Green Italia: «Perché il governo non impugna la legge?»

Condono edilizio, Renzi e il caso Campania (col Vesuvio preso d’assalto)

Realizzati abusivamente circa 1000 scheletri di cemento, anche nel Parco Nazionale

[2 ottobre 2014]

Francesco Ferrante di Green Italia e Carmine Maturo, coordinatore regionale del partito ecologista, lanciano l’ennesimo allarme condono in Campania: «Sorprende e preoccupa l’inerzia del Governo sulla legge regionale della Campania che riapre i termini del condono edilizio. Ieri  il Consiglio dei Ministri ha impugnato tutta una serie di leggi regionali della Regione Campania pubblicate tra il 7 e 8 agosto, ma non quella riguardante il condono edilizio, anch’essa del 7 agosto, sebbene il Ministero dell’Ambiente dal 18 settembre abbia inviato al ministro degli Affari regionali la richiesta di proporre l’impugnativa alla Corte Costituzionale della legge della regione Campania n.16 del 2014. Il Governo ha ancora pochissimi giorni per impugnare una legge che, oltre ai profili palesi di incostituzionalità, è un’indecente salvacondotto per sanare vecchio cemento illegale e crearne di nuovo, proprio nella regione italiana che ha il record di immobili illegali».

Secondo Ferrante e Maturo, «Con la sanatoria infilata nella legge di Stabilità regionale 2014 si potranno regolarizzare tutte quelle abitazioni costruite senza alcuna autorizzazione, e effettuare  interventi persino sugli immobili nella cosiddetta zona rossa alle pendici del Vesuvio. La legge regionale varata dalla giunta Caldoro altro non è che uno nuovo sacco del patrimonio ambientale e paesaggistico della Campania, e sarebbe di assoluta gravità che il governo Renzi si rendesse complice di questa operazione spregiudicata».

La denuncia di Green Italia fa seguito alla campagna #cementoCampaniatitengodocchio con la quale Legambiente Campania chiede ai cittadini di denunciare movimenti sospetti e opere abusive.

Anna Savarese, vicepresidente di Legambiente Campania  e Pasquale Raia, responsabile regionale  aree protette del Cigno Verde, puntano il dito contro il cemento abusivo che da Terzigno, lungo la statale 268 in pieno Parco Nazionale del Vesuvio, a Ercolano e Torre del Greco, aree di nuova edificazione a monte delle strade panoramiche e di accesso al vulcano, la fa da padrone sul vulcano più famoso al mondo e in aree  a rischio non solo vulcanico e sismico ma anche idraulico ed idrogeologico.

«C’è una colata killer chiamata cemento che sovrasta il Vesuvio – dicono Savarese e Raja – Secondo una nostra stima nei 13 comuni del Parco Nazionale sono stati realizzati abusivamente circa 1000 scheletri di cemento, per la maggior parte costruzioni in verticale, per una superficie complessivamente a terra di circa 2 milioni di mc e che sono pronti ad essere regolarizzati grazie al recente maxiemendamento approvato dalla Regione Campania. Un magma di cemento esploso parallelamente al silenzio del vulcano. Cemento che ha invaso le strade, tutte potenziali vie di fuga in caso di eruzione, alla faccia delle ristrutturazione e della messa in sicurezza del territorio».

Secondo Legambiente «Sono i primi effetti del recente colpo di mano dal sapore elettorale, un maxi emendamento “via libera tutti”, che rischia di portare un nuovo sacco al patrimonio ambientale e paesaggistico della nostra regione. La Regione Campania dovrebbe capire che le risorse che non vanno depauperate sono proprio la qualità del territorio e dell’ambiente, che sono le precondizioni per il rilancio delle attività agricole, manifatturiere e turistiche, in uno con l’innovazione e la ricerca, la promozione della Green Economy. Sono questi i veri volani di sviluppo della Campania».

In Campania, grazie anche alla “disattenzione” del governo centrale, si annunciano settimane e mesi caldi sul fronte della lotta ai predoni del cemento, per questo Legambiente ha lanciato la campagna #cementocampaniatitengodocchio, un  appello ai cittadini onesti a denunciare sui social network dell’associazione ambientalista e via email campania@legambiente.campania.it tutti i casi sospetti di opere abusive sul territorio regionale.