Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio, interrogazione di SEL al ministro dell’ambiente

[19 dicembre 2014]

I deputati di Sinistra ecologia e libertà Marisa Nicchi, Serena Pellegrino e Filiberto Zaratti hanno presentato un’interrogazione al al ministro dell’ambiente, tutela del territorio e del mare sulla situazione del Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio. Ecco il testo:

In Toscana è presente la palude interna più vasta d’Italia: il Padule di Fucecchio. Situato fra le province di Pistoia e Firenze, esso interessa 6 diversi comuni (due dell’area fiorentina e quattro dell’area pistoiese), ma, per ragioni storiche, concorre a definire l’identità culturale di un territorio assai più vasto che comprende l’intera Valdinievole e un segmento importante del Valdarno;

il Padule è caratterizzato da una grande estensione territoriale, una notevole diversificazione ambientale, una collocazione geografica di cerniera fra le regioni climatiche continentali e quelle mediterranee;

in ragione della sua rilevanza naturalistica e ambientale il Padule di Fucecchio è stato inserito fra le Aree Natura 2000 sulla base delle direttive Europee Habitat e Uccelli. In esso ricadono infatti due SIC e due ZPS contermini strettamente connessi sotto il profilo ecologico, denominati rispettivamente “Padule di Fucecchio” (codice IT5130007, 2081 ettari) e “Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone” (codice IT5140010, 418 ettari);

l’intera area, ovvero la superficie delle due Aree Natura 2000 di cui sopra, è stata inserita nell’elenco delle zone umide di importanza internazionale, sulla base della Convenzione di Ramsar;

a fronte di questi riconoscimenti appare troppo limitata la superficie interessata da aree protette (complessivamente pari a soli 230 ettari), con una tendenza negli ultimi anni addirittura negativa, che ha visto la cancellazione di ampliamenti già previsti negli strumenti di pianificazione di province e regione;

ruolo rilevante nella tutela del Padule di Fucecchio è svolto, da oltre venti anni, dal Centro di Ricerca, Promozione e Documentazione del Padule di Fucecchio, Onlus, il cui consiglio di amministrazione è costituito da membri della Provincia di Pistoia, dei comuni aderenti e di associazioni;

il Centro rappresenta un’esperienza di gestione pubblica di un patrimonio pubblico che ha funzionato bene sia dal lato economico (con amministratori, compreso il presidente, a costo zero), sia sul lato dei risultati conseguiti: uno staff di persone costituito da due dipendenti, vari collaboratori esterni (guide ambientali, professionisti esperti in varie discipline ecc.) e da un nutrito gruppo di volontari;

il CRPD ha ottenuto importanti riconoscimenti scientifici per i risultati ottenuti. Gli uccelli presenti nell’area sono aumentati notevolmente quanto al numero e si sono aggiunte nuove specie che venti anni fa avevano abbandonato l’Area, ha inoltre gestito due riserve naturali una delle quali (“Le Morette”) di proprietà della Provincia di Pistoia. Nel 2013 è stato anche inaugurato un nuovo Centro Visite dell’area protetta, una struttura all’avanguardia, che in pochi mesi ha visto l’affluenza di oltre cinquemila visitatori, e dove si sono susseguite mostre, conferenze e ed altre attività didattiche, scientifiche e culturali;

attualmente si sono verificati dei fatti che fanno temere per il futuro del Centro e per la tutela dell’Area: la Provincia di Pistoia ha ridotto la superficie dell’Oasi di Protezione “Brugnana-Ramone-Chiusi”, comunicando altresì che per il 2015 non contribuirà più al finanziamento del Centro. I comuni di Larciano, Ponte Buggianese e Lamporecchio hanno rotto, ciascuno per proprio conto, il rapporto associativo con il CRPD;

per garantire un futuro al CRPD, nel maggio 2014, è stato promosso un appello dai ricercatori che hanno svolto attività di ricerca e/o di consulenza scientifica in ambito botanico, zoologico e ambientale nel Padule di Fucecchio. La morte del centro potrebbe provocare l’entrata in campo di soggetti portatori d’interessi privati, rispetto ai quali non v’è garanzia alcuna del perseguimento del bene comune:

Si chiede al Governo:

se non ritenga di intervenire al fine di ampliare, sulla base di criteri tecnici, l’estensione delle aree protette (che attualmente interessano appena il 10% dell’area);

se non ritenga di intervenire a favore della salvaguardia dell’esperienza del Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio (Onlus), che ha rappresentato negli ultimi venticinque anni il motore delle azioni di conservazione e delle attività di ricerca, culturali e promozionali a favore del Padule.