Con le piante si proteggono le paludi interne della Laguna di Venezia: al via il progetto Life Vimine

[2 settembre 2013]

Fascinate di materiali vegetali per difendere dall’erosione le barene e le paludi più interne della Laguna di Venezia. Questo è l’obiettivo del progetto Life Vimine, coordinato dal Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Padova che prende il via oggi e sarà realizzato in 48 mesi.

«Life Vimine prevede interventi di ingegneria naturalistica e andrà a insistere particolarmente sulla conservazione della zona lagunare nel comprensorio delle isole di Burano, Mazzorbo e Torcello e della Palude dei Laghi», ha spiegato Luca Palmeri, ricercatore dell’Università di Padova. «Si tratta di habitat unici che stanno sparendo velocemente a causa dell’azione combinata di processi naturali e impatti umani, basti pensare alle onde generate dai natanti a motore, o alle alterazioni dell’idrodinamica lagunare date dallo scavo di canali».

«Le barene più interne e confinate – ha aggiunto il collega Alberto Barausse – sono, per la loro stessa natura, difficilmente accessibili ai classici mezzi di contrasto dell’erosione. Utilizzeremo così tecniche di ingegneria naturalistica come fascinate, ovvero rami legati insieme con reti di materiale vegetale, refluimento di sedimenti, trapianto di zolle vegetate distaccate dalle barene a causa del moto ondoso, barriere frangivento e frangionda e pennelli in materiale ligneo».

Gli interventi, seguiti da un monitoraggio ambientale, saranno svolti seguendo un’ottica di prevenzione basata sul controllo e la manutenzione ordinari, diffusi e continuativi del territorio, al di fuori della logica emergenziale e nulla hanno a che vedere con il famoso progetto Mose per proteggere Venezia dalle acque alte.

«Un approccio del genere potrà essere efficace solo se saremo capaci di rendere protagoniste del progetto le comunità legate al territorio. Il loro coinvolgimento – ha concluso Palmeri- andrà dalla creazione di tavoli di confronto fino alla partecipazione vera e propria alle attività del progetto». In questo senso avranno importanza le analisi socio-economiche per valutare la sostenibilità nel lungo termine dell’approccio integrato alla gestione del territorio proposto nello studio.

Il progetto, co-finanziato dall’Unione Europea, ha un costo di oltre 2 milioni di euro e vede la partecipazione, tra gli altri, del comune di Venezia, del Magistrato alle Acque di Venezia e del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive.