La Cia Toscana e le elezioni: «Più agricoltura e più impresa puntando sugli Stati Uniti d’Europa»

[22 maggio 2014]

Luca Brunelli, presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Toscana,  a pochi giorni dal voto del 25 maggio per il Parlamento europeo, ha presentato alcune proposte e richieste: «Più Europa, più impresa e più crescita per il comparto. Le risposte che ci attendiamo dall’Europa in tema di agricoltura dovranno riuscire a garantire una linea strategica, coerente e reimpostata nell’approccio. Ricordiamo che l’agricoltura da sola assorbe circa il 40% del budget comunitario e rappresenta una delle poche, vere, politiche completamente decise a livello europeo. L’impulso per un rilancio dell’agricoltura deve venire anche dall’Europa; per cui è necessario esprimere il proprio voto per far sentire la voce della nostra agricoltura in Toscana ed in Europa. Ricordiamo che l’agricoltura rappresenta una delle poche, vere, politiche completamente decise a livello europeo. Ripartiamo quindi da questa centralità per raggiungere l’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa, indispensabili per contrastare la crisi economica e sociale che travolge l’economie mondiali, indispensabili  per  rendere protagonista il vero made in Italy nel mercato Globale».

La Cia Toscana manda a dire alle forze politiche: «Vogliamo un’Europa che rafforzi il sistema delle imprese, il ricambio generazionale, l’aggregazione e le filiere agroalimentari, incentivando produzione e produttività e tutela ambientale, facendo leva sulla ricerca e sull’innovazione: è questo l’indirizzo che dovrebbe improntare le scelte politiche del nuovo Parlamento europeo per contribuire a dare maggiore stabilità finanziaria al comparto agroalimentare».

Brunelli aggiunge: «Meno burocrazia e più internazionalizzazione, è questa la strada da percorrere per una politica agricola che sappia realmente porre al centro le imprese. Per ridurre i carichi burocratici proponiamo di valorizzare i principi dell’autocontrollo e della proporzionalità degli adempimenti alle reali caratteristiche delle imprese e di evitare il più possibile sovrapposizioni e ripetizioni di interventi, anche con l’ausilio della tecnologia».

La Cia invita i maggiori  partiti politici,  «A stimolare la promozione dei prodotti e gli investimenti diretti all’estero, consolidando il sistema produttivo agricolo; anche la politica commerciale dovrà agire in maniera funzionale a questo obiettivo, realizzando accordi commerciali di mutuo vantaggio basati sulla reciprocità, senza al tempo stesso rinunciare – quando occorre – a una logica difensiva che eviti contraccolpi negativi per i comparti produttivi strategici. Aspetti che ad un anno da Expo 2015, che vede l’attenzione del mondo concentrata sull’agricoltura, assumono fondamentale rilevanza».

Per gli agricoltori toscani, il capitolo fondamentale è poi quello dei fondi comunitari a disposizione: «La posizione sostenuta e ribadita dalla Cia Toscana –  conclude Brunelli – è ormai nota: la programmazione comunitaria deve privilegiare le realtà produttive del settore finanziando misure e iniziative progettuali rivolte alla competitività e al mercato. Con un valore aggiunto superiore a 30 miliardi di euro, l’Italia è la seconda economia agricola europea, dopo la Francia, con un peso sul valore totale dell’Unione europea pari al 15,2%. Ma l’Italia si colloca solo al sesto posto tra i Paesi europei per volumi delle esportazioni, preceduta da Paesi Bassi (63 miliardi), Germania (61), Francia (55), Spagna (33) e Belgio (31). Sono numeri che dimostrano come il nostro sistema agricolo non riesca ancora a organizzarsi al meglio per sfruttare il suo grande potenziale di crescita».