Chiesta l’istituzione di un’enorme area marina protetta integrale nelle Sandwich australi

Great British Oceans vuole salvare il regno dei pinguini

[29 settembre 2017]

La Georgia del Sud e le isole Sandwich australi (South Georgia and the South Sandwich Islands – SGSSI) sono tra le aree merse più remote del mondo: si trovano nell’Oceano Atlantico meridionale  a circa 4.000 chilometri a nord dell’Antartide e a 2.700 chilometri ad est del Sud America, sono un Territorio d’oltremare britannico che comprende due arcipelaghi geograficamente e geologicamente distinti che hanno in comune una caratteristica: sono inospitali, almeno per gli esseri umani. Le Isole Sandwich australi sono 11 piccole isole vulcaniche sparse su 385 chilometri ad est della Georgia del sud, scarsamente esplorate per lo sfruttamento delle loro risorse naturali rispetto al mare intorno ala Georgia del Sud, che all’inizio del XX secolo  ha subito l’impatto devastante dell’industria della caccia alle balene e alle foche da pelliccia  e che attualmente è una base della pesca industriale di nototenide della Patagonia (Dissostichus eleginoides), di pesci ghiaccio (Channichthyidae) e di krill (Euphausiacea).

Le isole Sandwich australi sono frammenti di terra davvero alla fine del mondo ma sono anche il regno dei  pigoscelidi antartici (Pygoscelis antarcticus), visto che ospitano 1.3 milioni di coppie nidificanti di questi pinguini, quasi la metà della loro popolazione mondiale, e che sono un hotspot biologico globale per altri uccelli marini in via di estinzione  e per oltre 100.000 coppie di pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae) e di diverse migliaia di pigoscelidi  comuni o pinguini Papua (Pygoscelis papua). Inoltre, l’arcipelago è l’unico arco di vulcani attivi nell’Oceano Meridionale e nelle profondità del suo mare ci sono ecosistemi unici dei camini idrotermali e di montgne sottomarine.

Nel 2012 il governo delle  SGSSI ha istituito un’area marina protetta (Amp) per l’utilizzo sostenibile delle risorse attorno alla Georgia del Sud e alle Isole Sandwich australi, per gestire la pesca locale e la sua fauna selvatica di importanza mondiale. Nel 2013 la coalizione Great British Oceans – che riunisce Blue Marine Foundation, Greenpeace, Marine Conservation Society, Marine Reserve Coalition, Pew, Rspb e Zoological Society of London – aveva accolto favorevolmente i passi avanti nella tutela della natura intorno alle isole, ma ra fa notare che «Alcune forti protezioni, comprese  diverse opzioni identificate dal governo stesso, non sono state portate avantiCiò significa che oggi, anche se l’Amp comprende 1,07 milioni di chilometri quadrati della zona economica esclusiva (Zee) dell’SGSSI (ZEE), solo il 2% di queste acque è legalmente protetto dall’estrazione di risorse come il pesce».

Dato che il governo dell’SGSSI ogni 5 anni procede a una revisione dell’Amp che terminerà nel 2018, Great British Oceans sottolinea che «Questo processo rappresenta un’importante opportunità per il governo di rafforzare la protezione di uno dei nostri più grandi beni biologici, sotto pressione crescente da parte del cambiamento climatico, delle specie invasive e degli interessi commerciali delle industrie estrattive».

Per questo la coalizione ambientalista britannica, in linea con gli impegni presi dal governo della Georgia del Sud e delle isole Sandwich australi per l’Area marina protetta, chiede:

La riclassificazione delle acque intorno alle isole Sandwich australi come Santuario marino integralmente protetto. «Questa area marina è quasi incontaminata – dicono gli ambientalisti – con un limitato sforzo di pesca commerciale (che genera meno del 5% dei ricavi totali per il governo SGSSI). In precedenza si era affermato che queste navi rappresentano un deterrente per la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (Iuu) nell’Area – ma questo è, naturalmente, limitato nel tempo e alle aree  in cui operano le navi e le avanzate capacità di monitoraggio satellitare forniscono un’opportunità economica  per far rispettare un’area protetta senza la necessità di sfruttamento commerciale».

Il divieto di estrazione di idrocarburi e di minerali, sancito dalla legge in tutta la zona marittima dell’SGSSI, «Riconoscendo così sia i rischi di operare in questo ambiente, sia l’importanza e la sensibilità della regione», chiedono gli ambientalist.

Estensione delle aree esistenti di 12 miglie nautiche a protezione integrale nella Georgia del Sud per coprire meglio le aree di foraggiamento dei pinguini. «Come dimostrato dai dati  sulle aree di foraggiamento dei pinguini raccolti da BirdLife International ed evidenziato anche dai dati da sottoporre alla revisione dell’Amp di Rspb e BirdLife International e dal British Antarctic Survey (Bas) e finanziata da The Pew Charitable Trusts».

Chiusura di Shag Rocks alla pesca pelagica «come suggerito dal governo dell’SGSSI nelle proposte per l’Amp del  2013, ma non portate avanti».

Gestione maggiormente precauzionale della pesca del krill intorno alla Georgia del sud, «Compresa: l’estensione della chiusura temporanea della pesca al krill a ottobre-aprile (per coprire i periodi di riproduzione e di allevamento dei pinguini); aumentare i reporting requirements (adattandoli alle altre attività di pesca della Convention on the conservation of antarctic marine living resources – Ccamlr); aggiornare l’indagine per determinare lo stato del krill (non effettuato per 17 anni); studi per esaminare accuratamente la dinamica della popolazione di krill – ovvero per capire gli impatti dell’esaurimento localizzato e andare  verso un approccio di unità di gestione su piccola scala».

Great British Oceans dice di essere impaziente di lavorare con il governo dell’SGSSI nel 2018 per poter realizzare Le tutele del mare proposte dallo sesso governo e  per una maggiore protezione. «Date le crescenti pressioni sulle risorse marine più a sud nell’area Ccamlr, che in ultima analisi influenzano l’SGSSI – conclude Great British Oceans – la creazione di un’area integralmente protetta intorno alle Isole Sandwich australi sarebbe, a nostro avviso, una dimostrazione di leadership e catalizzerebbe la riflessione internazionale sulla gestione sostenibile delle risorse marine».