Riceviamo e pubblichiamo

Il Centro di Ricerca licenzia i due dipendenti, l’appello dell’associazione Amici del Padule di Fucecchio

[10 luglio 2017]

Apprendiamo con rammarico della decisione del CdA del Centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio di licenziare i due dipendenti (ai quali erano già state dimezzate le ore di lavoro) per ragioni di mancanza di risorse economiche.

Una conseguenza diretta dell’assenza di finanziamenti destinati alla gestione di beni comuni di rilevante interesse pubblico e nello specifico di un’area umida di importanza internazionale, polmone verde di un comprensorio fortemente urbanizzato. La Regione Toscana, subentrata alla  Provincia di Pistoia, per tre anni non ha attivato alcuna misura di sostegno alle 46 riserve naturali che coprono oltre 35.000 ettari in Toscana, e che racchiudono un patrimonio naturale di incomparabile valore. Solo recentemente è stata approvata una delibera regionale che consente ai comuni di accedere alla gestione di queste aree, con un misero stanziamento economico.

Per questo motivo la maggior parte delle riserve naturali sono oggi in abbandono, o gestite in maniera inappropriata.

Non è questo il caso della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio e delle strutture pubbliche ad essa connesse, che hanno potuto contare su uno staff tecnico preparato (dipendenti e collaboratori), su un folto gruppo di volontari molto motivati e sul’appoggio di alcuni comuni e di associazioni.

Siamo del tutto persuasi di avere sostenuto una causa importante e per questo la nostra associazione, che riunisce gran parte delle persone che in varia forma collaborano con il Centro, intende continuare a difendere questa esperienza e a prendersi cura della parte pubblica del Padule (le aree Le Morette e Righetti) a favore della straordinaria biodiversità che ospita e delle persone che possono goderne.

Esprimiamo la nostra solidarietà a Alessio Bartolini e Enrico Zarri, che da oltre 20 anni hanno garantito una corretta gestione dell’area protetta, e vivamente auspichiamo che la Regione Toscana e i comuni della Valdinievole comprendano ciò che la comunità rischia di perdere, e si attivino in modo concreto e tempestivo per individuare le forme per dare una continuità alla gestione dell’area protetta. E’ inammissibile che per poche decine di migliaia di euro si debba cancellare una realtà che si è dimostrata così virtuosa.

Simonetta Petrassi –  Presidente Amici del Padule di Fucecchio