Riceviamo e pubblichiamo

Cosa ci fanno concerti rock in un’area protetta? Il caso dello Stupinigi Sonic Park

[26 giugno 2018]

Aree protette e siti della rete Natura 2000 nascono con la finalità primaria di conservare il patrimonio naturale, un concetto che tuttavia pare aver perso di appeal per molti degli amministratori cui è affidata la gestione di tali luoghi. Sempre più spesso vediamo che la tutela di un ambiente naturale, o di una specie a rischio, passa in secondo piano, superata da sagre della porchetta, della cipolla di un certo colore, da manifestazioni sportive e concerti.

Tali attività, che in altri contesti non solleverebbero alcun problema, all’interno delle aree naturali possono finire per configgere con gli obiettivi di conservazione.  Un esempio eclatante è quello del cosiddetto Stupinigi Sonic Park, serie di manifestazioni musicali che si svolgono tra il 25 giugno e l’11 luglio nel parco interno della Palazzina di caccia di Stupinigi (Nichelino, TO).

L’area prescelta rappresenta la porzione di maggior valore naturalistico e conservazionistico di un sito della rete Natura 2000, la Zona Speciale di Conservazione (ZSC) IT1110004 Stupinigi, che ospita un relitto di formazione forestale planiziale. Appesa alle sorti di quel frammento di ambiente, e in particolare degli alberi secolari che vi sono stati conservati, c’è una fauna che annovera specie di grande importanza conservazionistica, come l’astore, la colombella, il barbastello e il rarissimo Osmoderma eremita, un piccolo coleottero alla cui tutela la normativa vigente consente di derogare solo “con riferimento ad esigenze connesse alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica o ad esigenze di primaria importanza per l’ambiente, ovvero, previo parere della Commissione europea, per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico”.

Ora, tale fauna, come è capitato di leggere sul principale quotidiano di Torino, “si godrà i miti del rock”. Dal momento che siamo nel pieno della stagione riproduttiva, c’è da aspettarsi che il “godimento” si manifesti come abbandono dei nidi e caduta di piccoli di chirotteri dai punti d’appiglio (con conseguente possibile mortalità di uccelletti e pipistrelli), con stress da disturbo acustico e luminoso (molte specie animali sono lucifughe), nonché, infine, con perdita di siti di rifugio. Per mettere in sicurezza l’area, destinata a ricevere fino a 7000 persone, sono infatti stati progettati interventi di potatura e taglio che interesseranno esemplari arborei caratterizzati da vecchi nidi di picchio, cortecce sollevate e altri microhabitat cui sono legate molte specie, fra le quali l’Osmoderma eremita.

Vi chiederete come ciò sia possibile in un’area di riconosciuta importanza comunitaria e che, come tale, dovrebbe essere soggetta a stringenti misure di conservazione.  In effetti, l’iniziativa Stupinigi Sonic Park è stata oggetto di valutazione d’incidenza: come previsto dalla normativa, l’Associazione Reverse – Entertainment & Communication, proponente del progetto, ha sottoposto all’Ente di gestione dei Parchi Reali (soggetto gestore della ZSC) uno studio, volto a individuare e valutare gli effetti ambientali dello Stupinigi Sonic Park.

Qualora uno studio d’incidenza sia giudicato carente, possono essere richieste integrazioni, ed è quanto avvenuto in questo caso.  Visionabile sul sito dell’Ente dei Parchi Reali, lo studio che è stato presentato risulta basato su una manciata di dati pregressi e non tiene conto del principio di precauzione: stante le conoscenze insufficienti, gli autori avrebbero dovuto considerare la potenzialità dell’area per la fauna e, conseguentemente, adottare particolari cautele.

Dalla relazione integrativa, benché basata su un limitatissimo sforzo d’indagine, emergono subito dati interessanti. Nella chirotterofauna, in particolare, si evidenzia la presenza di specie lucifughe, come vespertilio maggiore e vespertilio di Blyth, e di specie fortemente legate alla disponibilità di rifugi arborei, come la nottola di Leisler e il barbastello. Quest’ultimo figura nell’elenco delle specie considerate minacciate d’estinzione a livello nazionale.

Nonostante i nuovi dati mettano in risalto l’importanza di tutela dell’area, non viene presa in considerazione l’ipotesi di cercare una location alternativa per i concerti. Per mitigare l’impatto, i proponenti prevedono soluzioni inadeguate, ad esempio quella di accatastare all’interno del bosco tronchi e rami derivanti dagli interventi sulla vegetazione (ma non potranno più svolgere il ruolo per la fauna che presentavano quando erano sugli alberi) o di utilizzare lampade a luce gialla per non interferire coi pipistrelli (che comunque eviteranno l’area dei concerti a causa dell’intensità luminosa e delle emissioni di suoni e ultrasuoni).

Viene anche prodotta una seconda relazione fitostatica: nella prima si sosteneva che fosse necessario intervenire su 156 alberi, ma nella seconda questi vengono ridotti a 35 e gli interventi sulle rimanenti 121 piante sono rimandati all’autunno-inverno 2018/19, soluzione incomprensibile dal momento che gli interventi dovrebbero essere funzionali ai concerti dell’estate 2018.

Nonostante tali anomalie, l’Ente dei Parchi Reali ha infine dato parere favorevole alla realizzazione dello Stupinigi Sonic Park, limitandosi a richiedere, oltre all’attuazione delle cosiddette misure di mitigazione di cui sopra, il rispetto di alcune ulteriori prescrizioni.  Sfortunatamente, anche queste sono insufficienti: viene richiesto che gli interventi sulla vegetazione siano effettuati in presenza di un entomologo che provveda all’”elaborazione di una procedura di gestione atta a tutelare le specie” (non è noto di che procedura possa trattarsi) e che sia attuato un monitoraggio faunistico che fornisca dati confrontabili con quelli raccolti prima dei concerti (peccato che, prima dei concerti, non siano stati effettuati rilievi adeguati a comparazioni quantitative e, comunque, che l’azione non abbia valore di conservazione).

C’è da sospettare che l’enfasi mediatica e la soddisfazione manifestata da politici e amministratori intorno all’evento abbiano potuto condizionare il parere favorevole dell’Ente dei Parchi Reali.  In tal senso, pare significativo il fatto che i biglietti dei concerti fossero già in vendita a inizio gennaio 2018, mentre l’istanza di valutazione d’incidenza è stata inoltrata dal proponente solo a fine aprile 2018; l’iniziativa è inoltre stata ampiamente pubblicizzata, con larga partecipazione di autorità e sponsor, molto prima di ricevere l’autorizzazione dell’Ente gestore della ZSC.  Si consideri che le integrazioni allo studio d’incidenza sono state presentate il 18 giugno scorso, protocollate il 19, e che l’Ente ha espresso il suo giudizio favorevole già il 20 giugno.  Del resto, il giorno dopo doveva essere montato il palco…

di Elena Patriarca

Documentazione relativa alla procedura di valutazione d’incidenza citata:

http://www.servizipubblicaamministrazione.it/servizi/saturnweb/Dettaglio.aspx?Pub=3580&Tipo=29&CE=ntprclmndr445