Come cambieranno gli spazi verdi urbani dopo l’uragano in Toscana

[29 aprile 2015]

In seguito ai danni causati dal fortissimo vento, un vero uragano, del 5 marzo, dovranno essere ripristinati degli spazi verdi urbani; nella scelta delle piante da utilizzare è opportuno introdurre anche il criterio della nocività, escludendo in particolare quelle che producono polline fortemente allergizzante.

La prima settimana di marzo è stata caratterizzata da eventi metereologici “estremi”: il vento di grecale ( vento da N-NE e NE ) che ha soffiato localmente ben oltre i 120-130 km/h, ha purtroppo cagionato numerosi danni in diverse località della Regione Toscana.

I danni maggiori si sono verificati tra la notte del 4 marzo e le prime ore della mattina del 5; segni di queste forte raffiche di vento sono tuttora visibili, centinaia di alberi (in prevalenza pini, ma anche platani e qualche cipresso) sono stati letteralmente sradicati e diverse abitazioni danneggiate.

Il verde urbano è una componente importante della qualità della vita e della sostenibilità urbana per i benefici che esso fornisce alla città, sia di tipo biologico che di tipo psicologico, tutti ricollegabili al miglioramento della qualità di vita dell’uomo.

Infatti le strutture arboree ed arbustive sono una componente fondamentale del quadro “paesaggistico urbano” ed hanno, oltre che una funzione estetica, la capacità di depurare l’aria, di fissare gas e particolato aerodisperso, di diminuire l’inquinamento acustico e di svolgere un’azione termoregolatrice del microclima cittadino. Negli ultimi anni ha acquisito inoltre sempre maggiore importanza il ruolo sociale del verde pubblico: la fruizione di spazi verdi ha una provata azione distensiva sull’uomo stressato dai ritmi di vita; il verde diviene luogo di ritrovo per bambini e anziani, il luogo per svolgere attività sportiva, ricreativa e culturale.

Incrementare l’estensione delle aree a verde pubblico, sia creandone delle nuove, sia valorizzando quelle esistenti e recuperando quelle degradate, costituisce un provvedimento di per sé sempre auspicabile nella gestione di una città. Tuttavia, è allo stesso tempo fondamentale operare una scelta oculata delle specie da introdurre ed una loro corretta e attenta gestione. Questi argomenti risultano molto attuali in questo momento in cui devono essere ripristinate molte aree verdi

Quando si progetta l’allestimento di nuove aree verdi ed il recupero di quelle già esistenti, alcune delle caratteristiche che si richiedono alle piante sono la rusticità, la solidità del tronco e dei rami, lo sviluppo delle radici e della chioma, il portamento, la durata della fioritura, i colori ed i profumi, la resistenza ai patogeni e la facile manutenzione. Accanto a queste però risulta fondamentale un’altra caratteristica: l’assenza di nocività.

Ciò implica evitare di scegliere specie con spine sui rami e/o sulle foglie, specie urticanti o con parti velenose (come tasso, oleandro, maggiociondolo), specie arboree con polline ad elevato contenuto allergenico (cipresso, betulla, nocciolo, carpino,olivo, ontano), nonché erbe appartenenti a graminacee, parietaria e composite, anch’esse particolarmente allergizzanti. Numerose sono, peraltro, le piante che presentano bassa o nulla allergenicità : abete, acero, alloro, corbezzolo, bosso, ginkgo, palma, magnolia, noce, agrumi etc..

Particolare attenzione deve essere quindi rivolta ad un corretto impianto e manutenzione delle aree verdi per evitare la presenza e diffusione di specie allergeniche che rappresentano un elevato rischio per l’aumento delle pollinosi in ambiente urbano.

Per affrontare le tematiche rivolte ad una corretta gestione del verde in relazione alla promozione della salute, ARPAT ha prodotto l’opuscolo “Verde e salute” ed un CD-ROM: “Verde, Ambiente e Salute: approccio multidisciplinare alla gestione del verde per la promozione della salute” attualmente consultabile on line.

ARPAT ha inoltre collaborato all’elaborazione della scheda tecnica art 21 – Gestione del verde del Regolamento per l’edilizia bio-eco sostenibile 2° edizione di alcuni comuni fiorentini (Capraia e Limite, Castelfiorentino, Castelfranco di Sotto , Certaldo etc…).

di Arpat