La Commissione europea in difesa della spigola, vietata la pesca (a certe condizioni)

[28 gennaio 2015]

La Commissione europea vieta la pesca della spigola con reti da traino pelagiche durante la stagione riproduttiva, altamente sensibile, tra gennaio e il 30 aprile 2015. Lo fa con un regolamento di esecuzione – appena pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea – che stabilisce misure volte a fronteggiare un grave rischio per la conservazione dello stock di spigola (Dicentrarchus labrax) nel Mar Celtico, nella Manica, nel Mare d’Irlanda e nel Mare del Nord meridionale.

Tra dicembre e aprile le spigole si concentrano in determinate zone a fini riproduttivi. Ed è proprio da questa fase di riproduzione che dipende lo stock di spigola. La pesca mirata condotta su tali aggregazioni riproduttive nel periodo in questione contribuisce significativamente alla mortalità per pesca globale dello stock e, soprattutto, alla riduzione del numero di esemplari adulti in grado di riprodursi con successo. La pesca commerciale che utilizza reti da traino pelagiche, infatti, è responsabile di più del 25 % della mortalità per pesca. E le statistiche sulle catture confermano che tale pratica di pesca comporta soprattutto la cattura di esemplari adulti che, pertanto, non potranno più contribuire alla riproduzione dello stock.

Sulla base del parere scientifico del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (Ciem) e del Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (Cstep) la spigola nel Mar Celtico, nella Manica, nel Mare d’Irlanda e nel Mare del Nord meridionale è soggetta a un rapido declino nella biomassa a causa della combinazione di un ridotto reclutamento e di un aumento della mortalità per pesca. La biomassa riproduttiva dello stock è in procinto di raggiungere i livelli più bassi storicamente mai registrati. L’attuale mortalità per pesca è quasi quattro volte superiore a quella che lo stock può sostenere. Per cui il Ciem, ha consiglia di adottare misure per ridurre in modo sostanziale la mortalità per pesca in tutta l’area di distribuzione dello stock.

Il regolamento del 2013 stabilisce che è consentito adottare misure di emergenza soltanto per motivi imperativi di urgenza debitamente giustificati relativi a una grave minaccia per la conservazione delle risorse biologiche marine. La Commissione, su richiesta motivata di uno Stato membro – nel caso di specie del Regno Unito – o di propria iniziativa può, per attenuare tale minaccia, adottare misure di emergenza in forma di atti di esecuzione immediatamente applicabili per un periodo massimo di sei mesi.

La constatazione di una grave minaccia per la conservazione delle risorse biologiche marine discende dal rischio di gravi conseguenze per la capacità riproduttiva dello stock a causa di una repentina diminuzione della biomassa riproduttiva dello stesso associata alla previsione che una prosecuzione della pesca mirata potrebbe arrecare danni irreparabili allo stock riproduttivo.

La Commissione ritiene che per quanto riguarda la spigola esistano motivi imperativi di urgenza debitamente giustificati in quanto è iniziata la stagione riproduttiva e sono iniziate le attività di pesca di tali stock riproduttivi. Da dati scientifici emerge che è necessario intervenire subito, mentre è in corso la stagione riproduttiva della spigola, adottando misure di immediata applicazione e che rimangano in vigore fino al 30 aprile 2015. Un ulteriore ritardo negli interventi miranti a proteggere lo stock rischierebbero di ridurre in modo considerevole o vanificare l’efficacia delle misure di emergenza.