Cinghiali e Parchi di RomaNatura. E’ polemica tra Coldiretti e Legambiente

«I piani di contenimento del cinghiale sono lo strumento giusto e vanno sostenuti e promossi. Ben fatte le scelte di RomaNatura»

[6 giugno 2018]

Secondo Coldiretti Lazio, «Il proliferare incontrollato della popolazione di cinghiali provoca danni al sistema agricolo regionale tra i 3 e i 5 milioni di euro all’anno, a fronte dei quali vengono stanziati fondi assolutamente inadeguati per gli indennizzi. Tale situazione si trascina da anni a spese degli agricoltori e della sicurezza dei cittadini, con branchi di cinghiali che si spingono dentro l’area urbana alla ricerca di cibo tra rifiuti e scarti alimentari».

Per questo David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio, ieri ha inviato una lettera a Maurizio Gubbiotti, presidente di RomaNatura, l’Ente Regionale che gestisce i 15 parchi urbani e perurbani nella capitale, per chiedere «Un intervento deciso a difesa di quei cittadini e imprenditori che vivono all’interno e nelle vicinanze delle aree verdi di competenza dall’Ente. Riteniamo che ristabilire un equilibrio naturale sia essenziale per il mantenimento della biodiversità e che gli agricoltori potrebbe essere considerati importanti risorse nella caccia di selezione svolgendo il ruolo di selecontrollori. Purtroppo invece la mancata applicazione del piano di contenimento dei cinghiali, nelle aree gestite da RomaNatura, sta aggravando una situazione già critica per la collettività e per l’ambiente costringendo un numero crescente di agricoltori ad abbandonare le coltivazioni, fenomeno che determina anche il degrado del paesaggio».

Granieri, sottolinea che «I parchi rappresentano un patrimonio collettivo e sono un bene comune che non può essere gestito tenendo in considerazione solo l’interesse di pochi. È evidente che siamo di fronte a un’emergenza non più sostenibile che richiede azioni immediate e incisive, non più procrastinabili. Non possiamo accettare che a fare le spese dell’inerzia delle istituzioni siano sempre gli imprenditori agricoli, troppo spesso prigionieri di un’ideologia personalistica. Stiamo quindi valutando le iniziative più idonee per tutelare i loro interessi».

Ma Legambiente Lazio respinge l’interpretazione del fenomeno cinghiali data da Granieri e ricorda che «La reale situazione di emergenza rispetto alla presenza eccessiva di cinghiali a Roma, ha responsabilità precise nella gestione venatoria degli anni passati per lo sproporzionato abbattimento di specie più compatibili e politiche di ripopolamento di cinghiali più imponenti e prolifici, oltre al fatto che le strade di Roma sono sempre più invase da rifiuti. Non certo per la presenza dei parchi e delle loro politiche di conservazione che invece rappresentano un valore inestimabile».

Al presidente della Coldiretti Lazio ch ha attaccato i piani di contenimento di RomaNatura, ritenendoli del tutto inefficaci, riconducendo tutto solo alla richiesta di maggiori rimborsi per il comparto agricolo, risponde il presidente di Legambiente Lazio Roberto Scacchi: «A Roma, se negli ultimi anni c’è stata un’eccellenza, è stata proprio la gestione della rete dei parchi di RomaNatura,  territori, oggi, protagonisti in positivo nello sviluppo sostenibile della capitale. Non sono certo gli ungulati a provocare un decremento qualitativo dell’agricoltura nei parchi, ma è la presenza stessa dei parchi a rendere di alto pregio la rete agricola che dentro si sviluppa, perché sono i parchi il volano di sostenibilità, multifunzionalità, filiera corta, strumenti che ne fanno apprezzare le produzioni con grande favore da parte dei consumatori, come mostrano i dati dei consumi di tutti quei punti di vendita diretta. E in questo, il lavoro che ha messo in piedi RomaNatura e il suo presidente Maurizio Gubbiotti, è senza precedenti in quanto a rilancio positivo delle aree protette e dell’agricoltura nei parchi: è sbagliato attaccare o denigrare i piani di contenimento con i quali si sta procedendo e che invece sono i veri strumenti da adottare per prevenire i danni, chiedendo invece, come fa Coldiretti, esclusivamente maggiori risorse per gli agricoltori o addirittura la possibilità di cacciare in città. È vero che c’è un problema cinghiali nella città di Roma perché è sporca, così come è vero che c’è un problema di soprannumero di cinghiali dovuto alle immissioni degli anni scorsi per l’attività venatoria, con lo sproporzionato abbattimento di specie più compatibili e politiche di ripopolamento di cinghiali sempre più imponenti e prolifici. Siamo fermamente contrari ad una visione che nei fatti vorrebbe distruggere i Parchi della città e della Regione, in controtendenza peraltro rispetto a quanto accade in tutto il mondo, dove i parchi sono il vero strumento per una maggior qualità della vita e del nuovo sviluppo sostenibile».