Cms: nel mondo si mangia troppa carne di cetacei, tartarughe, coccodrilli e squali

A Manila presentate anche le linee guida per combattere il rumore sottomarino

[26 ottobre 2017]

La 12esima conferenza delle parti della Convention on Migratory Species (Cop12 Cms) in corso nella capitale delle Filippine Manila, MS Cop ha chiesto un’azione globale per limitare il consumo di carne di animali acquatic,i che sta rapidamente diventando un problema di conservazione delle specie a un livello simile a quello della caccia alla selvaggina terrestre.

La caccia ai mammiferi marini come  balene, delfini e dugonghi e  a rettili come le tartarughe e i coccodrilli, è trattata in un policy brief   redatto per gli Stati e le organizzazioni membri della Cms e rivela i numeri crescenti dei mammiferi, dei rettili marini e degli squali che vegono cacciati sia per la sussistenza e gli usi tradizionali dalle comunità costiere che venduti nei mercati locali.  Alla Csm sottolineano che «Con il cambiamento climatico, la scarsità di altre fonti di carne, lo spostamento delle comunità e gli stock di pesci in diminuzione dovuti alle flotte di pesca straniere di altomare che hanno ristretto molte comunità in aree marginali, la loro dipendenza dalla carne di selvaggina acquatica è aumentata. Di conseguenza, l’impegno delle comunità locali e rurali è fondamentale per la gestione del prelievo di animali selvatici acquatici, in particolare di quelle che per il loro sostentamento sono tradizionalmente dipendenti dalle specie elencate» [negli Annessi Cms, ndr].

La Cop12 Cms di Manila sta discutendo dell’impatto di pesca e caccia su alcune specie elencate negli Annessi Cms dell’Africa occidentale e centrale, dell’Oceano indiano e nei suoi fiumi, nel Golfo Persico/Arabo, nel Mar Rosso, nell’Asia sudorientale, nel Mar di Timor, nelle isole del Pacifico, nei Caraibi e in America Latinae voteranno un progetto di risoluzione che chiede cooperazione e  collaborazione tra le parti della Cms «Per garantire un miglior monitoraggio delle attività di prelievo e la ricerca sull’impatto della carne selvatica acquatica sulla sopravvivenza e la rigenerazione delle specie colpite».

In una nota la Cms sottoline che «Molti stakeholder possono svolgere un ruolo importante nel fornire il supporto finanziario, tecnico e di capacità necessario per aiutare i Paesi colpiti e le comunità locali a gestire il loro prelievo di carne selvatica acquatica per renderlo sostenibile. Ciò richiede anche di affrontare le problematiche associate: povertà, degrado degli habitat, crescita della popolazione umana e sfruttamento eccessivo delle risorse naturali». La risoluzione prevede anche l’istituzione di un working group tematico che dovrebbe fornire pareri di esperti alle parti Cms e aiutare a coordinare i lavori della Cms in materia insieme ad altri forum competenti.

Un’altra questione che riguarda la fauna marina di cui si sta occupando la Cop12 Cms di Manila è il rumore sottomarino, che sta diventando una minaccia sempre più grande per numerose specie, soprattutto per i cetacei.  Per questo la Cms ha proposto nuove linee guida che per gestire il rumore marino e  il segretario esecutivo della Convenzione,Bradnee Chambers, ha sottolineato che «le raccomandazioni rispondono ad un aumento senza precedenti del rumore marino. La trasmissione dei suoni è essenziale per la vita marina, compresa la comunicazione, l’individuazione delle prede e dei predatori, l’orientamento e la padronanza dell’ambiente. Sappiamo che , in alcune regioni del mondo, nel corso degli ultimi 60 anni i livelli di rumore marino creati dall’uomo sono  raddoppiati ogni 10 anni. Spetta ai regolamentatori agire, ma per loro è difficile valutare e gestire gli impatti».

Per questo le linee guida comprendono informazioni di assistenza tecnica, con dati dettagliati sulla vulnerabilità delle specie, considerazioni sugli habitat, gli impatti dei livelli di esposizione  e criteri di valutazione per tutti i gruppi di specie listate dalla Cms e per le loro prede.

Le linee giuda Cms sulle valutazioni di impatto sull’ambiente riguardano attività e tecniche che producono rumore sottomarino come i trasporti marittimi, i sonar, le piattaforme di trivellazione offshore e gli impianti di energia eolica offshore e quelli per l’energia del mare, così come altri impianti marini che, dice la Cms, «Sono tutti responsabili dell’inquinamento sonoro in mare».

La Cms ricorda che «Il rumore generato dall’uomo può percorrere più di un centinaio di chilometri sott’acqua, senza essere ostacolato dalle frontiere nazionali. Alla fine danneggia l’intero ecosistema marino. Un largo ventaglio di specie, comprese le balene, i delfini, le focene, le tartarughe, le foche, gli orsi polari, i crostacei e altri pesci  sono colpiti. Gli animali esposti a un rumore umano elevato o prolungato possono subire delle lesioni dirette e dei danni temporanei o permanenti al loro udito. Un tale rumore può anche mascherare dei suoni naturali importanti, compresi i richiami di altri individui del loro gruppo sociale, o i suoni emessi da una preda o da un predatore».