Cina: Pechino crea 15 nuovi parchi. Vietata la pesca in 79 riserve dello Yangtze

Ispezioni sul Fiume azzurro per scoprire progetti illegali

[28 agosto 2017]

L’ufficio municipale dei parchi e delle foreste di Pechino ha annunciato oggi che, entro quest’anno, la capitale cinese creerà 15 nuovi parchi e che «Una volta che saranno terminati, il 77% degli abitanti avranno un parco o uno spazio verde a meno di 500 metri da casa loro». Secondo il progetto della municipalità di Pechino, «l’85% dei suoi abitanti avranno questa possibilità entro il 2020».

A Pechino sono stati censiti 403 parchi, che comprendono anche il Palazzo d’Estate e il parco  Tiantan (Tempio del Cielo).  Liu Lili, responsabile dell’ufficio municipale dei parchi e delle foreste, spiega su Xinhua che  «363 di questi parchi sono in area urbana e si estendono su 13.800 ettari.  I parchi di Pechino ricevono circa 300 milioni di visite ogni anno e più dell’88%  dei parchi urbani è gratuito».

Intanto, la provincia centrale cinese dell’Hubei ha vietato la pesca in 79 riserve naturali per ripristinare l’ecosistema dello Yangtze, il fiume più lungo della Cina. Un divieto che, in quello che gli occidentali chiamano Fiume Azzurro e i cinesi Chang Jiang, entrerà in vigore entro l’agosto 2018.

Negli ultimi anni la fauna dello Yangtze ha subito un forte declino e numerose specie sono minacciate di estinzione. L’agenzia ufficiale cinese Xinhua spiega che «Il volume annuale dell pesca nello Yangtze è inferiore a 100.000 tonnellate di pesci. A causa di alcuni fattori, la pesca non era stata completamente vietata nelle riserve naturali lungo il fiume. Il govberno provinciale h chiesto alle autorità locali della pesca di smetterla di dare dei permessi di pesca e delle sovvenzioni per il carburante. Ha anche sbloccato dei fondi per indennizzare i pescatori per le loro perdite in seguito a questo divieto».

Inoltre, la Commissione delle risorse idriche dello Yangtze ha ordinato l’ispezione delle costruzioni sulle sponde del Fiume Azzurro «Per individuare i progetti illegali che nuocciono alle rive».