Censita la flora dell’Isola d’Elba: biodiversità a rischio per modifiche del paesaggio e specie aliene

Due studi condotti dai botanici dell’Università di Pisa, Royal Botanical Gardens, Kew e università di Friburgo pubblicati su Italian Botanist e Applied Geography

[16 luglio 2018]

L’Elba è l’isola dell’Arcipelago Toscano (e quindi l’isola minore italiana) più ricca di specie vegetali: «Sono 1.098 quelle attualmente presenti di cui 8 endemiche, cioè esclusive dell’isola – spiegano  al dipartimento di biologia dell’università di Pisa – Un patrimonio di biodiversità che però attualmente è a rischio, sia per i cambiamenti del paesaggio negli ultimi cinquanta anni, sia per la presenza di ben 101 specie aliene naturalizzate che rappresentano una minaccia per la conservazione della flora».  E’ quanto emerge  dai due studi “An updated inventory of the vascular flora of Elba island (Tuscan Archipelago, Italy)”, pubblicato su Italian Botanist  da Angelino Carta e Lorenzo Peruzzi dell’università di Pisa e dai ricercatori elbani Leonardo Forbicioni e Giuliano Frangini e dal pisano  Brunello Pierini, e “Diachronic analysis using aerial photographs across fifty years reveals significant land use and vegetation changes on a Mediterranean island”, pubblicato su Applied Geography da Carta e TristanTaboada dei Royal Botanic Gardens e Jonas V.Müller dell’università tedesca di Friburgo.

Come spiega il botanico elbano Angelino Carta, coordinatore dei due team di ricerca in stretta collaborazione con Peruzzi per la parte floristica e Taboada e Müller per la mappatura delle modifiche del paesaggio vegetale, sono stati realizzati la mappatura e dell’inventario aggiornato e completo delle piante che crescono spontaneamente all’Elba: «Si tratta di un lavoro durato quasi 10 anni e realizzato grazie alla collaborazione di appassionati ricercatori, anche non accademici, un’opera fondamentale per conoscere e tutelare la biodiversità vegetale dell’isola, in particolare, l’inventario floristico è stato possibile soprattutto grazie al meticoloso lavoro svolto da Brunello Pierini»

Dallo studio viene fuori che «Il patrimonio vegetale dell’Elba è costituito soprattutto da piante mediterranee ma anche da numerose specie endemiche, tra cui ad esempio lo Zafferano dell’Elba (Crocus ilvensis), scoperto e descritto per la prima volta nel 2011 proprio dagli studiosi pisani. Di particolare interesse poi anche altre dieci specie che in Toscana si trovano solamente sull’isola, come ad esempio il timo arbustivo (Thymbra capitata), pianta diffusa in Italia del Sud e che trova proprio all’Elba il suo limite settentrionale».

Carta evidenzia che «La ricchezza dell’isola d’Elba deriva dal fatto che sull’isola sono presenti contemporaneamente vari stadi evolutivi della vegetazione, dal pratello, alla macchia bassa sino al bosco, una biodiversità sulla quale l’intervento dell’uomo nel passato ha inciso positivamente».

Però la mappatura del paesaggio ha rivelato che «Il declino dell’agricoltura negli ultimi cinquanta anni ha determinato una completa modifica del paesaggio vegetale, con il passaggio da un’isola in larga parte coltivata a un’isola in gran parte ricoperta da una fitta vegetazione, ma con una drammatica riduzione del numero e della varietà degli habitat vegetali».

Carta concludew preoccupato: «Se a questo aggiungiamo la diffusione di specie aliene, alcune delle quali note in Toscana solo per l’Arcipelago Toscano, come il loto americano (Diospyros virginiana) o l’albizia (Paraserianthes lophanta), non possiamo che lanciare un allarme per il futuro incerto per la conservazione della biodiversità vegetale».