Sfide globali dietro le quinte del CFS alla FAO

Quella New Alliance che sa di land grabbing

[8 ottobre 2013]

Si riunisce in questi giorni (7-11 ottobre) nella sede FAO a Roma, il Committee for Food Security (CFS), l’unico organo decisionale all’interno del sistema delle Nazioni Unite che garantisce una larga partecipazione della società civile, e in particolare delle organizzazioni contadine e delle ONG che le sostengono. A fronte del dilagare del problema del land-grabbing, nel maggio 2012 il CFS ha approvato all’unanimità le Guidelines on the Governance of Tenure of Land, Fisheries and Forests, uno strumento legale fondato sui diritti umani, e che si propone di regolamentare le procedure di acquisto e proprietà delle terre per evitare gli abusi (land grabbing).

A fronte dei numerosi episodi di espulsioni senza indennizzo, intimidazioni, arresti arbitrari, omicidi, corruzione e diffusa opacità dei contratti, avvenuti nel contesto della corsa globale al land-grabbing, le Guidelines pongono particolare enfasi sul diritto al consenso libero, preventivo e informato alla transazione da parte di tutti gli attori coinvolti, sulla base di una partecipazione attiva al processo negoziale. Si sottolineano anche gli obblighi extraterritoriali degli Stati le cui compagnie transnazionali effettuino operazioni commerciali all’estero, e specialmente in Paesi dove la corruzione è più diffusa.

Il G8 e la Banca Mondiale, secondo cui il land-grabbing è definibile come una pratica di “investimenti produttivi nel settore terriero”, non hanno gradito l’iniziativa. Per questo, in occasione del vertice G8 ospitato in Irlanda del Nord a giugno di quest’anno, hanno lanciato un’iniziativa parallela, che pare tentare di aggirare la convenzione internazionale della FAO con un nuovo accordo: la New Alliance for Food Security and Nutrition.  Le organizzazioni contadine e ONG internazionali hanno immediatamente condannato l’iniziativa, in virtù della quale il G8, organo non democratico, elitario e autoreferenziale dei Paesi del Nord, si propone di scavalcare le decisioni prese all’unanimità nell’unico foro competente: il CFS della FAO.

Infatti, mentre il CFS ha garantito il coinvolgimento nei negoziati di tutte le parti interessate, e in particolare delle reti contadine, per la stesura della New Alliance sono stati consultati unicamente i rappresentanti del settore dell’agribusiness (Monsanto, Syngenta, Cargill, Diageo, Unilever, Yara and DuPont), e le sedicenti ONG non rappresentative che lo sostengono (come AGRA, Alliance for a New Green Revolution in Africa, nata dalla fondazione Bill e Melinda Gates, a sua volta partecipante di Monsanto; e Grow Africa, la piattaforma d’investimento del World Economic Forum di Davos). Inoltre viene sottolineato che gli aiuti della New Alliance saranno sbloccati solo ai Paesi firmatari di impegnativi accordi di liberalizzazioni, promozione degli investimenti privati stranieri (specie nel settore della proprietà fondiaria), drastica riduzione degli aiuti alla piccola produzione locale, e protezione legale della proprietà intellettuale volta alla brevettazione del vivente per la diffusione massiccia di OGM.

Per promuovere la trasparenza, la New Alliance si limita a proporre dei meccanismi di autocontrollo applicati “volontariamente” dalle aziende che desiderano farlo.

La Gran Bretagna di Cameron ha di fatto già destinato circa 450 mln di euro alla New Alliance, che figureranno formalmente come contributo alla cooperazione e sviluppo. Tuttavia, nell’ambito della New Alliance, sottoscritta anche dall’Italia come membro del G8, è possibile che gli aiuti pubblici  allo sviluppo – già esangui –finiscano per essere destinati ad operazioni di land-grabbing condotte da multinazionali europee in nome della “crescita”.  In occasione del CFS, la società civile globale si mobiliterà contro i tentativi del G8 di scavalcare la democrazia multilaterale, annacquando i risultati ottenuti con la partecipazione delle reti contadine in una convenzione autoreferenziale che si ammanta di concetti innovativi per nascondere la solita vecchia pratica del mercato agricolo corporativo e affamatore.

Luca Raineri (Cospe)