I coccodrilli nani arancioni delle grotte del Gabon che mangiano pipistrelli e grilli (VIDEO)

Le spedizioni scientifiche cominciano a risolvere i misteri di questi rettili cavernicoli scoperti solo nel 2010

[6 ottobre 2016]

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Il Gabon è un hotspot di biodiversità. La foresta tropicale che ricopre l’85% del Paese nasconde ancora molti segreti, come quello delle grotte di  Abanda, delle quali la scienza si è cominciata ad occupare nel 2010, quando cominciò a circolare la notizia di una popolazione di singolari coccodrilli arancioni che viveva sotto terra.  Queste grotte praticamente ignote sono nascoste sotto la volta della foresta pluviale impenetrabile, dove estese aree carsiche devono ancora essere esplorate.

Nell’agosto 2010, una spedizione speleologica-scientifica guidata dall’archeologo Richard Oslisly e un team scientifico pluridisciplinare iniziarono a ricercare e poi a studiare quest’are costiera del Gabon vicina alla laguna Fernan Vaz e scoprìrono che le caverne erano davvero  abitate da coccodrilli trogloditi, la prima popolazione di questo tipo scoperta nell’Africa centrale.

Nel corso delle prime due spedizioni  gli speleologi dell’Association des Hommes Cavernes e della Fédération Française de Spéléologi capeggiati da Olivier Testa hanno esplorato  15 entrate delle caverne che portano a  due sistemi di  piccole grotte calcaree (Mugumbi e Dinguembou) dove vivono colonie di pipistrelli di specie diverse (Rousettus aegyptiacus, Hipposideros aff. Ruber, e Hipposideros aff. Gigas ). Il solo sistema di grotte di Dinguembou ospita più di 50.000 pipistrelli che al tramonto escono all’aperto tutti i giorni per nutrirsi di frutta. Il pavimento delle grotte, ricoperto dal guano dei pipistrelli, brulica di una miriade di invertebrati. Fino al 2011 la biodiversità  delle grotte del Gabon non era mai stata studiata e i coccodrilli nani  e i pipistrelli sono solo gli animali più evidenti in ambienti che risultano popolati da insetti, serpenti, granchi, gamberi, pesci depigmentati. Dal 2011 al 2015 si sono succedute spedizioni per risolvere l’enigma dei coccodrilli nani arancioni cavernicoli delle grotte di Abanda.

Ora un team di ricercatori e speleologi statunitensi, gabonesi e francesi ha pubblicato sull’ African Journal of Ecology il sorprendente studio  “Diet and body condition of cave-dwelling dwarf crocodiles (Osteolaemus tetraspis, Cope 1861) in Gabon” nel quale presentano la prima osservazione di coccodrilli nani arancioni (Osteolaemus tetraspis) di questo ecosistema  cavernicolo del Gabon e rivelano le singolari abitudini alimentari di questi rettili adattatisi a vivere nelle grotte.

Il team di ricerca spiega: «Abbiamo analizzato il loro regime alimentare per valutare il grado di isolamento ecologico in rapporto ai loro co-specifici forestali indipendentemente dalla loro prossimità fisica. Abbiamo anche effettuato il primo studio sulle condizioni fisiche dei coccodrilli nani e in  seguito abbiamo comparato gli individui trogloditi in rapporto a quelli all’esterno in una varietà di habitat e di siti, al fine di esplorare le conseguenze su questa specie di una vita semi-ipogea».

Secondo il team guidato da Matthew Shirly del Department of wildlife ecology & conservation dell’università della Florida – Gainesville, «I coccodrilli catturati nelle grotte sembrano trovare il loro nutrimento esclusivamente nelle cavità, la maggior parte delle prede identificate erano dei grilli cavernicoli e dei pipistrelli. Al contrario, i coccodrilli catturati all’esterno negli habitat forestali consumano principalmente dei crostacei d’acqua dolce e degli insetti, ma mai delle prede troglodite».

Con almeno Con almeno 5 chilometri di grotte è difficile sapere con precisione quanti coccodrilli nani arancioni stiano approfittando di questo banchetto. Tuttavia, sulla base di esplorazione della squadra fino a 100 metri nel sistema di grotte, Shirley calcola ci siano almeno 50 coccodrilli arancioni, ma probabilmente sono molti di più.

L’altra cosa abbastanza sorprendente emersa nello studio è che i giovani coccodrilli nani arancioni che vivono nelle grotte sembrano essere in condizioni fisiche migliori dei loro coetanei che vivono in ambienti forestali, mentre la differenza di condizione fisica tra i coccodrilli trogloditi adulti e i coccodrilli di foresta non è statisticamente significativa, nonostante i coccodrilli nani delle grotte sembrino passarsela comunque meglio di quelli che vivono all’esterno. «Noi supponiamo che questo sia un artefatto della scarsa dimensione del campione, piuttosto che una vera non-differenza  – scrivono i ricercatori sull’ African Journal of Ecology- Nei differenti siti ed habitat forestali,  i coccodrilli adulti avevano generalmente una condizione fisica migliore di quelli giovanili  e le condizioni fisiche delle due categorie demo grafiche non variavano. Questa debole variazione tra i siti forestali indica che il tipo di habitat non è un fattore importante per il controllo della condizione fisica dei coccodrilli nani».

I ricercatori sottolineano che «Questi primi risultati forniscono una visione unica dell’utilizzo facoltativo delle grotte da parte di specie dipendenti principalmente dagli habitat di superficie, rafforzano la necessità di proseguire le ricerche per comprendere meglio come e in cosa l’utilizzo dell’habitat cavernicolo da parte dei coccodrilli nani influisce sulla loro evoluzione».

Con almeno Con almeno 5 chilometri di grotte è difficile sapere con precisione quanti coccodrilli nani arancioni stiano approfittando di questo banchetto. Tuttavia, sulla base delle esplorazioni realizzate fino a 100 metri dagli ingressi nel sistema di grotte, Shirley calcola ce ne siano almeno 50, ma probabilmente sono molti di più.

Mentre il team di speleologi guidato da Olivier Testa si inoltrava nel labirinto di grotte ha fatto una scoperta inaspettata: nei recessi più profondi, i maschi più anziani, solitamente di colore più scuro,  erano diventati più chiari, assumendo un arancione brillante. Si tratta si una dei casi di depigmentazione diffusi tra gli animali cavernicoli? Shirley non la pensa così. Ii coccodrilli nani delle grotte  devono mantenere il contatto con il mondo esterno per un semplice motivo: «Non possono riprodursi nelle grotte, è una questione ecologia che riguarda la nidificazione: hanno bisogno di grandi cumuli di vegetazione marcescente  per deporci le uova».

Quindi, mentre i coccodrilli sembrano trascorrere l’intera stagione secca nelle grotte, dalle quali emergerebbero durante la stagione umida almeno per riprodursi, si pensa che cambierebbero colore dopo una fase iniziale di adattamento sotterranea. Ma Shirley ha una spiegazione più disgustosa: l’acqua nella quale nuotano questi coccodrilli cavernicoli è in realtà una brodaglia alcalina formata dagli escrementi dei pipistrelli e «L’urea nel guano di pipistrello rende l’acqua molto basica – spiega il ricercatore statunitense – Alla fine erode via la pelle e cambia il suo colore».

Si tratta di qualcosa di molto simile al trattamento chimico al quale vengono sottoposte le pelli di coccodrillo per trasformarle  in cinture e portafogli. I ricercatori dicono che i coccodrilli nani del Gabon non  corrono il rischio di diventare cinture,  ma vengono comunque cacciati ampiamente per rifornire i mercati di selvaggina. Shileley è però convinto che i coccodrilli nani arancioni delle grotte di Abanda non siano in pericolo per questa minaccia: per i bracconieri «E’ troppo difficile cacciarli negli stretti cunicoli, spesso impraticabili, ed io mi considero abbastanza bravo a catturare i coccodrilli»

Videogallery

  • Expedition Abanda: à la recherche du crocodile orange (15/12/2012)

  • Bent-Winged Bat in a new cave found in Gabon