Il bracconaggio uccide circa 20.000 elefanti ogni anno, bandire qualunque commercio di zanne

Cina, entro il 2017 vietato il commercio di avorio. Wwf: svolta storica

[3 gennaio 2017]

La Cina ha annunciato che, entro la fine del 2017, chiuderà il commercio nazionale di avorio: la prima fase prevede che entro il 31 marzo alcuni negozi che commerciano avorio siano chiusi e restituiscano le loro licenze, nei mesi successivi il divieto di commerciare avorio sarà esteso a tutta la Cina.

Secondo il Wwf «E’ una svolta storica che segna la fine del più grande mercato legale di avorio e un maggiore impegno della comunità internazionale nel combattere il bracconaggio degli elefanti africani».
Lo Sze Ping, direttore del Wwf Cina, ha detto: «il Wwf plaude alla decisione della Cina di mettere al bando il commercio di avorio, questo dimostra la determinazione del governo e la volontà di ridurre la domanda, al fine di salvare gli elefanti africani! La chiusura del più grande mercato d’avorio legale è fondamentale per dissuadere le persone in Cina e nel mondo ad acquistarlo e renderà più difficile ai trafficanti la vendita delle loro scorte illegali».

Durante la conferenza delle parti della Convention on international trade of endangered species (Cites), tenutasi nell’ottobre 2016 in Sudafrica, i delegati hanno adottato una risoluzione in cui chiedono a tutti i Paesi nei quali è ancora  legale il commercio di avorio di chiudere questi mercati per dare un contributo fondamentale alla lotta contro il bracconaggio.

Lo Sze Ping sottolinea: «Ora che tre tra i più grandi mercati d’avorio nel mondo – Cina, Hong Kong Sudafrica e Usa – stanno per chiudere, speriamo che anche gli altri Paesi possano seguire il loro esempio. Cina e Stati Uniti hanno dimostrato quanto velocemente questi mercati possano essere messi al bando per garantire un futuro agli elefanti africani».

Zhou Fei, responsabile Trafic China, aggiunge: «Il network Traffic è pronto a dare supporto tecnico per il monitoraggio del commercio di avorio e per sostenere la capacità di applicazione e di implementazione delle legge che ferma il commercio di avorio in Cina». Mentre nel 2011 si è registrato il picco di elefanti uccisi in Africa, il bracconaggio continua ad uccidere ogni anno circa 20,000 elefanti, soprattutto per soddisfare la domanda d’avorio asiatica, in particolare della Cina.

Isabella Pratesi, direttrce del programma di conservazione del Wwf Italia, evidenzia che «Il fatto che nel mondo esista ancora un commercio legale di avorio, spesso giustificato come avorio di antiquariato o proveniente da abbattimenti “legali” di elefanti (in alcuni anni e in alcuni paesi è stato ed è ancora possibile abbattere elefanti) ha sempre creato una drammatica copertura al commercio illegale responsabile della strage di elefanti nel mondo. Solo accurati test del DNA, troppo costosi e comunque quasi mai realizzati, possono distinguere l’avorio legale da quello illegale. L’unica possibilità di salvare gli elefanti è quella di bandire il commercio delle loro zanne in qualunque forma e in qualunque luogo e in qualunque modo. Proprio per questo l’impegno della Cina è un segnale davvero forte e importante».

Il Wwf Italia conclude: «Anche se lo Stop al commercio legale d’avorio è un passo fondamentale per ridurre il bracconaggio, da solo non può bastare a fermare il commercio illegale delle zanne o loro parti. Per questo Wwf  e Traffic chiedono al governo cinese un maggiore sforzo, soprattutto per sensibilizzare l’opinione pubblica e lavorare con altri governi, organizzazioni, settore privato e comunità locali, per mettere davvero la parola fine al commercio illegale d’avorio e dare agli elefanti africani un futuro, senza bracconaggio».