Remaschi: la legge 10 ha richiesto tanto lavoro, non è il migliore degli atti, ma va ad incidere sulla densità

Cinghiali e aree vocate: dure critiche di Sì – Toscana a Sinistra. Votano No anche M5S e Lega

Fattori: «La Regione svela il bluff: l’obiettivo è allargare le zone di caccia, non contenere i cinghiali. Danni per gli agricoltori»

[2 agosto 2018]

Il Consiglio regionale ha approvato, con il voto contrario dei consiglieri di Sì – Toscana a Sinistra, la Revisione delle aree vocate e non vocate alla specie cinghiale (Sus scrofa) in Toscana. Durissima la dichiarazione del capogruppo di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori: «Con la revisione delle così dette aree vocate al cinghiale, si svela il bluff della legge sulla caccia voluta dall’assessore Remaschi. Zone della nostra regione come l’isola d’Elba ora pullulano di “aree vocate”, cioè di aree in cui la specie cinghiale deve essere conservata, al fine di poterla cacciare, e non eradicata. Il che è perfettamente in linea con la legge regionale sulla caccia voluta da Remaschi che a parole afferma di voler aiutare gli agricoltori che subiscono danni, ma in concreto affida ai soli cacciatori il compito di contrastare la sovrappopolazione di cinghiali. Il problema è che spesso è proprio la caccia a determinare il proliferare di questi animali, non solo perché chi caccia ha un ovvio interesse a continuare a farlo, ma anche perché gli studi scientifici mostrano una chiara correlazione tra caccia ed estro delle scrofe, e dunque aumento della prolificità della specie».

Fattori sottolinea che «Il caso dell’Elba è emblematico. In quest’isola i cinghiali si erano estinti all’inizio dell’Ottocento ma sono stati reintrodotti negli anni 60/70 dai cacciatori, ai soli fini venatori e ricreativi. E ovviamente non sono stati reintrodotti i cinghiali maremmani ma cinghiali ungheresi e ibridati, insomma, specie aliene. Nel corso degli anni, questi nuovi ospiti hanno raggiunto un numero insostenibile e causato ingenti danni all’agricoltura, alla viticoltura e alla biodiversità locale. Il Parco nazionale sta portando avanti da tempo una saggia politica non conservativa, con azioni mirate ed efficaci di contenimento. Con la decisione di oggi, invece, in tutte le aree esterne al Parco, alcune delle quali ricomprese nelle Zone di protezione e conservazione speciale, i cinghiali saranno liberi di mangiarsi la fauna e la flora per il solo diletto di pochi cacciatori. Il che non è solo un danno per la biodiversità dell’isola ma anche per gli agricoltori».

Il capogruppo di Sì – Toscana a Sinistra conclude ricordando che «Abbiamo portato queste argomentazioni nel dibattito d’aula, senza riuscire a far correggere il tiro. Dispiace che proprio un collega elbano, il presidente della commissione Anselmi, sia stato il più convinto a sostenere e difendere una scelta che va contro le indicazioni non solo del Parco, ma anche di Legambiente, Ispra e pure del Nucleo di valutazione regionale che raccomandava attenzione a queste indicazioni».

Hanno votato no  anche i Consiglieri del Movimento 5 Stelle: «Noi siamo contrari alla legge 10 e anche a questa delibera» ha detto Gabriele Bianchi che poi ha invitato a «Tenere d’occhio ciò che avviene nel settore della caccia e degli Atc, dove non c’è assolutamente governance. Stiamo assistendo alla mancanza di pianificazione e monitoraggio e non c’è alcun rispetto né per l’agricoltura né per i cacciatori».
Ancche la pentastellata Irene Galletti ha definito « la legge 10 «Una norma fallimentare e da abrogare» e ha sottolineato che è necessario «Rifare il Piano faunistico regionale, vecchio di otto anni», poi, rivolta ai banchi del Pd si è detta «incuriosita dalle tante sollecitazioni arrivate, mi chiedo se siano espressione dei territori».

No, ma non proprio per gli stessi motivi dalla Lega: secondo il capogruppo Roberto Salvini., quanto approvato a maggioranza «Non è ancora sufficiente, il problema di fondo è la densità e la regolamentazione della legge. “Le aree vocate devono essere zone boschive, non possono trovarsi nel bel mezzo di zone coltivate. Bisogna tando a contenere la specie, in difesa dell’agricoltura e degli allevatori».

Dalla maggioranza, Simone Bezzini (Pd), ha invitato  consiglieri della Lega e M5S «a parlare con i ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente. A livello nazionale siete maggioranza parlamentare e vorrei evidenziare che abbiamo una normativa obsoleta, il quadro nazionale deve cambiare e non potete esimervi».

Nella sua replica, anche l’assessore Marco Remaschi  è partito dall’importanza di rivedere la legge nazionale e, per quanto riguarda la Toscana, ha sostenuto che «L’obiettivo è ridurre la densità degli ungulati nella nostra regione, per dare risposte al mondo agricolo», che poi è proprio quello che opposizione e Legambiente dicono che la legge e le aree vocate tipo quelle elbane non riescono a fare… Ma secondo Remaschi quella contro i cinghiali «E’ una battaglia da fare insieme, collaborando con il governo nazionale e continuando a dialogare con i territori, dai quali abbiamo ricevuto e sempre riceviamo sollecitazioni». Per quanto riguarda la legge 10, l’assessore ha affermato che  «I danni in Toscana sono diminuiti e il monitoraggio va fatto al termine dei tre anni. Questo provvedimento, che ha richiesto tanto lavoro, non è il migliore degli atti, ma va ad incidere sulla densità: abbiamo ancora della strada da fare e l’importante è continuare insieme».