Cosa succede se si mette un colibrì in una galleria del vento? (VIDEO)

Quando piove questi piccoli volatili si scrollano come i cani, ma in volo e mentre si cibano...

[1 aprile 2015]

Anche in California è arrivata la primavera e i colibrì svolazzano di fiore in fiore in tutta la  Bay Area in cerca di nettare zuccherino.  Sheraz Sadiq  su KQED Science  ricorda che «Questi che sono i più piccoli tra gli uccelli hanno il metabolismo più alto di qualsiasi animale a sangue caldo, il che li obbliga a consumare in nettare il proprio peso corporeo ogni giorno per sopravvivere. In confronto, se un essere  umano di 150 libbre aveva il metabolismo di un colibrì, egli avrebbe bisogno di consumare l’equivalente calorico di oltre 300 hamburger al giorno».

Ma non è solo la fame estrema a differenziare i colibrì oltre dagli altri uccelli: questi minuscoli acrobati aerei sono gli  unici uccelli a poter volare di lato, indietro e a stare in stallo per lunghi periodi di tempo. In realtà, lo stallo è essenziale per la sopravvivenza colibrì, dato che, mentre sondano l’interno di un fiore per lappare il nettare, devono tenere i loro lunghi becchi sottili fermi come il bisturi di un chirurgo. Inoltre i colibrì non devono stare fermi in aria solo per alimentarsi  quando il tempo è bello. Devono mantenere questo equilibrio e mangiare anche se c’è vento o piove, un’impresa ardua se si pensa che la maggior parte di questi uccellini posa pochi grammi.

Per scoprire come i colibrì riescono a cavarsela con la pioggia e il vento, nel 2010, i biologi Robert Dudley e Victor M. Ortega hanno portato dei colibrì nell’ Animal Flight Laboratory dell’università di California-Berkeley  per analizzare più d vicino le loro incredibili tecniche di volo. I ricercatori hanno lavorato con i colibrì di Anna (Calypte anna), una specie coloratissima che frequenta tutto l’anno la Bay Area, che catturavano nel campus di Berkeley per poi rilasciarli subito dopo averli “testati“ nella galleria del vento- Per prima cosa gli uccelli dovevano essere addestrati ad alimentarsi da un fiore artificiale – una siringa con petali di plastica attorno – riempito con acqua e zucchero, un sostituto del nettare dei fiori. Dopo  i colibrì sono stati spostati in una galleria del vento all’interno dell’Animal Flight Laboratory, dove i ricercatori potevano controllare la velocità del vento, sottoponendo gli uccelli a velocità di tre, sei e nove metri al secondo, tra le  7 e le 20 miglia all’ora. Mentre gli uccelli volavano nella direzione del vento per alimentarsi da un fiore artificiale, una telecamera ad alta velocità riprendeva il loro volo da sopra e di lato girando fino a 1000 fotogrammi al secondo.

Le ali di un colibrì possono battere fino a 80 volte al secondo, troppo veloce perché l’occhio umano possa vederle, quindi con la telecamera ad alta velocità gli scienziati hanno potuto girare in super-slow motion come questi piccoli esseri utilizzano le ali, la coda   ed altri organi per librarsi in presenza di vento.

I video hanno dimostrato che i colibrì di Anna sono in grado di volare in assetto costante anche in presenza di un vento turbolento e che per farlo “intrecciano” e “voltano” i loro piccoli corpi nella direzione del flusso d’aria, utilizzando le ali per il controllo e la coda come timone per rimanere in assetto costante.

I ricercatori dicono che «Le giravolte di un colibrì nella galleria del vento sembravano una specie di danza acrobatica, ma l’uccello ha anche bruciato più calorie quando ha dovuto volare in venti turbolenti per raggiungere il nettare».

Ortega e Dudley non si sono fermati ed hanno realizzato con i colibrì di Anna un altro esperimento per svelare un loro altro mistero: come riescono a resistere e a rispondere alla pioggia. Hanno messo ogni uccello in un cubo di plexiglas e, utilizzando un ugello che spruzza acqua, hanno simulato una pioggia leggera che hanno fatto cadere quando l’uccello si librava per alimentarsi o si riposava sul suo trespolo. Ancora una volta, una telecamera ad alta velocità registrato movimenti dei colibrì, ma questa volta con un elemento di disturbo ulteriore: la pioggia.

Sono rimasti molto sorpresi quando hanno visto cosa succedeva nel video a 500 fotogrammi al secondo: la pioggia non ha interrotto l’alimentazione dei colibrì, ma quando gli uccelli erano troppo bagnati si tiravano indietro dal fiore artificiale e, a mezz’aria, scuotevano vigorosamente il corpo ruotando le ali nella direzione opposta.

Ortega spiega: «Scrollano i loro corpi come i cani, mentre sono ancora in volo, ma non perdono il controllo». Per degli uccelli che pesano solo pochi grammi, anche un paio di gocce di pioggia sulle piume aggiungono un peso supplementare che può rendere difficile a librarsi in cerca di cibo.

Ora Ortega sta cercando di capire come reagiscono i colibrì ire quando devono volare lateralmente durante una giornata di vento e per capirlo sta preparando nuovi esperimenti nella galleria del vento, conta di risolvere anche questo mistero alla fine di quest’anno o nel prossimo.

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