Galletti: «La cosa più importante da fare in Paese che punta su unicità risorse naturali»

Il Corpo forestale dello Stato confluisce nei Carabinieri, il governo approva il decreto

M5S: «Renzi dice il falso». Moschini: «Speriamo nessuno pensi che basti cambiare le divise»

[29 luglio 2016]

Corpo forestale dello Stato

Su proposta della ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo sulla razionalizzazione delle funzioni di polizia e l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato. «Nello specifico – spiega un comunicato del governo –  il decreto provvede all’eliminazione delle duplicazioni delle funzioni e alla gestione associata dei servizi comuni. E’ previsto l’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei Carabinieri, con l’obiettivo di dare unitarietà e più forza anche alla funzione di controllo sul territorio valorizzando la specialità agroambientale. Il testo tiene conto delle indicazioni dei pareri parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata».

Il Consiglio dei ministri sottolinea che «Con la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri scendono da 5 a 4 i corpi di polizia, viene potenziato il livello di presidio del territorio attraverso il rafforzamento dell’attuale assetto con la cooperazione della capillare rete di strutture dell’Arma, delle sue capacità investigative e delle sue proiezioni internazionali per le attività preventive e repressive. Nel nuovo comando viene assicurata la specializzazione attraverso l’impiego del personale del Cfs e si punta a risparmi di spesa di circa 100 milioni di euro in 3 anni. Il nuovo comando è posto alle dipendenze funzionali del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali».

Un decreto che, nonostante le critiche delle associazioni ambientaliste e le proteste dei sindacati del Cfs, è stato approvato anche dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, che subito dopo ha dichiarato:  «Con la riorganizzazione del Corpo Forestale all’interno dei Carabinieri, l’Italia si dota di una Polizia agro-ambientale che sarà subito un riferimento in Europa nel contrasto ai reati contro l’ambiente e l’agroalimentare. Con questa riforma resta pienamente affermata la specializzazione dei Forestali e la si integra con la grande capacità tecnico-operativa dell’Arma: un Paese come l’Italia che punta sull’unicità delle sue risorse naturali e ambientali non poteva fare passo più importante».

Soddisfatto il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, a cui faceva capo il Cfs, «Completiamo l’iter di riordino del Corpo forestale dello Stato nell’arma dei carabinieri»’. Secondo Martina, con l’approvazione del decreto legge «Iil comando per la tutela forstale e agroalimentare
dell’arma dei carabinieri diventa un ‘grande soggetto di tutela e  repressione su tutto il fronte agroalimentare forestale e  ambientale. Il comando che nasce con questa  scelta sarà una delle realtà più interessanti e più solide in ambito internazionale».

Un accorpamento che però continua a non convincere molti, compreso Renzo Moschini, del Gruppo San Rossore, che sulla sua pagina Facebook scrive: «Tra i problemi posti a Mattarella dal Wwf e le altre associazioni ambientaliste vi era quello dello scioglimento del Cf dello Stato per passarlo ai Carabinieri. Il Consiglio dei ministri ha ignorato la cosa e approvato il Decreto di scioglimento. Che si tratti di una delle tante semplificazioni di cui si sta chiacchierando è indimostrabile specie dopo l’approvazione della legge sugli ecoreati che richiede appunto controlli e interventi non genericamente di polizia ma mirati e specializzati. D’altronde lo si è già visto con l’abrogazione delle province e come sono andate e stanno andando con le guardie provinciali anche in Toscana. Eppure incendi, bracconaggio e altri guai sono lì a confermare che il ruolo del Cfs e non solo per ragioni di costituzionalità sarebbe stato bene tutelarlo. Speriamo nessuno pensi che basti cambiare le divise».

Promette battaglia il Movimento 5 Stelle: «Nella distrazione più totale dei media e del Popolo italiano, Renzi e la ministra Madia consumano un atto autoritario senza precedenti nella storia repubblicana. Sciolgono il quasi bicentenario Corpo Forestale dello Stato e costringono gli agenti e i tecnici a mutare il proprio ordinamento da civile in militare. Compromessa l’autonomia investigativa del personale del Cfs che ha permesso la prevenzione e la repressione di numerosi crimini ambientali ed agroalimentari, che con questa controriforma verrà imbrigliata nelle strette logiche militari. Maurizio Martina invece esulta per essere il primo ministro dell’agricoltura a non aver difeso il Corpo forestale dello Stato. L’impegno del M5S è quello di ricostituire il corpo di polizia ambientale autonomo e ad ordinamento civile una volta “saliti” al governo di questo Paese. Nel frattempo partecipiamo all’amarezza di tutte le donne e uomini del Corpo forestale dello Stato che con spirito di abnegazione hanno tutelato il nostro ambiente, la nostra fauna e il nostro agroalimentare».

Secondo i deputati M5S Tatiana Basilio, Massimiliano Bernini e Patrizia Terzoni, «Il presidente del Consiglio dice il falso: nessun coinvolgimento serio è stato fatto rispetto all’assorbimento del Corpo forestale. Al contrario quello del governo è stato un disegno autoritario che ha portato ad una scelta assolutamente contraria al buon funzionamento del Corpo forestale, cui infatti si oppongono in modo evidente sindacati e Cocer di Polizia dello Stato, Polizia penitenziaria, Corpo forestale e Guardia di finanza.  Tutto questo, al contrario dei suoi soliti proclami, non ridurrà’ gli sprechi ma, nelle Regioni a statuto speciale, porterà ad una  sovrapposizione delle funzioni con i corpi forestali regionali. Renzi verrà ricordato per aver militarizzato un Corpo civile dotato delle più ampie forme di tutela sindacale».