Cosmetici pericolosi per la vita marina: contengono milioni di particelle di plastica

Una sola applicazione di alcuni prodotti può rilasciare quasi 100.000 "microsfere"

[27 agosto 2015]

microplastiche

Il nuovo studio della Plymouth University conferma e rilancia un allarme che in Italia è stato portato all’attenzione del governo da un’interpellanza parlamentare di Ermete Realacci (PD): «I cosmetici e prodotti per la pulizia di tutti i giorni contengono grandi quantità di particelle di plastica, che vengono rilasciati per l’ambiente e potrebbero essere dannosi per la vita marina».

Lo studio ha dimostrato  che con una singola applicazione di alcuni prodotti cosmetici, come quelli per il peeling del viso, può rilasciare quasi 100.000 piccole “microsfere”, ognuna con un diametro di una frazione di  millimetro.

Le microsfere di plastica vengono incorporate in creme e detergenti come “addensanti” e abrasivi e, a causa delle loro piccole dimensioni, non possono essere intercettate dalla depurazione tradizionale, quindi, alla fine raggiungono fiumi ed oceani, quando non finiscono direttamente in mare subito dopo l’uso, come nel caso dei prodotti abbronzanti.

Nello studio “Characterisation, quantity and sorptive properties of microplastics extracted from cosmetics”Sul  Marine Pollution Bulletin i ricercatori scrivono che, nella sola Gran Bretagna, i cosmetici potrebbero far finire in mare 80 tonnellate di rifiuti microplastici.

La principale autrice dello studio, la biologa  Imogen Napper della School of Marine Science and Engineering di Plymouth dce: «Sono rimasta davvero scioccata nel vedere la quantità di microplastiche che compaiono in questi cosmetici di uso quotidiano. Attualmente nel mercato del Regno Unito sono segnalati 80 scrub per il viso che contengono materiale plastico, tuttavia alcune aziende hanno indicato che volontariamente li elimineranno gradualmente dai loro prodotti. Nel frattempo, c’ è molto poco  che il consumatore possa fare per prevenire questa fonte di inquinamento». Le microplastiche sono state utilizzate per sostituire gli esfolianti naturali nei cosmetici e vengono utilizzate  stati riportati in una varietà impressionante di prodotti come detergenti, saponi, dentifrici, schiume da barba, bagnoschiuma, creme solari e shampoo.

I ricercatori dell’università di Plymouth sottolineano che «C’è una crescente evidenza che la quantità di materie plastiche nelle acque marine è in aumento, con circa 700 specie di organismi marini segnalati a contatto con rifiuti marini ambiente naturale e i dati evidenziano che i detriti di plastica rappresentano oltre il 90 per cento di questi incontri».

Per questo studio i ricercatoribritannici hanno scelto marche di scrub per il  viso che elencano le plastiche tra i loro ingredienti le hanno sottoposte a filtrazione sotto vuoto per ottenere le particelle di plastica. Dopo, utilizzando microscopi elettronici, hanno dimostrato che ogni 150ml di prodotto potrebbe contenere tra 137.000 e 2.8 millioni microparticelle.

Richard Thompson, che insegna bilologia marina alla Plymouth University e che da più di 20 anni studia gli effetti di rifiuti nell’ambiente marino, conclude: «L’utilizzo di questi prodotti porta a un’inutile contaminazione degli oceani con milioni di particelle di microplastica. C’è una notevole preoccupazione per l’accumulo di microplastiche nell’ambiente; un nostro lavoro precedente (pubblicato a febbraio, ndr)  ha dimostrato che le microplastiche possono essere ingerite da pesci e dai frutti di mare e ci sono prove da studi di laboratorio di effetti negativi sugli organismi marini».