Cop17 Cites: importanti cambiamenti e maggiore protezione di fauna e flora

Wwf: la più grande e ambiziosa Cop Cites mai svolta e quella di maggior successo

[5 ottobre 2016]

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Dopo due settimane di maratona negoziale, la 17esema Conferenza delle Parti della Convention on international trade in endangered species (Cites) ha adottato una serie di decisioni innovative sul controllo del commercio di fauna e flora selvatiche, compreso azioni contro il traffico illecito e il bracconaggio, una maggiore protezione per interi gruppi di specie, strategie di riduzione della domanda mirate e un accordo su una più stretta collaborazione con le comunità rurali.

Il segretario generale della Cites, John E. Scanlon, è molto soddisfatto: «Il meeting più critico nei 43 anni di storia della Cites ha deliberato per la fauna selvatica mondiale. La Cop17 sarà ricordata come un game changer nella storia in cui la mare è cambiata per gli animali a favore dell’assicurare la sopravvivenza delle  nostre specie selvatiche più vulnerabili».

In effetti, la Cop17 Cites di Johannesburg è stato il più grande evento del suo genere mai realizzato: 152 governi che hanno preso decisioni su 62 proposte di quotazione delle specie nelle Appendici Cites  che sono state presentate da 64 paesi. Oltre 3.500 persone hanno partecipato al summit che ha registrato anche il maggior numero di eventi collaterali e un interesse dei media intenso quasi in tutto il mondo, anche se in Itala è stata praticamente ignorata.

Scanlon spiega che «La Cop17 ha adottato decisioni che ha visto la fauna selvatica saldamente inserita nelle agende globali delle forze dell’ordine, dello sviluppo e di finanziamenti,  che hanno la capacità e la competenza tecnica per contribuire a garantire l’attuazione della Convenzione in prima linea, dove conta di più: con la Cites, le autorità di gestione e scientifiche, nonché i funzionari doganali, le comunità rurali, le imprese, la polizia, i pubblici ministeri e rangers del parco. Ci sono stati notevoli successi, incluse le decisioni di inserire  nuove specie marine e legnose all’interno dei controlli Cites sul commercio, proseguendo la tendenza della Cop16, nella quale i Paesi si rivolsero alla Cites per assisterli lungo il percorso verso la sostenibilità negli oceani e delle foreste. Non c’erano solo le specie conosciute all’ordine del giorno, anche il pangolino e molte specie meno note sono finiti sotto i riflettori. La Cites ora è vista come uno strumento indispensabile per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e dell’Agenda 2030»..

La conferenza di Johannesburg è stato caratterizzata da un accordo sulle misure per migliorare il commercio sostenibile in un certo numero di specie, tra cui la conchiglia regina, il pesce napoleone e il licaone, ma anche molte specie di alberi,  come la bubinga e palissandri, il ciliegio africano e l’agarwood. Molti animali sono entrati per la prima volta nelle Appendici Cites, in particolare un gran numero di mammiferi marini e di alberi, così come molti rettili e anfibi e comprendono più di 350 specie, comprese mante, squali volpe e smerigli.

Le Parti della Cites hanno anche riconosciuto diversi casi di successo per la conservazione, compresa la salvaguardia della zebra di montagna del Capo, di diverse specie di coccodrilli e del bisonte di montagna, che sono tutti passati dall’Appendice I delle specie più a rischio all’Appendice II.

Secondo la Cites, «C’è stato un nuovo impulso per salvaguardare ulteriormente gli animali e le piante selvatiche minacciate, con un aumento della protezione per il pappagallo grigio africano, la bertuccia di Gibilterra, i cactus Blaine’s fishhook, gli elefanti, le antilopi saiga e il  pangolino. Con misure di applicazione mirate è stato deciso di combattere il commercio illegale di specie specifiche. Tra queste, la pappagallo grigio africano, il leone africano, il ghepardo, il bucero dall’elmo, i pangolini, i rinoceronti e la totoaba».La Cop 17  Cites  ha approvato anche una risoluzione sulla corruzione e la criminalità legate alla fauna selvatica; una decisioni sulla criminalità informatica e il crimine della fauna selvatica; una risoluzione sulle strategie per ridurre la domanda di fauna selvatica commerciata illegalmente; Risoluzioni che riguardano il bucero dall’elmo e i serpenti; la decisione sula pesca e il commercio illegali di totoaba, e la relativa uccisione illegale delle vaquite, il cetaceo più raro del mondo. Nonostante l’opposizione dei Paesi dell’Africa australe, alla fine la Cites ha bocciato il meccanismo decisionale (Dmm) che avrebbe permesso in futro di commerciare avorio, ha approvato un accordo per chiudere mercati locali di avorio dove contribuiscono al bracconaggio o al commercio illegale e ha respinto tutte le proposte per cambiare la protezione delle popolazioni meridionali di elefanti africani. La Cop17 ha anche chiesto di monitorare e regolare severamente i safari.

Per quanto riguarda le indagini scientifiche, la Cop17 di Johannesburg ha deciso di condurre uno studio per migliorare la conoscenza sulla regolamentazione del commercio dell’anguilla europea e più generale di tutte le anguille e di avviare un lavoro specifico sulle tartarughe marine per comprendere l’impatto del commercio internazionale sul loro stato di conservazione. ;

Il WWf definisce le decisioni prese dalla Cites «Una stretta vigorosa  al commercio illegale di specie protette»  e sottolinea che «Il  commercio di specie protette è insostenibile e mette in pericolo la fauna selvatica in tutto il mondo: in questi giorni i governi che hanno partecipato al meeting hanno unito i loro sforzi prendendo una serie di decisioni difficili per garantire  una maggiore protezione per molte specie minacciate e per rafforzare l’impegno contro l’impennata del bracconaggio e del traffico di fauna selvatica».

Secondo Isabella Pratesi, direttrice  conservazione del Wwf  Italia, «Gran parte della fauna selvatica del mondo è minacciata dal bracconaggio e dal commercio insostenibile; i governi dovevano agire con coraggio qui a Johannesburg e lo hanno fatto. Questa conferenza può essere vista solo come un grande successo per la conservazione della fauna selvatica. Il mondo si è unito anche per sostenere le misure di attuazione e di applicazione al fine di garantire che i regolamenti commerciali non restino sulla carta».

Anche il Wwf fa l’esempio dell’avorio e degli elefanti, che sono stati il principale punto di scontro alla Cop17 Cites: «Sostenendo la chiusura di quei mercati nazionali di avorio che stanno contribuendo al commercio illegale, i Paesi hanno appoggiato il processo guidato dalla Cites sul Piano d’azione nazionale dell’avorio (Niap), che identifica i paesi più critici nella catena del commercio illegale di questo prodotto; si tratta di un processo cruciale per fermare questo mercato nero. La Cites ha anche intimato a  Vietnam e Mozambico di fermare entro un anno il commercio illegale di corno di rinoceronte, pena l’avvio di sanzioni».

Per il Panda è altrettanto importante il tema della tracciabilità: «I  Paesi hanno adottato miglioramenti nei meccanismi che consentono di risalire all’origine del commercio di specie particolarmente interessate dalla pesca, come squali e razze, e hanno rafforzato  le regole relative agli allevamenti di tigre e al commercio di animali allevati in cattività, una misura che aiuterà a prevenire il ‘riciclaggio’ di animali provenienti dalla natura. Si è anche discusso molto, adottando risoluzioni specifiche, su una serie di questioni trasversali tra cui la corruzione e la necessità di ridurre la domanda dei consumatori di specie minacciate o loro parti».

Theressa Frantz, co-responsabile della delegazione del Wwf International alla Cop17 Cites  Cites evidenzia: «Con gran parte la fauna selvatica del mondo minacciata dal bracconaggio e il commercio insostenibile, i governi dovevano agire per forza qui a Johannesburg e lo hanno fatto. Questa conferenza può essere visto solo come un grande successo per la conservazione della fauna selvatica. Il mondo si è unito non solo dietro l’urgente necessità di proteggere le specie minacciate, che vanno dalle mante al palissandro, ma anche per rafforzare le misure di attuazione e di applicazione al fine di garantire che i regolamenti commerciali siano più che una “protezione sulla carta”. Questa è stata la più grande e ambiziosa Conferenza Cites che si sia mai svolta  e per molti versi quella di maggior successo. Ora i Paesi di tutto il mondo devono passare dalle parole dure che abbiamo sentito qui a Johannesburg alle misure forti sul terreno».