Cinghiali e chiasso in Toscana. Gli animalisti polemici con il superconsorzio dei vini A.Vi.To

Ma Gabbie Vuote e agricoltori concordano su una cosa: la legge toscana sugli ungulati non funziona

[7 maggio 2018]

Ci domandiamo, e speriamo vi domandiate: perchè «le etichette più importanti e rappresentative del vino toscano, dal Bruenllo al Morellino passando per tutte le denominazioni del Chianti» come si legge sul quotidiano La Nazione del 6 maggio, non si sono ribellate quando i cacciatori, portato all’estinzione il cinghiale maremmano, hanno importato per la loro esclusiva ingordigia il cinghiale alloctono dell’est Europa?  La prepotenza ha invece attecchito anche se la loro stessa legge, n. 157/92, mimetizzata da santino, all’art. 1 recita:  «La fauna selvatica e’ patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale».

Ci domandiamo e domandiamo: perché il consorzio A,Vi.To si muove soltanto ora quando i giochi sono fatti?  E che giochi!  Centomila circa cinghiali uccisi ogni anno in Toscana.

Evidentemente non bastano centomila morti, non servono a salvare il vino. Il cinghiale è più forte, astuto, strategico dell’Homo deus? C’è qualcosa che non torna!

Ma, tranquilli!  L’assessore Remaschi è pronto, dice, a studiare nuove ed ulteriori soluzioni. Quali? Forse una guerra nucleare? O biologica? O la bacchetta magica?

La bacchetta magica infatti esiste. E’ il divieto di ripopolamento, di foraggiamento, la chiusura delle aziende di allevamento, la ristrutturazione dei boschi, i corridoi ecologici….. e, infine: il divieto di caccia.

Perché? Ecco perché.

Uno studio scientifico di ricercatori biologi francesi (capitanati dalla Biologa Sabrina Servanty) ha seguito per un periodo di 22 anni la moltiplicazione dei cinghiali in un territorio del dipartimento Haute Marne, in cui sono sottoposti ad una caccia molto intensa, confrontandola con quella di un territorio con caccia poco intensa nei Pirenei: «E’ risultato che la fertilità dei cinghiali è notevolmente più alta quando la caccia è intensa.

Inoltre quando la caccia è intensa la maturità sessuale viene raggiunta più presto, prima della fine del primo anno di vita. Così i cinghiali raggiungono la maturità sessuale con un peso medio inferiore quando la caccia è intensa. Invece, nei territori in cui sono presenti pochi cacciatori la moltiplicazione dei cinghiali è minore e la maturità sessuale viene raggiunta più tardi, con un peso medio più elevato» (S.Servanty et al., Journal of Animal Ecology, 2009).

Uno studio di Norbert Happ,  noto conoscitore  tedesco di cinghiali e anche cacciatore, apparso sulla rivista venatoria Wild und Hund (nr.23/2002), stabilisce che «L’aumentata riproduzione è causata dall’uomo…Relazioni sociali disordinate con estri non coordinati e moltiplicazione incontrollata sono da imputare esclusivamente all’esercizio della caccia».

Ulteriori fonti: http://www.norberthapp.de/    www.abschaffung-der-jagd.de

Uno Studio del prof. Josef H. Reichholf, Direttore della Divisione Vertebrati della collezione zoologica di Monaco di Baviera e docente di Biologia e Conservazione della Natura nelle due Università di Monaco, spiega che «quando in un territorio vengono uccisi molti animali mediante la caccia, che avviene soprattutto in autunno ed in inverno, i sopravvissuti hanno un migliore apporto nutritivo. Gli animali così si rinforzano e si riproducono in primavera più presto e con maggior numero di discendenti”. Secondo lo scienziato “attraverso la caccia le specie animali che sono già rare divengono ancora più rare, e quelle che sono comuni, diventano ancora più comuni».(Suddeutsche Zeitung – 28 gennaio – Freiheit fur Tiere n° 3 – 2009)

Quindi invitiamo le persone che ancora si vestono da Homo sapies, a studiare sì, soluzioni ma, soprattutto, indagare la verità. Colpire le cause, i veri responsabili, evidenziare gli errori e gli interessi che li hanno prodotti. Annullarli.

di Mariangela Corrieri. presidente Associazione Gabbie Vuote Onlus Firenze

 

Ecco il comunicato di A. Vi. To criticato da Gabbie Vuote:

I consorzi del vino uniti contro gli ungulati: State dando le nostre vigne in pasto a cinghiali e caprioli

Le nostre vigne, il nostro lavoro, la nostra eccellenza toscana è data in pasto ai cinghiali e ai caprioli: non abbiamo intenzione di rimanere a guardare.

A.Vi. To, l’associazione che raggruppa 16 consorzi di denominazione di origine in Toscana, scende in campo per chiedere alle istituzioni di affrontare il problema degli ungulati. “Gli strumenti messi in campo con la legge speciale di obiettivo si sono rivelati  inadatti ed inefficaci per ricondurre, con gli abbattimenti programmati, l’attuale sovrannumero di cinghiali e caprioli in particolare nel nostro territorio.

Stiamo rischiando di perdere intere annate di produzione: è un prezzo che non siamo più disposti a pagare a causa della mancanza di decisioni e azioni forti da parte degli enti preposti. Non si tratta soltanto di danni alle nostre vigne ma viene di fatto, insieme al raccolto, distrutto anche il nostro lavoro. Se per difendere le nostre colture dovessimo ricorrere soltanto alla realizzazione di ‘fondi chiusi’ dove nessuno può può più passeggiare, saremmo i primi a distruggere il paesaggio, quel patrimonio naturale che gli stessi agricoltori hanno fino ad oggi contribuito a preservare e tutelare”.

Il settore del vino in toscana conta 22 mila aziende medio piccole di cui due terzi hanno produzioni DOP. Parliamo di 60 mila ettari di vigneto. Solo l’associazione dei consorzi A,Vi.To rappresenta aziende associate che contano oltre 20mila addetti con un fatturato di oltre un miliardo di euro. La produzione certificata di vini fermi in Toscana rappresenta il 20% del totale export di tutta Italia.

Questo è un’eccellenza che rivendichiamo e che difendiamo da tutto e da tutti ma contro gli ungulati non abbiamo armi”. La presenza questi animali sul territorio toscano ha superato il limite di sostenibilità per il comparto agricolo e vitivinicolo. “Siamo a inizio stagione e le viti sono in sviluppo avanzato, e se i giovani tralci vengono mangiati dai caprioli si perderà la produzione dell’anno, mentre se l’attacco viene sulle giovani viti si rischia che queste non raggiungeranno mai la maturità produttiva con danni ingentissimi che vanificano gli investimenti fatti. I danni degli ungulati si estendono poi anche agli oliveti e alle altre colture. E non solo, anche i boschi vengono profondamente danneggiati.

Altro problema, che tocca tutti, è quello della sicurezza: da un parte gli incidenti stradali provocati da questi animali. In qualsiasi momento chi è alla guida fuori dai centri abitati rischia di vedersi attraversare la strada da cinghiali e caprioli. Dall’altra i rischi che si possono correre per chi è ospite negli agriturismi. E’ bene ricordare che incontrare una madre di cinghiale con i suoi piccoli è tutt’altro che affascinante per i turisti che incuriositi che rischiano di essere attaccati.

L’attuale legge speciale di obiettivo è manifesto che non ha prodotto i risultati sperati: sono gli enti pubblici interessati che devono porre mano alla situazione trovando soluzioni per diminuire la presenza degli ungulati nel territorio e riportare il loro numero a un livello di sostenibilità per tutto il territorio con totale assenza nelle aree coltivate”. Il problema degli ungulati riguarda tutti. E mette il comporto agricolo di fronte alla necessità di trovare forti sinergie all’interno delle rappresentanze agricole per combatterlo. Solo l’unione di intenti può farci vincere questa battaglia in difesa del nostro territorio.

 

IL MANIFESTO DI A.VI.TO

  1. La Toscana è figlia del lavoro dell’uomo che l’ha, nei secoli, trasformata e resa un inestimabile patrimonio dell’umanità
  2. In questo enorme tesoro di valori e bellezze brillano le nostre vigne e i nostri vini che rappresentano una vera eccellenza toscana nel mondo
  3. Se vogliamo continuare a beneficiare di questo patr​imonio storico, culturale e economico dobbiamo porre al primo posto della politica la salvaguardia dell’equilibrio ambientale ​che ​è indispensabile
  4. Oggi, anche a causa di scelte fintamente ambientaliste quell’equilibrio è stato fatto saltare ponendo a serio rischio una delle principali eccellenze toscane
  5. Il lavoro con cui per secoli i nostri avi agricoltori hanno disegnato la nostra terra toscana e che noi, oggi, continuiamo a svolgere è ogni giorno preso d’assalto nell’indifferenza di una politica miope se non proprio cieca
  6. Scelte politiche errate hanno permesso fin qui che il numero di ungulati in Toscana crescesse a dism​isura senza controllo e senza un minimo disegno di razionalità fino ad arrivare al punto che oggi il loro numero non è più ambientalmente e economicamente sostenibile
  7. Deve quindi essere superata la legge speciale sugli ungulati ​dimostrata carente da ogni punto di vista, tanto che, invece di risolvere il problema e tutelare coltivatori e produttori,​ha finito per colpirli ancora di più.
  8. Il problema della diffusione incontrollata degli ungulati purtroppo non riguarda soltanto noi e le nostre famiglie e aziende. Colpisce tante altre produzioni agricole e sta dissanguando un pezzo importante dell’economia toscana
  9. Il problema riguarda tutti i toscani non solo perché se l’agricoltura va in crisi perderemo migliaia di posti di lavoro, ma anche perché oramai quello degli ungulati è diventato un pericolo per ogni cittadino visto il crescente aumento degli incidenti stradali causati da questi animali incontrollati e incontrollabili
  10. È con questo obiettivo che consorzi e associazioni hanno deciso di unirsi per risolvere definitivamente il problema ungulati ed è per questo che chiediamo un sostegno a tutti i toscani per far riflettere chi ci governa che oramai il tempo è scaduto e che il momento di intervenire è ora.

Consorzi aderenti ad A,Vi,To:

Consorzio Vino Chianti, Consorzio a Tutela del Vino Morellino di Scansano, Consorzio Chianti Colli Senes, Consorzio Chianti Rufina, Consorzio Chianti Colli Fiorentini, Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, Consorzio di Tutela dei Vini a Denominazione di Origine Controllata Cortona, Consorzio della Denominazione San Gimignano, Consorzio Tutela Vini Montecucco, Consorzio di Tutela del Vino a Denominazione di Origine Orcia, Consorzio di Tutela dei Vini con Denominazione d’Origine Val d’Arno di Sopra, Consorzio Vino Chianti Classico, Consorzio per la Tutela dei vini Bolgheri d.o.c., Consorzio Vini Valdichiana Toscana, Consorzio di Tutela dei Vini Carmignano, Ente Tutela Vini di Toscana