Collegato ambientale, 1,8 milioni per le aree marine protette

Federparchi: battaglia lunga 4 anni. Sammuri e Sanna: Misure positive per la green economy

[23 dicembre 2015]

Collegato ambientale AMP

La Camera ha approvato il Collegato Ambientale che tra le molte disposizioni contiene anche un finanziamento di 1,8 milioni di euro per le aree marine protette (Amp), una battaglia che Federparchi Europarc Italia ha portato avanti con determinazione negli ultimi anni.

Il 13 novembre proprio Federparchi aveva organizzato a Palermo un convegno con  i rappresentanti delle aree marine protette, le organizzazioni di categoria, i ministeri competenti, le associazioni e i rappresentanti istituzionali, per discutere sul ruolo e la valorizzazione delle aree marine protette, «istituzioni importanti anche dal punto di vista sociale e occupazionale, nell’ambito del quale sono custodite, tra l’altro, le più antiche tradizioni pescherecce locali».

In quell’occasione il presidente della Commissione ambiente del Senato, Giuseppe Marinello (Area  Popolare – Ncd-Udc), e il capogruppo PD in commissione ambiente del Senato e relatore alla legge di riforma della 394/91, Massimo Caleo, parlarono anche delle opportunità concretizzatesi con il Collegato Ambientale.

Molto soddisfatti Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi Europarc Italia e Salvatore Sanna,  vicepresidente Federparchi delegato alle Amp: «Le aree marine protette negli ultimi anni sono letteralmente sopravvissute a un taglio di quasi il 50% dei fondi, soldi che servivano a garantire il funzionamento e la tutela di importanti tratti di costa. Gli amministratori, pur con fatica, sono riusciti a garantire la conservazione della biodiversità e la vigilanza. Sapere che è stata recepito il nostro grido di allarme fa molto piacere, perché rappresenta anche un riconoscimento implicito per il notevole lavoro di conservazione, protezione e corretto sviluppo svolto in particolare dalle aree marine protette. Federparchi è da sempre strenua sostenitrice dell’istituzione di nuove aree marine protette, che necessariamente deve essere seguita da un adeguamento delle risorse economiche assegnate, per provvedere al loro mantenimento, tenuto conto di una soglia minima di spese obbligatorie, necessarie per la sopravvivenza strutturale».