Presentato il dossier della Cgil, tra spending review e domanda di sicurezza

Come risparmiare 3 miliardi di euro e salvare il Corpo Forestale dello Stato

[5 agosto 2014]

Sopravvissuto per 192 anni, lasciandosi alle spalle le difficoltà come i grandi successi, il Corpo Forestale dello Stato rischia ora concretamente di fermare la sua corsa stretto tra le forbici del governo Renzi, a caccia di “efficientamenti” all’interno della macchina statale, spesso tradotti in meri tagli. Dopo aver suscitato pronte reazioni sia dal basso – con una petizione lanciata su Change.org – che dall’alto (si veda in proposito l’appello dell’Anaff, l’Associazione nazionale funzionari forestali), una proposta fattiva che promette di realizzare cospicui risparmi e al contempo salvare la Forestale arriva dal dossier “Le condizioni di vita e di lavoro degli operatori di Polizia tra Spending-Review e domanda di sicurezza”, appena presentato da Cgil e Silp.

Il sindacato, osservando che la «spending review non risparmia nessun settore e taglia anche sulla sicurezza, così è sempre più difficile dare risposte adeguate alla richiesta dei cittadini», dà corpo a uno studio volto a indagare la crescente precarietà che investe anche il mondo che dovrebbe salvaguardare la tutela della cittadinanza. «Ogni anno – sintetizza la Cgil – il personale diminuisce di circa 350 unità, tra pensionati e riformati e il blocco del turn over ha raggiunto il 55%; in sette anni, dal 2006 al 2013, il totale delle forze in servizio è passato da 103mila a 95mila con un calo del 10% e un aumento dell’età media che si attesta sui 45 anni. Le retribuzioni hanno subito una riduzione mensile di circa 300 euro lordi. E ancora, la mancanza di risorse ha portato alla carenza dal punto di vista strumentale: un parco auto obsoleto, sedi inadeguate, mancanza di divise personali e pc. A tutto ciò si aggiunge l’annunciata chiusura da parte del governo di 80 Questure sulle 103 esistenti e di 300 presidi di Polizia, con ulteriori tagli alle autovetture, agli equipaggiamenti e alle strumentazioni dei reparti e del personale».

Di fronte a un quadro emergenziale che si ingigantisce col passare degli anni,  l’immobilismo è una risposta inadeguata quanto i tagli lineari. Per questo Cgil e Silp ritengono che «la soluzione agli attuali problemi dimensionali, economici e gestionali della Polizia e più in generale delle forze di sicurezza sia l’unificazione di Polizia e Carabinieri.  Le Forze di Polizia a competenza generalista, Polizia di Stato e Carabinieri, si trovano molte volte ad essere “concorrenziali” sul territorio specialmente nel campo investigativo, poiché sui tempi e sul raggiungimento del risultato si costruiscono, da sempre, carriere ed immagine».

Secondo il sindacato, il coordinamento tra Polizia e Carabinieri «oggi non è funzionale e favorisce solamente l’alta dirigenza, attraverso una duplicazione dei posti di comando, spesso fine a se stessi.  tutto ciò a spese del cittadino». La soluzione prospettata, dunque, sta proprio o l’istituzione di una sola Polizia a competenza generalista, sotto la responsabilità diretta del ministero dell’Interno, che da subito potrebbe avvalersi di quasi 220 mila donne e uomini tra Polizia di Stato e Carabinieri, restituendo ai servizi specifici la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria e il Corpo Forestale dello Stato e soprattutto raggiungendo un obiettivo di taglio alla spesa di 3 miliardi di euro».

Salvando in questo modo capra e cavoli, ossia i conti pubblici e la sicurezza, sia dei cittadini sia dell’ambiente.