Chi è che “scalpa” gli albatross dell’isola di Marion? (VIDEO)

Se invadono un’isola i topolini della case diventano i predatori più pericolosi per gli uccelli marini

[16 novembre 2015]

Akbatross scalpati 1

Fin dal 2001, quando Richard Cuthbert ed Erica Sommer furono i primi ornitologi a trascorrere un anno intero sull’isola di Gough, uno dei posti più remoti del pianeta, che fa parte del territorio britannico di oltremare di Sant’Elena, Ascensione e Tristan da Cunha, avevano il sospetto che i topolini delle case fossero predatori con un forte impatto sugli  uccelli marini. Alloro i due scienziati assistettero alla scomparsa di molti grandi pulcini di  Albatross di Tristan e dissero che con probabiliotà i colpevoli erano i minuscoli topi introdotti sull’isola dall’uomo. La responsabilità dei topi venne confermata nel 2004, quando Ross Wanless girò un filmato di topi che attaccavano un albatross in cova. Ora sappiamo che, insieme alla motalità causata dalla pesca con i palangari, i topi sono una delle cause che hanno portato gli Albatross di Tristan  ad essere elencati nella Lista Rossa dell’IUCN come specie a rischio critico di estinzione.

Nel 2012 Ross confermò anche gli attacchi dei roditori  ai pulcini di petrello dell’Atlantico (Pterodroma incerta)., un’altra specie che nidifica quasi esclusivamente a Gough Island ed è probabile che la predazione da parte dei topi sia responsabile anche  della rarefazione del fringuello di Gough (Rowettia goughensis), un uccello sempre più confinato in alcuni scogli al largo dell’isola dove i topi non sono arrivati o dalle quali sono ancora presenti in massa.  Questa vera e propria strage di avifauna endemica ha portato all’avvio di un programma di ricerca per valutare la fattibilità dell’eradicazione dei topi da Gough Island, che comprendeva anche uno studio per capirne di più sulla biologia e l’adattamento dei topolini delle case ad un ambiente remoto e subantartico come Gough, ad esempio, per determinare la stagione riproduttiva e i cambiamenti stagionali della popolazione stagionali e la loro suscettibilità alle esche avvelenate.

Ma fino al 2013/2014 ci si era occupati relativamente poco di come i  topi attaccano gli uccelli, almeno  a , quando Ben Dilley e Delia Davies non utilizzarono una serie di telecamere per documentare gli attacchi dei roditori. Quella fu una stagione riproduttiva particolarmente negativa per gli uccelli marini: meno del 10% dei pulcini di Albatross di Tirstan riuscirono a sopravvivere e  i due ornitologi riuscirono a dimostrare che anche l’attacco di un singolo topo era in grado di uccidere un grande pulcino albatros entro un paio di notti e che i topi uccidono i pulcini di quasi tutte le specie di uccelli delle tempeste e berte che nidificano nell’inverno australe e che sono particolarmente vulnerabili alla predazione. Tutti i pulcini di petrello dell’Atlantico filmati nelle tane erano stati uccisi dai topi il giorno stesso della schiusa, nonostante ci fosse un loro genitore nella tana.

Quando sull’isola di  Gough venne scoperta la devastante predazione di pulcini di uccelli marini da parte dei topi, si ipotizzò che questa vera e propria strage fosse possibile a causa delle grandi dimensioni dei roditori, che arrivano a pesare fino a 50 grammi e che in media sono il 50% più grandi di altre popolazioni di topolini delle case, ma una ricerca del 2007  suggerì che le dimensioni c’entravano poco: il fatto è che i sono l’unico mammifero introdotto abbondante in natura e che si sono trasformati nell’unico predatore degli uccelli marini di Gough.

Anche nell’isola sudafricana di Marion, nonostante che i topolini delle case abbiano dimensioni normali, le cose non sembrano molto diverso da Gough.

Nello studio “Scalping of albatross fledglings by introduced mice spreads rapidly at Marion Island, pubblicato su Antarctic Science, un team del Percy FitzPatrick Institute of African Ornithology,del centro di eccellenza del DST/NRF dell’università sudafricana di Città del Capo spiega che «i topolini delle case  (Mus musculus L.) sono stati introdotti  per nella sub-antartica Marion Island più di due secoli fa, e dal 1991, quando sono stati eradicati i gatti rinselvatichiti, sono gli unici mammiferi introdotti sull’isola. Il primo pulcino di albatros urlatore (Diomedea exulans L.) ferito dai topi  è stato trovato nel 2003 e da allora sono continuati gli attacchi ad un livello basso, che colpisce <1% della popolazione. Nel 2009, sono stati individuati i primi “scalpings”; pulcini di albatros fuligginoso (Phoebetria fusca Hilsenberg) sono stati trovati con ferite aperte sulla nuca. Nel 2015, i topi hanno attaccato i grandi pulli di tutte e tre le specie di albatros che impiumano in autunno: albatros testagrigia (Thalassarche chrysostoma Forster) (almeno 102 pulcini feriti; il 4,6% dei pulli), albatros fuligginoso (n = 45, 4,3%) e albatros light-mantled  (P. palpebrata Forster) (n = 1, 4%)».

Le riprese fatte di notte dai ricercatori sudafricani hanno confermato che «i topi erano i responsabili delle ferite».

Peter G. Ryan, uno dei 4 ricercatori del team sudafricano spiega che «Gli attacchi sono iniziati in modo indipendente in piccole parti  lungo tutta la linea costiera di circa 70 km dell’isola, separate da distanze centinaia di volte superiori all’home range dei topi. L’ampia diffusione degli attacchi dei topo nel 2015 su grandi pulli ben piumati, è allarmante e mette in evidenza non solo Marion Island come un’isola prioritaria per l’eradicazione del topo, ma anche che i topi da soli possono incidere significativamente su specie di uccelli marini minacciate».

Insomma, i piccoli topi DI Marion hanno imparato che i grossi pulli di albatros sono vulnerabili agli attacchi portati al capo, dove le piume sono più piccole che sul corpo. È interessante notare che, anche se ci sono stati anche un paio di attacchi alla testa dei pulli di albatros urlatore, nel 2015 il livello degli attacchi contro i loro pulcini  non è aumentato. L’inverno del 2015 ha invece purtroppo portato alla prima uccisioni di pulcini di petrelli  su Marion, confermando anche qui il sospetto che gli scienziati sudafricani avevano da tempo: i topi impediscono alla popolazione di petrelli di crescere anche dopo che i gatti sono stati eradicati dall’isola.

La buona notizia è che i topi possono essere eradicati sia da Gough che da Marion. Gough è attualmente l’isola del mondo in testa alle priorità globali di eradicazione dei roditori ed esistono già avanzati piani per attuarla, con una raccolta di fondi in corso che dovrebbe consentire di partire con l’eradicazione nell’inverno 2019. Fino al 2015, Marion non era inclusa nella lista delle priorità globali, ma gli attacchi diffusi di quest’anno hanno aumentato l’urgenza di affrontare l’emergenza topi anche sui questa isola remota. Uno studio di fattibilità condotto ad aprile-maggio 2015 ha concluso che Marion è un buon obiettivo per un tentativo di eradicazione ed ambientalisti e scienziati stanno premendo sul South African Department of Environmental Affairs  perché lo metta in agenda.

Il messaggio che viene da Gough e Marion è che, se sono l’unico mammifero introdotto su un’isola, i topolini delle case possono diventare temibili predatori di uova e pulcini di uccelli, come del resto già successo nella isole neozelandesi degli Antipodi.  Ma gli studi fanno mergere anche che senza un’osservazione scientifica sul campo, questo tipo di predazione può facilmente essere trascurato, soprattutto per le specie che nidificano nelle tane, e che l’assenza di prove dirette non può significare che non c’è nessun impatto sugli uccelli marini. Ryan conclude: «Dato il loro impatto diffuso sugli altri biota, (soprattutto sugli invertebrati), dove è possibile i topi dovrebbero essere eradicati dalle isole».

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  • Atlantic petrel chicks killed by mice on Gough Island