Chi ha ucciso gli uccelli elefante?

Una scoperta che rivoluziona quel che sapevamo della colonizzazione umana del Madagascar

[13 settembre 2018]

Secondo lo studio  “Early Holocene human presence in Madagascar evidenced by exploitation of avian megafauna” pubblicato su Science Advances da un team di ricercatori britannici, malgasci e statunitensi, l’analisi delle ossa degli uccelli elefante (Aepyornis e Mullerornis), che erano gli uccelli più grandi del mondo, hanno rivelato che gli che gli umani sono arrivati in Madagascar più di 6.000 anni prima di quanto si pensasse»

IL team di scienziati, guidati da Zoological Society of London (Zsl), ha scoperto che «Le antiche ossa degli uccelli elefanti del Madagascar estinti mostrano segni di tagli e fratture da pressione che concordano con la caccia e la macellazione da parte di esseri umani preistorici». Utilizzando tecniche di datazione al radiocarbonio, il team è stato quindi in grado di determinare quando erano stati uccisi questi uccelli giganti e hanno rivisto la data presunta del primo sbarco degli esseri umani in Madagascar.

Precedenti ricerche su ossa di lemuri e artefatti archeologici suggerivano che gli esseri umani fossero arrivati per la prima volta in Madagascar tra 2.400 e 4.000 anni fa, ma il nuovo studio fornisce prove della presenza umana in Madagascar fin da 10.500 anni fa, facendo di queste ossa di elefante modificate le prime prove conosciute della presenza di esseri umani sull’isola.

Il principale autore dello studio, James Hansford dell’Istituto di Zoologia della Zsl ha spiegato: «Sapevamo già che la megafauna del Madagascar – uccelli elefanti, ippopotami, tartarughe giganti e lemuri giganti – si era estinta meno di 1.000 anni fa. Esistono diverse teorie sul perché questo si sia verificato, ma l’entità del coinvolgimento umano non era chiara.  La nostra ricerca fornisce prove dell’attività umana in Madagascar più di 6.000 anni prima di quanto si sospettasse in precedenza, il che dimostra che è necessaria una teoria dell’estinzione radicalmente diversa per comprendere l’enorme perdita di biodiversità che si è verificata sull’isola. Sembra che gli esseri umani siano coesistiti con gli uccelli elefanti e altre specie ormai estinte per oltre 9.000 anni, apparentemente con un limitato impatto negativo sulla biodiversità per la maggior parte di questo periodo, il che ci offre oggi nuove conoscenze per la conservazione».

Gli Aepyornis e Mullerornis pesavano almeno mezza tonnellata, erano alti circa 3 metri e deponevano uova giganti, più grandi di quelle dei dinosauri. Le ossa degli uccelli elefanti studiate da questo progetto erano state originariamente trovate nel 2009 nel fiume Noël nel Madagascar centro-meridionale; un “letto d’ossa” fossili che ospita una ricca concentrazione di resti di animali antichi. I ricercatori dicono che questo sito palustre  potrebbe essere stato un importante sito di caccia e uccisione, ma per confermarlo sono necessarie ulteriori ricerche.

La co-autrice Patricia Wright, del dipartimento di antropologia della Stony Brook University ha sottolinreato che «Questa nuova scoperta trasforma la nostra idea dei primi arrivi umani in questo posto. Sappiamo che alla fine dell’era glaciale, quando gli esseri umani utilizzavano solo strumenti di pietra, c’era un gruppo di umani arrivati ​​in Madagascar. Non conosciamo l’origine di queste persone e non lo ci riusciremo  finché non troveremo ulteriori prove archeologiche, ma sappiamo che non ci sono prove dei loro geni nelle popolazioni moderne. Resta la domanda: chi erano queste persone? E quando e perché sono scomparse?»