea con 19.258 trofei, il 21% delle importazioni globali e nell’Ue a capeggiare la triste classifica erano: Germania (6.004), Spagna (4.037), Francia (3.241) e Austria (1.590) che insieme totalizzavano il 77% delle importazioni nell’Ue.

L’autrice del rapporto di Traffic Europe, Amelie Knapp, cita uno studio di Doris Hofer secondo il quale tra il 1990 e il 1996 la Spagna è stata il maggior importatore dell’Ue, seguita da Germania e Danimarca.

Secondo I ricercatori di Oxford che seguivano Cecil con il GPS, dal 1999 sono morti  34 dei 62 leoni che stavano studiando nell’Hwange e 24 di questi sono stati ammazzati dai cacciatori. Senza contare che il bracconaggio dei leoni maschi dominanti fa anche delle vittime collaterali: i 6 cuccioli figli di Cecil verranno sicuramente uccisi dal nuovo maschio che prenderà il comando del suo ex branco.

Beks Ndlovu, di African Bush Camps, ha detto: «Mi oppongo fermamente e veementemente alla legalizzazione ed alla pratica della caccia dei leoni in qualsiasi area. Personalmente chiederò ai Parchi Nazionali dello Zimbabwe ed ai funzionari del Governo che si impegnino a fermare immediatamente la mattanza di leoni» e Rodrigues  aggiunge: «Quello che è stato fatto è illegale, chiediamo che la giustizia faccia il suo corso. Gli altri cacciatori che vengono qui devono capire che non possono farla franca. Devono essere processati giudiziariamente per quello che fanno. Ci sono molte organizzazioni molto preoccupate per quel che è successo. Cecil era molto conosciuto in tutto il mondo. Molti dei turisti venivano a vedere questo animale e la sua famiglia. Quello che è successo è pessimo».

Lo spagnolo Luis Muñoz, direttore dell’Ong Chelui4lions, ha detto a BBC World che le diverse organizzazioni ambientaliste africane con le quali collabora confermano che il danaroso bracconiere è un cittadino spagnolo e che «Sappiamo quale è l’agenzia che ha organizzato la spedizione».  Per Muñoz questo è un caso simbolo, perché «Evidenzia il problema della caccia incontrollata in Africa. Non c’è certezza su quello che succederà al supposto cacciatore spagnolo, però la morte di Cecil sta aprendo gli occhi al mondo su quel che succede in Africa».

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  • Cecil the lion in Hwange, Zimbabwe