Cinipide del castagno, in Toscana si autoproduce l’antagonista

[9 maggio 2014]

In Toscana, con il rilascio di un antagonista naturale, sta procedendo con successo la lotta biologica al cinipide galligeno del castagno o vespa cinese (Dryocosmus kuriphilus), il più recente e temibile insetto invasivo che si è diffuso nei castagneti toscani e nell’intero nel territorio nazionale.

In un comunicato la Regione Toscana spiega che «Per contrastare l’aggressività del cinipide in Toscana sono stati effettuati, nel quadriennio 2010–2013, 479 rilasci dell’insetto utile, che si chiama Torymus sinsensis. I lanci hanno interessato 76 aree nel più grande programma di lotta biologica messo in campo in questa regione da molti decenni. Ad ogni rilascio sono stati liberati 150 insetti utili. E i risultati sono incoraggianti. Dalle analisi e dai riscontri scientifici effettuati dalla Regione a fine 2013 risulta infatti che l’insetto utile si era insediato in gran parte del territorio toscano ed è prevedibile la sua diffusione spaziale in tutti i boschi di castagno già dall’anno 2017».

Intanto, vista l’importanza della castanicoltura sia come prodotto di eccellenza che come tutela del territorio, nel 2014 sono proseguiti i rilasci nelle realtà economicamente più significative (come Mugello e Amiata) o nei territori con una castanicoltura in fase di auspicabile rilancio (come in Lunigiana, Garfagnana, Montagna Pistoiese, Valdisieve Valdarno, Casentino, Valtiberina, ecc.), ma recentemente anche all’Isola d’Elba, dove il v cinipede è riuscito a sbarcare e stra già provocando seri danni..

La Regione sottolinea che «Complessivamente nel 2014 sono stati effettuati 170 rilasci, utilizzando un finanziamento regionale o nazionale, ai quali se ne aggiungono 20 autoprodotti dai 2 Centri di stoccaggio e moltiplicazione regionale allestiti a Taponecco – Licciana Nardi (Lunigiana – Massa Carrara) e a Fonte alle Monache – Santa Fiora (Amiata – Grosseto). In questi siti sono stati istallati due manufatti , progettati e realizzati dai ricercatori dell’Università di Firenze con il contributo del Servizio fitosanitario regionale, in grado di ospitare le galle raccolte nel periodo primaverile in condizioni microclimatiche ideali e simili all’ambiente naturale, in modo da consentire agli operatori la manipolazione ed il controllo della fuoriuscita dell’insetto utile. I manufatti sono un prototipo unico in Italia, sono realizzati con materiale ecocompatibile e saranno completamente riciclabili al momento della loro dismissione».

Il 2014 ha dunque consolidato la fase sperimentale dell’autoproduzione con 20 rilasci “autoprodotti toscani” inseriti nel Programma regionale di lotta biologica al cinipide del castagno – anno 2014.

Le Unioni di Comuni Valdibisenzio, Valdisieve Valdarno, Mugello, Amiata Val d’Orcia e Amiata grossetano  hanno partecipato al programma regionale acquisendo in proprio adulti di Torymus sinensis da distribuire nelle loro realtà territoriali. Il Servizio fitosanitario regionale ha il compito di vigilare sulla corretta applicazione della lotta biologica al cinipide in Toscana.

«Uno sforzo comune che ha portato ad un numero alto di rilasci dell’antagonista al cinipide, sufficiente, come confermano gli esperti, a coprire ogni realtà del territorio toscano – conclude la nota della Regione – Ora la raccomandazione è quella di non interferire con lo sviluppo dell’insetto utile con pratiche agricole sbagliate (potature, capitozzature, abbruciamenti di galle in zone di rilascio, ecc) e lasciare alla lotta biologica il tempo di agire. Se si verificheranno queste condizioni  la previsione di un riequilibrio biologico tra insetto utile e insetto dannoso, già prevista per il 2017 potrebbe, nelle realtà migliori, realizzarsi anche in tempi decisamente più ridotti».