Concordia, Legambiente: «Ma al di là di tutto, chi risarcisce il Sistema Toscano?»

[4 luglio 2014]

Legambiente ha sempre sostenuto che la rimozione del relitto Concordia dal Giglio va fatta presto e bene, abbiamo per questo organizzato manifestazioni al Giglio contro i ritardi della rimozione. Sarebbe stato alquanto contraddittorio sostenere di dover aspettare ancora dei mesi per il motivo che il porto di Piombino non è ancora pronto. Si parla tanto di rischi ma un rischio è anche quello di dover mantenere ancora la nave sugli scogli del Giglio e il danno che fa alla comunità locale. Altro rischio è che, nonostante i proclami, nessuno può davvero garantire che a fine settembre siano completate le opere portuali e questo è un grave rischio perché allora diventerebbe problematico il trasferimento a traino a Genova a causa della meteorologia non favorevole in quel periodo. Allora sì che il rischio ambientale diventerebbe enorme e potrebbe rispuntare l’ipotesi Vaquard e Turchia.

Legambiente non si è mai pronunciata a priori contro un polo per la rottamazione, anzi, Legambiente è intervenuta numerose volte, chiedendo che rimanesse in Italia e che tutte le rottamazioni di navi europee si facessero in Europa. Purtroppo anche le leggi che sono state approvate a Strasburgo non garantiscono affatto e inoltre parlano di demolizione in paesi Ocse, fra i quali la Turchia, e non di Europa. Il governo Monti con il ministro Clini non hanno compiuto atti chiari ma fatto tante chiacchiere promettendo lo smantellamento della Concordia a Piombino, con molti punti interrogativi sui tempi, senza individuare un piano alternativo.

Adesso ci ritroviamo con una soluzione a Genova che è comunque un successo parziale, rispetto alle ipotesi ventilate (folli ma verosimili) di Smirne e altre consimili indiane. Chiediamo che tutta la fase di spostamento a GE sia attentamente monitorata in tema di sversamenti a mare … (ISPRA, Ministero e ditte dedite al trasporto facciano completamente il loro mestiere).

Rimane il fatto che il Sistema Toscana deve in qualche modo essere risarcito dell’enorme danno ambientale e turistico subito con il naufragio al Giglio. E questo ancora non è avvenuto.

A Piombino vorremmo discutere sulla base di progetti partecipati, di fronte ad una valutazione di impatto ambientale e strategico e ragionare sulle compatibilità e relazioni con altre attività industriali, turistiche e portuali come le crociere, il rifacimento interno delle navi e altri possibili usi delle zone portuali. Occorre ragionare una volta per tutte dei flussi dei traffici portuali, delle eventuali lavorazioni a terra delle merci, della cantieristica e di quale tipologia, senza fare doppioni con Livorno ma specializzandosi in attività remunerative e che producono occupazione.

Alcuni mesi fa abbiamo posto anche delle domande sugli spazi necessari, e forse non disponibili, per cantiere di demolizione e cantiere di refitting navale che non possono coesistere nella solita area ma devono necessariamente essere separati.

La trasparenza in tutta questa vicenda non c’è stata proprio, alle stesse persone che ora ci accusano di non essere disponibili addirittura a fare ricorso al Tar , abbiamo chiesto di informare noi e l’opinione pubblica di cosa significa demolire una nave, i pro e i contro, l’occupazione, la produzione di rottame, le quantità e la tipologia dei rifiuti non metallici , gli impianti che necessitano, i tempi ecc. su cui poi dare un giudizio oggettivo nessuno lo ha fatto e noi torniamo a chiederlo. vogliamo che siano resi pubblici le carte ed i progetti dei cantieri e degli impianti per la demolizione navale da costruire a Piombino.

Noi diciamo ”basta!” alle procedure emergenziali e ai commissari, alle opacità a vari livelli con cui si è di fatto impedita una discussione pubblica sul tema. “Basta!” infine ai sospetti  e alle dietrologie con cui veniamo tirati in mezzo a polemiche sterili e fuorvianti.

Legambiente Val di Cornia