Si tratta della prataiola (Tetrax tetrax), ormai quasi estinta

Coi prati e i pascoli se ne va anche la biodiversità: il caso della gallina fantasma

[19 dicembre 2013]

Le modifiche dell’uso del suolo, anche di quello agricolo, portano alla scomparsa di biodiversità, di specie di pregio e tipiche di determinati territori. Un caso esemplare è rappresentato dalla gallina prataiola (Tetrax tetrax), un piccolo volatile della famiglia delle Otarde, a cui piace di più la corsa che il volo, che era diffuso nelle aree a pascolo (in Puglia addirittura dal neolitico) diventando un simbolo di questo ambiente rurale.

In tempi più recenti in seguito alle modifiche dovute alla crescente urbanizzazione del territorio, alla scomparsa del pastorizia transumante tradizionale, per cui ampi tratti dei pascoli (terre salde) sono stati arati per far posto a vigneti, a serre per la produzione intensiva, e a capannoni industriali, la gallina prataiola si è estinta pressoché totalmente in gran parte del nostro Paese. Attualmente una sola popolazione sembra essere ancora vitale, quella sarda, mentre quella pugliese (l’ultima della penisola) è ridotta a pochissimi esemplari sparsi nel Tavoliere alle falde del Gargano e forse anche sulle Murge.

Da queste premesse è scaturito il progetto Life+ Tetrax (che ha l’obiettivo di tutelare questo uccello), finanziato dalla Commissione Europea, per il quale la Provincia di Foggia, il Centro Studi Naturalistici onlus- Pro Natura, la Coldiretti, l’Oasi lago Salso, il Parco delle Chiese Rupestri di Matera, Biophilia, la Diomede, l’Osservatorio Faunistico della Provincia di Foggia con il supporto del’Ente Parco Nazionale del Gargano, dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia e della Regione Puglia compartecipano. «La gallina prataiola è considerata una specie “bandiera” e “chiave” degli ambienti erbacei di tipo steppico e la sua sopravvivenza dipende dal mantenimento di un tipo di agricoltura e pastorizia non intensiva e tradizionale a cui la specie si è ben adattata, pur essendo originaria delle steppe asiatiche» hanno spiegato i partner del progetto.

Questo volatile è indicato nei documenti europei sulle specie di uccelli con la qualifica SPEC1, cioè specie la cui popolazione mondiale è concentrata in Europa (oltre il 50%) ma è globalmente minacciata di estinzione; è inoltre, elencata nell’allegato 1 della Direttiva Europea 79/409/CEE per la protezione degli uccelli selvatici, nell’Appendice II della Convenzione di Berna (1979) relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa e nella CITES, Convenzione di Washington sul commercio internazionale di specie animali e vegetali minacciati di estinzione. E’ inoltre inclusa nella Lista rossa dei vertebrati d’Italia tra le specie in pericolo (WWF,1998) ed è specie particolarmente protetta in ogni tempo e luogo dalla L. 157/92 sulla caccia.

«I principali interventi concreti di conservazione verranno svolti in prima battuta nell’Oasi Lago Salso, che ospiterà i primi fondatori nella speranza di sventare la minaccia di questa estinzione e godere, come nel passato, ancora della compagnia di questo superbo animale che danza al chiaro di luna nelle calde primavere foggiane, simbolo finalmente di una ruralità di qualità ed attenta alla conservazione della biodiversità» hanno concluso i partner. Il progetto Life+ Tetrax si avvarrà di collaborazioni internazionali: dall’Università di Barcellona al Centro di allevamento di Galline prataiole francese curato dall’associazione LPO, dove si riproducono regolarmente esemplari provenienti dalla Spagna e dalla Francia.