Nuovo censimento delle piante aliene in Italia: sono 1.597 specie

Le regioni più colpite sono Lombardia, Veneto e Toscana. Rischi per salute, agricoltura e biodiversità

[14 marzo 2018]

Dopo un lavoro durato quasi dieci anni è stato appena pubblicato su Plant Biosystems lo studio “An updated checklist of the vascular flora alien to Italy” che presenta l’elenco aggiornato delle piante aliene (o esotiche) che si sono diffuse spontaneamente in Italia. Si è trattato di una ricerca corale realizzata grazie a un team internazionale di 51 ricercatori, coordinato Lorenzo Peruzzi, professore di botanica sistematica all’università di Pisa a livello nazionale, mentre il coordinamento nazionale della ricerca è stato svolto da Gabriele Galasso ed Enrico Banfi (Museo di Storia Naturale di Milano), Fabrizio Bartolucci e Fabio Conti (Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, Università di Camerino – Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga), Nicola Ardenghi (Università di Pavia) e Laura Celesti-Grapow (Università La Sapienza di Roma). Peruzzi, in collaborazione con Brunello Pierini e Francesco Roma-Marzio, ha inoltre curato la parte dello studio relativo alla flora toscana.

Da questo studio è emerso che in Italia «A fare da contraltare alle 8.195 specie e sottospecie autoctone, vi sono 1.597 specie aliene» e  lo studio sottolinea che «Anche relativamente a questa biodiversità “negativa”, l’Italia si colloca purtroppo tra le nazioni con i maggiori numeri in Europa. Tra queste specie aliene, 221 risultano invasive su scala nazionale, con 14 specie incluse nella “lista nera” della Commissione Europea (regolamento EU 1143/2014 e suoi aggiornamenti periodici), che elenca una serie di piante e animali esotici, la cui diffusione in Europa va assolutamente tenuta sotto controllo».

All’università di Pisa ricordano che  «Fra i problemi causati dalle specie aliene, in particolare se invasive, vi sono quelli legati  alla salute come nel caso delle allergie e delle irritazioni cutanee anche piuttosto gravi causate dall’ambrosia o dalla panàce di Mantegazza; oppure danni all’agricoltura e ancora la minaccia alla biodiversità come nel caso del fico degli Ottentotti sulle nostre coste rocciose e le pesti d’acqua in canali e laghi».

Peruzzi conclude: «La diffusione di specie aliene è un fenomeno legato al processo di globalizzazione che va attentamente monitorato. Le regioni che presentano il maggior numero di esotiche (e potenzialmente i maggiori problemi legati a fenomeni di invasione biologica) sono: Lombardia (776, di cui 111 invasive), Veneto (618, di cui 67 invasive) e Toscana (580, di cui 51 invasive)».