In Cina al via censimento delle ultime neofocene dello Yangtze

Ne sono rimasti meno di mille esemplari. Erano 3,000 meno di 20 anni fa

[13 novembre 2017]

Il 10 novembre è partita da Wuhan, una città della Cina centrale lungo lo Yangtze la prima inchiesta dopo 5 anni sulla consistenza delle popolazioni di neofocena (Neophocaena phocaenoides o Neophocaena asiaorientalis) minacciate di estinzione e «per controllare le loro condizioni di vita per ripristinare gli habitat nel fiume, come scrive l’agenzia ufficiale Xinhua. Per 40 giorni due navi da ricerca cinesi  con a bordo scienziati del ministero dell’agricoltura e dell’Accademia cinese delle scienze batteranno lo Yangtze alla ricerca di questi rari cetacei fluviali, in particolare verranno controllate le zone umide e i laghi più grandi formati dallo Yangtze  nel tratto che va dalla città di Yichang, nella provincia dell’Hubei fino al gigantesco estuario  del grande fiume a Shanghai.

Il comandante in capo dell’operazione, Wang Ding, spiega su Xinhua che «I ricercatori si serviranno s di un sonar e di droni telecomandati per raccogliere dati sulla popolazione di focene. L’inchiesta precedente condotta nel 2012 ha pernesso di scoprire che la populazione di neofocene era calata a meno di un migliaio. Un’inchiesta simile condotta nel 2006 aveva permesso di constatare che la popolazione di neofocene era passata a 1.800 dai  3.000 all’inizio del XXI secolo».

Cao Wenxuan, esperto di focene dell’Accademia cinese delle scienze, aggiunge: «In quanto specie all’apice del fiume Yangtze,  le neofocene costituiscono il barometro delle condizioni ecologiche del fiume». A fine  2016 il ministero dell’agricoltura aveva annunciato un Piano di azione per salvare  i jiāngzhū, i maiali di fiume, come i cinesi chiamano le neofocene, chiedendo una protezione locale e misure di salvaguardia stringenti in caso di reintroduzione e per la conservazione genetica delle focene dello Yangtze.

Cao conclude esprimendo forte preoccupazione per il futuro di questi animali timidi e pacifici:  «La tendenza al calo del numero di neofocene selvatiche non è cambia. La forte navigazione e la pesca illegale sono le cause di questo declino».