Continua la strage di delfini a Taiji. Le foto di Sea Shepherd Cove Guardians

I cuccioli di tursiopi strappati alle loro madri per rifornire i delfinari

[23 gennaio 2017]

L’Operation Infinite Patience dei Sea Shepherd Cove Guardians  sta documentando l’ennesima strage di delfini della baia di Taiji, in Giappone, resa famosa dal documentario premio Oscar  “The Cove”.

Le immagini e i video degli attivisti di  Sea Shepherd non lasciano dubbi di fronte a quello che va avanti da giorni: « Abbiamo girato questo video di 2 minuti solo pochi istanti fa, in cui si vedono 3 delfini terrorizzati intrappolati nelle reti mentre subiscono il 3° giorno di selezione per l’intrattenimento umano, e il loro 4° giorno di fame e terrore. Non c’è niente di carino o naturale nella cattività in questo processo di selezione. Un giorno all’acquario o in un parco marino non vale le loro vite».

Ieri all’aba sono arrivate nella baia le lance con a bordo gli addestratori dei delfinari e sono  state preparate le reti, dando inizio al quarto giorno di selezione per catturare e portare in cattività gli esemplari di un branco di circa 200 tursiopi: «E’ il quarto giorno che assistiamo mentre questo super branco di delfini viene fatto a pezzi – dicono i Sea Shepherd Cove Guardians  –  E’ passata circa un’ora dall’inizio del processo di selezione e altri 6 delfini sono stati trasferiti ai recinti, destinati ad una vita in cattività».

Le foto, scattate di nascosto dalla costa, mostrano i cuccioli di tursiopi che vengono divisi dal resto della loro famiglia, che assiste impotente mente i  giovani delfini vengono portati via.

Ecco come i Sea Shepherd Cove Guardians  descrivono una giornata tipo, quella del 22 gennaio, e come i pescatori e gli addestratori dei delfinari giapponesi, trattano i cetacei:

«Terzo giorno; l’incubo non è finito. La giornata è iniziata nuovamente presto, visto che il primo dei gozzi  è arrivato alle 06,51, seguito da altri, pieni di addestratori, entro le 07,00 am. Le barche sono andate dritte verso il branco; una scena che ha fatto presagire il resto della giornata. Entro le 07,35, durante la prima selezione dl gruppo, un giovane delfino ha sbattuto così forte e contro il fianco della barca che ha sanguinato. Dopo 3 giorni senza cibo, lasciati al freddo e al gelo in acque poco profonde, questi delfini sono  spaventati ed esausti. Abbiamo notato i primi 2 gozzi che partivano ognuno con 2 delfini  alle 09,21 am. Erano stati  buttati su i lati delle barche e trascinati via dalla loro famiglia, lontano, verso la loro morbosa nuova ” casa” da soli, affamati e impauriti. I gozzi hanno continuato subito a dividere le famiglie che venivano freneticamente. bastonate. Alle 11:19 am, 3 cuccioli di delfino molto piccoli sono stati imbracati e trascinati via dalle loro madri che si agitavano freneticamente».

I giovani tursiopi catturati  in due giorni sono stati almeno 41 e gli addestratori dei delfinari puntano soprattutto a dividere i cuccioli dalle loro madri che cercano di opporsi in tutti i modi. «Le risate e le parole degli addestratori risalivano dalla baia mentre guardavamo svolgersi davanti ai nostri occhi la completa decimazione di una famiglia – dicono i  Cove Guardians –  Stavamo assistendo al peggiore incubo di una madre. Stavamo guardando un essere indifeso che vedeva strappare da lei il suo unico amico e compagno».
Dopo una breve pausa per il pranzo, cacciatori e addestratori di delfini hanno catturato altri 6 piccoli tursiopi, portando il numero totale di delfini catturati tra sabato e domenica a 53. La caccia ai tursiopi prigionieri è finita intorno alle 14,30.  7 estenuanti ore da incubo per i delfini, molti dei quali alla fine verranno uccisi perché “non abbastanza belli” per i delfinari.

I Sea Shepherd Cove Guardians  denunciano: «Tutto questo è fatto in nome dei guadagni dei marine park.  Sia acquari, zoo e parchi marini che tengono animali selvatici, hanno tutti un ruolo nell’orribile caccia semestrale ai  delfini che avviene qui a Taiji. L’ industria della cattività è responsabile della sofferenza di madri che vedono i loro cuccioli  trascinati via davanti ai loro occhi. L’ industria della cattività, è responsabile di migliaia e migliaia di morti di animali innocenti. L’ industria della cattività è responsabile della decimazione della ricca e diversificata ecologia dell’oceano. Dite no ai biglietti per i marine parksi. Gli animali dietro a un vetro non rinunciano  volontariamente la loro vita libera.

Il presidente di Sea Shepherd, Paul Watson, sottolinea che «Ogni anno i Sea Shepherd Cove Guardians  documentano  le atrocità contro i delfini a Taiji, in Giappone, dove i cetacei vengono macellati, divisi dalle loro famiglie e trasportati nei campi di concentramento mascherati da parchi marini».

David Hance, di Sea Shepherd, conclude: «Dopo aver assistito in prima persona alle atrocità a Taiji, posso testimoniare quanto sia orribile la vita da  prigioniero in questi parchi. Una vita in cattività non è vita per qualsiasi animale. Spero che tutti possono fare la scelta umana e morale di non sostenere i marine parks  durante la stagione delle vacanze, o in qualsiasi altra stagione»