Completata la più grande eradicazione di ratti del mondo nella South Georgia

Nell’isola subantartica ora ri-nidifica la Pispola antartica, uno degli uccelli più rari del mondo

[27 marzo 2015]

Con un carico di esche avvelenate sganciate da un elicottero neozelandese, si è conclusa nell’isola subantartica della South Georgia la più grande eradicazione di una specie invasiva mai tentata al mondo.  L’Isola di South Georgia è lunga 170 km, e larga  tra 2 e i 40 km, il suo monte più alto arriva a 2.934 metri e circa tre quarti dell’isola è coperto da ghiacciai e nevai e, a parte un breve periodo estivo senza neve, di solito l’isola è ricoperta di neve fino al mare. L’isola, che emerge dall’Oceano antartico a alla latitudine 54° S, è disabitata, tranne i brevi periodi nei quali è frequentata dagli scienziati di due basi di ricerca antartiche britanniche, ma al culmine del boom della caccia ci vivevano circa 2.000 persone.

L’eradicazione dei ratti da questo Territorio britannico di oltremare al largo della punta meridionale del Sud America è stata possibile grazie all’esperienza maturata in 50 anni nelle isole della Nuova Zelanda, ma l’eradicazione dei terribili roditori da oltre 100.000 ettari è stata 8 volte più grande del precedente record sull’isola australiana  di  Macquarie e fa impallidire quella della più grande eradicazione di ratti nel Mediterraneo, nell’isola di Montecristo.

James Russell, un biologo dell’università di Auckland esperto di eradicazione di specie aliene, ha detto che quanto realizzato in South Georgia ha un valore globale: «Non è stato solo fatto un cambiamento incrementale, ho fatto uno step change. Sono passati dagli 11.000 ettari di Campbell Island e dai 13.000 ettari di Macquarie Island, hanno proprio afferrato il toro per le corna e lo hanno cavalcato».

Tutto è cominciato nel 1964 in Nuova Zelanda, quando un gruppo di ambientalisti dissero di aver eliminato tutti i ratti che avevano invaso  la piccola Maria Island. Allora appena lo 0,5% delle isole neozelandesi erano prive di mammiferi invasivi, oggi sono stati eliminati dal 10%. Dopo Maria Island gli ambientalisti passarono ad eliminare i mammiferi alieni dai 170 ettari di Breaksea e poi dai 2.000 ettari di Kapiti.

Nel 2001, quando i ratti vennero eradicati dall’isola Campbell, a 700 chilometri dalla Nuova Zelanda, spazzata dalle tempeste subantartiche, la cosa vene definita un successo monumentale della conservazione che improvvisamente apriva la possibilità di ripristinare la natura anche in grandi isole in tutto il mondo. Fu infatti la prima volta che vennero utilizzati 5 elicotteri che trasportavano grossi secchi pieni di esche contenenti il rodenticida Brodifacoum da spargere in tutta l’isola, comprese le sue ripide scogliere.

Ma nella South Georgia l’asre sulla quale intervenire era così grande che il programma di eradicazione dei ratti è stato realizzato in 3 fasi durate 5 anni, una gara contro il tempo per riuscire a farlo prima che il  riscaldamento globale sciolga i grandi ghiacciai che dividono l’isola in una serie di valli che restano prive di ghiaccio per diversi mesi e che, come ha dimostrato un’indagine genetica, ospitavano tutte popolazioni distinte di ratti, frutto di diverse introduzioni causate dall’uomo. Quindi le valli libere dal ghiaccio sono state trattate come “unità di eradicazione”, consentendo l’eradicazione della specie aliena. Il primo trattamento è avvenuto nel 2011, nel 2013 c’è stato un intervento ancora più massiccio e quest’anno, tra febbraio e marzo le esche avvelenate hanno sterminato i topi anche dalle ultime valli dove erano rimasti.

L’idea di questa tecnica chiamata “rolling front” è stata sviluppato sull’isola di Ulva negli anni ’90 e, secondo Russell «Sta diventando il tipo di approccio che sarà utilizzato in futuro le per trattare le isole più grandi e forse anche per far diventare l’intera Nuova Zelanda predator-free».

Il gigantesco progetto di derattizzazione in South Georgia è stato realizzato dal South Georgia Heritage Trust che ha raccolto più di 7,5 milioni di sterline e il team leader, Tony Martin, ha certificato che l’ultimo secchio carico di esche avvelenate è stato sparso il il 23 marzo 2015, poco dopo mezzogiorno.

Ci vorranno due anni prima di avere la conferma che anche le ultime valli trattate con le esche sono libere dai ratti, ma intanto è arrivata un’ottima notizia dalle aree rat-free dal 20011: a gennaio è stato trovato a Schlieper Bay il primo nido con 5 pulcini di South Georgia pipit, la Pispola antartica (Anthus antarcticus) un piccolo uccello della famiglia motacillidae  a rischio estinzione che ha anche il record di essere l’uccello canoro che vive più a sud del mondo.

Alison Neil, chief executive del  South Georgia Heritage Trust, dice che «La scoperta di pulcini di Pipit è una notizia entusiasmante e mostra il rapido effetto benefico dell’ Habitat Restoration Project  per  questa specie minacciata. Delle persone avevano delle pispole che mostravano un comportamento riproduttivo  dopo i lavori pasturazione, ma questa è la prima prova certa che nidificano nelle zone nelle quali sobno stati eradicati i roditori. I motacillidi non possono riprodursi in presenza di ratti, quindi questa scoperta è la conferma che gli uccelli stanno rapidamente rispondendo alla loro assenza. Siamo sicuri che, quando la South Georgia sarà di nuovo libera dai roditori, recupererà lo status di sito con la più grande concentrazione di uccelli marini nel mondo».

Il prossimo lavoro che attende il Team Rat della South Georgia è quello di controllare le valli trattate nel 2013, per verificare se i dispositivi di rilevazione dei ratto lasciati posizionati nell’estate 2014 hanno rilevato la presenza di roditori.