La senatrice Orrù: «Via libera all’istituzione dell’Area marina protetta di Pantelleria»

Collegato ambientale: novità per i rifiuti e contributo di sbarco nelle isole minori

Accordi di programma per ripulire i fondali delle Aree marine protette. Coinvolti pescatori e sub

[4 novembre 2015]

Rifiuti in mare

Il sindaco delle Isole Egadi e presidente dell’Area Marina Protetta (Amp)  Isole Egadi, Giuseppe Pagoto, ha ringraziato la senatrice Pamela Orrù (PD), per aver presentato alcuni emendamenti al collegato ambientale, accolti dal governo e già votati in aula,  che prevedono misure importanti in materia di politiche ambientali e di sviluppo per le isole minori.

Pagoto spiega che «Uno degli emendamenti in questione consente, oltretutto, ai Comuni delle isole minori (e ai Comuni nel cui territorio insistono isole minori, ndr) di istituire un contributo di sbarco, in alternativa all’imposta di soggiorno, il cui gettito sarà destinato al finanziamento degli interventi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, al recupero e alla salvaguardia ambientale nonché alle azioni in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità».  Un ulteriore emendamento sottoscritto dalla senatrice siciliana riguarda la pulizia dei fondali marini nelle aree protette e prevede il coinvolgimento degli enti gestori delle Amp, attraverso appositi accordi di programma, nelle operazioni di raggruppamento e gestione di rifiuti raccolti durante le attività di pesca.

Anche secondo Stefano Donati, direttore dell’Amp Isole Egadi, «Si tratta di un provvedimento importante, che consentirà di coinvolgere pescatori e enti gestori delle aree marine protette in opere di bonifica dei fondali, fino ad oggi rese impossibili da divieti di legge».

Il Senato ha infatti approvato una parte degli articoli del collegato ambientale  sulle  “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”. «Si tratta del disegno di legge, collegato alla manovra di finanza pubblica del 2014, che prevede misure importanti in materia di politiche ambientali e di sviluppo – sottolinea la Orrù – Con l’approvazione di questo provvedimento nascerà di fatto la prima legge italiana per la green economy e l’importante lavoro svolto dalla tredicesima Commissione, territorio e ambiente, permetterà di arrivare ad un testo innovativo che allinea l’Italia tra i Paesi di testa nell’attenzione ad uno sviluppo sostenibile. Uno degli obiettivi di questo provvedimento è quello di snellire molte procedure amministrative, per rendere il più possibile conveniente il ricorso agli strumenti di economia sostenibile, al fine di prevenire l’inquinamento. Molte sono le misure contenute, ma il tema affrontato in maniera più ampia è il riuso dei materiali e con questo provvedimento si sostiene e si incentiva un settore che è contemporaneamente vitale per l’economia e l’ambiente. Il provvedimento ha particolare rilevanza anche per il territorio della provincia di Trapani in quanto istituisce un’area marina protetta a Pantelleria con lo stanziamento di risorse destinate ad hoc».

Nel suo intervento in aula al Senato la Orrù si è soffermata sulle disposizioni per incentivare l’acquisto di prodotti derivanti da materiali post consumo e sugli  accordi e i contratti di programma per «L’erogazione di incentivi alle attività imprenditoriali di produzione di beni derivanti da materiali post consumo riciclati ed alle attività imprenditoriali di preparazione dei materiali post consumo per il loro riutilizzo, nonché alle attività di commercializzazione di prodotti e componenti di prodotti reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti».

Ma secondo la senatrice trapanese, «Un altro punto molto importante è costituito dall’individuazione da parte del Ministro dell’ambiente, sentito il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, dei porti marittimi dotati di siti idonei in cui avviare operazioni di raggruppamento e gestione di rifiuti raccolti durante le attività di pesca o altre attività di turismo subacqueo. Ad un successivo decreto del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, è demandata la disciplina delle procedure, delle modalità e delle condizioni per l’estensione di dette attività ad altri porti. Con la modifica in esame viene affidata ai Comuni, anziché alle Regioni, come attualmente previsto, la cura delle procedure per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti, d’intesa con l’autorità marittima».

La senatrice Orrù conferma che uno degli emendamenti dei quali è firmataria consente ai Comuni delle isole minori di istituire un contributo di sbarco, e che un altro emendamento riguarda la pulizia dei fondali marini nelle AMP: «Le isole minori e le aree marine protette italiane costituiscono una grande ricchezza naturale e turistica del nostro Paese e soprattutto della Sicilia. Il provvedimento nel suo complesso, e l’attenzione particolare a questi luoghi del nostro territorio, danno un ulteriore segnale di protezione, tutela e coinvolgimento, oltre che di incentivazione economica, per quelle aree che fanno delle isole minori e dei fondali delle riserve marine una delle risorse più attrattive dell’Italia».

Secondo Umberto Mazzantini, responsabile nazionale isole minori di Legambiente, «Si tratta certamente di passi in avanti per le isole minori e le aree marine protette, ma occorre che i Comuni insulari e gli enti gestori delle Amp si diano subito da fare per trasformare queste nuove disposizioni e opportunità in atti concreti e per mettere in piedi quelle filiera ambientale che consenta un buon conferimento, riciclo e riuso dei rifiuti dopo che verranno portati a terra, cosa sulla quale purtroppo diverse amministrazioni comunali insulari sono spesso in ritardo».