Il futuro delle tartarughe marine alle prese col global warming

Coi cambiamenti climatici troppe femmine e pochi maschi

[21 maggio 2014]

Il riscaldamento del pianeta presenta nuove sfide per le specie con determinazione del sesso dipendente dalla temperatura, comprese le tartarughe marine, nelle quali le temperature di incubazione delle uova più calde producono neonati femmine. Per capire come il rapporto tra i sessi delle popolazioni di tartarughe marine potrebbe cambiare in futuro, nello studio “Effects of rising temperature on the viability of an important sea turtle rookery”, pubblicato su Nature Climate Change, un team di ricercatori dell’Università di Swansea (Gran Bretagna), SOS Tartugas Cabo Verde (Capo Verde) e dell’università di Deakin (Australia), ha messo insieme le misurazioni delle temperature della sabbia  in situ  con i dati delle temperature dell’aria a dal 1850. gli scenari di riscaldamento previsti per i prossimi 100 anni dall’Intergovernmental Panel on Climate Change, ed i dati sulle deposizioni di uova in uno dei più grandi siti riproduttivi delle Caretta caretta: quello delle Isole di Capo Verde.

I ricercatori fanno notare che «Le spiagge chiare producono attualmente il 70,10% femmine, mentre le spiagge di colore scuro producono il 93,46% femmine. Nonostante il rapporti tra sessi sbilanciati con sempre più femminile, la femminilizzazione di tutta questa popolazione non è imminente. L’aumento delle temperature aumenta il numero di femmine riproduttrici e quindi il tasso naturale di crescita della popolazione. Prevedere gli impatti del riscaldamento climatico attraverso gli embrioni, i rapporti  maschi-femmine riproduttori ed i numeri di nidificazione offre un approccio olistico per valutare i problemi di conservazione delle tartarughe marine in un mondo in riscaldamento». Altri rettili cui il sesso si basa sulla temperatura, tra cui alligatori, coccodrilli e molte specie di lucertole, potrebbero essere esposti allo stesso processo .

Graeme Hays, del dipartimento di bioscienze della Swansea University, spiega però che  »La possibilità che le tartarughe marine siano in via di estinzione, non è uno scenario inverosimile. Le tartarughe marine sono insolite, in quanto il sesso degli embrioni non è determinato da cromosomi sessuali, come avviene negli esseri umani e negli altri mammiferi, ma piuttosto dalla temperatura di incubazione, un fenomeno noto come determinazione del sesso dipendente dalla temperatura. Al di sopra di una certa temperatura pivotale di incubazione, generalmente vicino a 29° C, la maggior parte delle uova di tartaruga di mare producono embrioni femminili e viceversa. Le temperature in riscaldamento quindi, che avvengono nel quadro del cambiamento climatico globale, possono causare la femminilizzazione delle popolazioni di tartarughe di mare attraverso la produzione di soli neonati di sesso femminile».

Una minaccia di femminilizzazione delle popolazioni di tartarughe marine che è nota da molti anni, ma ci sono stati solo alcuni tentativi di prevedere come il rapporto tra i sessi delle popolazioni potrebbe cambiare in futuro e il conseguente rischio di estinzione.

I dati sulle temperature della sabbia registrati per diversi anni a Capo Verde incrociati con i dati storici e le previsioni Ipcc, hanno permesso al team internazionale di ricerca di  produrre serie temporali delle temperature di incubazione per ben 250 anni, ricavandone così  i rapporti tra i sessi nelle Caretta caretta adulte. Hays spiega ancora: «Quello che abbiamo fatto per la prima volta è stato di includere i dati relativi alla periodicità di allevamento raccolti da tag satellitari per dimostrare che la tendenza dei maschi ad accoppiarsi più spesso rispetto alle femmine aiuterà a normalizzare i rapporti distorti dei cuccioli di sesso femminile. Questo dimostra che i maschi sono più propensi, rispetto alle femmine, a riprodursi negli anni successivi, perché le femmine investono così tanto nel produrre uova che perdono la condizione fisica, tanto che per loro ci vogliono diversi anni di recuperare. Significa che anche se i rapporti sessuali tra neonati   sono distorti a favore delle femmine, la sex ratio operativo è molto più equilibrato con più femmine pronte  a riprodursi in un dato anno dando così l’inaspettato benefit  per la conservazione di aumentare il numero di femmine riproduttrici e, quindi, la dimensione totale della popolazione. I risultati di questo lavoro rappresentano buone notizie per le tartarughe marine. Nonostante il riscaldamento predetto e la sex ratio distorta e sempre più femminile, la femminilizzazione di tutta questa popolazione non è imminente nei prossimi decenni». ”

Quindi per i prossimi 20 – 30 anni il global warming potrebbe essere un vantaggio e non un problema per le tartarughe marine, ma le cose potrebbero  cambiare  tra 100 e più anni, che sono un battito di ciglia nella storia evolutiva di questi antichissimi rettili marini: «Avremo  così pochi maschi che probabilmente sarà un problema – dice Hays – Ci saranno un sacco di femmine, ma non abbastanza maschi per fecondare tutte le uova».  E’ possibile che le Caretta caretta possano superare il problema della mancanza di maschi depositando le uova in un periodo più fresco,  oppure spostando il loro areale riproduttivo in una parte più fredda del mondo, ma Hays conclude con un avvertimento che riguarda il presente: «Gli esseri umani possono modificare molto, evitando lo sviluppo di alberghi e resort sulle spiagge più delicate e che stanno diventando sempre più importanti per la protezione».