Quali prevarranno? Due studi arrivano a conclusioni opposte

Le cornacchie non sono razziste (anche se sono nere e grigie)

[23 giugno 2014]

E’ da quando Linneo, nel 1758, descrisse  le cornacchie  (Corvus corone), chiamate anche cornacchie comuni europee o cornacchie nere, e le cornacchie grigie (Corvus cornix) come due specie distinte che gli ornitologi discutono sul loro status tassonomico. Questi due taxa di corvi fenotipicamente distinti hanno un areale di nidificazione paleartico con due zone stabili di ibridazione, una delle quali si estendo più o meno da nord a sud  attraverso l’Europa centrale, una mancanza di isolamento riproduttivo ed un’omogeneità genetica che hanno portato molti a considerar le due cornacchi come rappresentati di due sottospecie di cornacchia nera., solo che i Corvus corone sono completamente neri, mentre i Corvus cornix  hanno la ali grigie. C’è anche un altro “problema” ogni gruppo preferisce accoppiarsi con gli individui con la tessa clorazione. Come scrive Annalee Newitz su Io9, «Sembra ciò che gli umani chiamerebbero razzismo, ma invece è una lezione sui  limiti di antropomorfismo».

Due studipubblicati su Science analizzano i due gruppi di cornacchie sia dal punto di vista comportamentale che genomico e sottolineano entrambi che le cornacchie nere e quelle grigie occupano territori molto ben definiti, con una fascia di possibile ibridazione che in qualsiasi punto di contatto non è più ampia di 150 km. Le cornacchie nere sono nell’Europa occidentale e quelle grigie nell’Europa centrale ed orientale e nella penisola italiana, Sicilia compresa, ma dove la linea scura e la linea grigia si incontrano e si incrociano producono progenie fertile, anche se continuano a preferire accoppiarsi conaltri uccelli dello stesso colore.Questo rinforza le differenze di colore tra i due gruppi, masignifica anche che le cornacchie nere e grigie stanno diventando specie separate?Sembra improbabile, visto che i due diversigruppi di ricercatori hanno concluso che i corvi erano praticamente geneticamente identici, con solo piccoledifferenze: la preferenza del colorequando si tratta di scegliere il partner per accoppiarsi ed i comportamenti dominanza, con lecornacchie nere chehanno livelli leggermente più alti degli ormoni che regolano l’aggressività.Jochen Wolf, il  biologo evoluzionista dell’università di Uppsala che ha guidato ilteam di ricercatori svedesi, tedeschi e spagnoli che ha lavorato allo studi “The genomic landscape underlying phenotypic integrity in the face of gene flow in crows”, spiega che delle e 82 coppie di basi del DNA (appena lo 0,28% ) che differivano tra i due uccelli,  81 erano concentrate in una regione del genoma (cromosoma 18),codificante geni coinvolti nella colorazione e nella percezione visiva e nella regolazione ormonale. Quindi i due corvi non solo  differiscono per la clorazione ma anche per le loro capacità di percepire il colore. Quelli che scelgono gli uccelli dello stesso colore hanno evoluto una maggiore capacità di percepire queste differenze di piumaggio.

Si tratta proprio di una di quelle situazioni nelle quali è molto forte la tentazione di affibbiare ad un comportamento animale un punto di vista antropico, portandoci a dire che questi corvidi sono razzisti, ma, come scrive la Newitz sulla base dei due studi, «Il fatto è che le scelte di accoppiamento di questi corvi non hanno nulla a che fare con un’economia schiavista, disuguaglianze storiche tra gruppi, o conflitti culturali, tutte caratteristiche del razzismo umano». Resta il mistero del perché le cornacchie abbiano evoluto un senso del colore così forte nelle scelte di accoppiamento, ma potrebbe essere un’evoluzione legata all’esibizione di caratteristiche del piumaggio in molte specie di uccelli.

Secondo entrambe le ricerche i due corvi avrebbero potuto discostarsi da un antenato comune dopo che dei periodi glaciali li spinsero in enclavi isolate a sud, come l’Italia e la Penisola Iberica. Secondo quanto dice Wolf in un intervista a Nature, «Quando   la calotta di ghiaccio si ritirò, si diffusero in tutta Europa ed hanno  cominciato di nuovo ad incrociarsi. Così, la tendenza alla divergenza è stata interrotta, e le popolazioni hanno avuto di nuovo la possibilità di unirsi». Questo non ha impedito, per centinaia di anni, forse per migliaia, che la preferenza ad accoppiarsi  all’interno dei propri gruppi sia stata abbastanza forte da mantenere le due popolazioni distinte. Per il team di Wolf l’ibridazione sarebbe ora abbastanza stabile e se questo continuerà nel tempo prevarranno le cornacchie nere  perché sono gli uccelli socialmente dominanti.

Lo studio “How carrion and hooded crows defeat Linnaeus’s curse” di Peter de Knijff, del dipartimento genetica umana del medical center dell’università diLeiden, sostiene il contrario: prevarranno le cornacchie grigie. Sulla base degli studi genetici nella fascia di contatto in Germania, per de Knijff «è un destino che sembra inevitabile».

Per quanto riguarda la questione se i due corvi siano specie distinte, de Knijff dice di non essere molto interessato: «Trovo ogni discussione sui concetti di specie irrilevanti, perché questi concetti sono invenzioni umane e sono state inventate solo a causa del nostro desiderio antropico di mettere tutto in un sistema ben organizzato, Agli uccelli stessi (o ad altri organismi), questo non importa». Anche Wolf dice che sulla questione delle  specie, «Preferirei lasciarla ai tassonomisti».

Ma per il momento queste cornacchie sono la testimonianza del modo in cui piccole differenze genetiche possono portare a scenari che sembrano, visti da una prospettiva umana, di gran lunga più significativi di quello che realmente sono in natura.