Riceviamo e pubblichiamo

Chiusa la stagione venatoria, a Livorno si contano i danni: abbattuti tremila rapaci

Le stime Lipu, basate sul numero degli esemplari feriti accolti al Centro recupero uccelli marini e acquatici

[2 febbraio 2016]

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Come ogni anno, alla fine della stagione venatoria, la Lipu di Livorno stila il bilancio degli esemplari ricoverati al Centro recupero uccelli marini e acquatici con ferite da arma da fuoco, comprovate da lastre o ritrovamento di pallini. E come ogni anno il bilancio è disastroso.

Su 66 uccelli ricoverati con ferite da fucilata ben 40 appartengono a specie protette o particolarmente protette. Già questo è un primo dato che certifica come non sia una minoranza di cacciatori a commettere reati ma che la proporzione è nettamente inversa, sbugiardando con la freddezza delle percentuali quanto continuamente sostenuto dalle associazioni venatorie.

Se poi consideriamo che il 75% delle specie protette abbattute sono rapaci si capisce bene a quale livello di arretratezza culturale sia rimasta gran parte del mondo venatorio, al quale decenni di divulgazione scientifica non sono bastati a capire che i rapaci non sono dei “nocivi” competitori ma selettori utili alle popolazioni delle loro stesse prede.

Infine, ipotizzando ottimisticamente che gli uccelli feriti e portati al Centro recupero siano circa l’uno per cento di tutti quelli abbattuti, dato che la maggior parte di essi finisce nei congelatori dei cacciatori o resta a marcire dispersa nelle campagne, è facile calcolare come, solo nella parte di Toscana dalla quale giungono i ricoveri del Cruma, la scorsa stagione venatoria siano stati abbattuti circa tremila rapaci su quattromila uccelli appartenenti a specie protette. Quanto sopra in meno della metà del territorio regionale. Questo stride fortemente sia con le decisioni assurde del governo, che ha di fatto cancellato la Forestale e depenalizzato i reati venatori grazie all’applicazione della “tenuità del fatto” che con la lentezza sospetta della  Regione Toscana nella ridefinizione delle funzioni  delle ex  polizie provinciali, lentezza che ha di fatto congelato qualsiasi forma di vigilanza ambientale e che non si è mai registrata, ad esempio, quando si è trattato di approvare calendari venatori, preaperture o deroghe a favore dei cacciatori.

di Lipu Sezione di Livorno

Foto di Cecilia Giorgetti