Costa Concordia, navi francesi e manifestazione al largo della Corsica: ecco perché

[24 luglio 2014]

Il relitto della Costa Concordia si sta avvicinando alla Corsica dove è atteso e secondo la Préfecture maritime de la Méditerranée  dovrebbe arrivare a largo di Bastia, avvicinandosi alla costa a circa 15 miglia (28 km).

Ad attendere e sorvegliare il passaggio dell’ex transatlantico  c’è il  Jason, una nave francese per la lotta anti-inquinamento, con a bordo la ministro dell’ecologia Ségolène Royal. Si tratta della stessa nave che si è avvicinata oggi alla Costa Concordia  dopo che il convoglio che accompagna il relitto, superata Pianosa, ha puntato verso nord, tra l’Elba e la Corsica. Al Jason si è avvicinato il pattugliatore della Guardia Costiera  italiana Diciotti, che dopo un’ora circa è tornata vicino alla Concordia. Intanto la velocità di traino del relitto è rallentata a 1,6-1,8 miglia l’ora.

In Corsica amministratori locali e cittadini sono pronti per una manifestazione di protesta in mare e l navi francesi sorveglieranno il convoglio italiano fino a che non avrà superato Capo Corso.

Alla testa della protesta contro il governo italiano che avrebbe deciso di far passare la Concordia davanti alla Corsica invece che dal Canale di Piombino, c’è il sindaco nazionalista di Bastia,  Gilles Simeoni, che accusa anche la Royal di aver sottovalutato il ischio inquinamento.

Alle 15,30 una “flottille citoyenne” dovrebbe partire da Basia per protestare non lontano dal passaggio del convoglio del relitto e per denunciare il passaggio quotidiano di “navi discariche” nel canale di Corsica, in un’area dove è prevista l’istituzione di un parc national marin.

La Royal, che dovrebbe trattenersi in Corsica per tutto il  week-end proprio per definire gli ultimi particolari del Parco marino di Capo Corso,  ha detto che «Sarebbe intollerabile subire il minimo inquinamento» e poi si è detta solo parzialmente rassicurata dal ministro dell’ambiente italiano Galletti «Perché tutto non è gestibile». La Royal ha affermato una cosa che farebbe drizzare in testa i capelli ai gigliesi e agli ambientalisti dio Greenpeace e di Legambiente che seguono il relitto: «Una demolizione sul posto avrebbe senza dubbio limitato i rischi».

La Préfecture maritime butta acqua sul fuoco: «Il rischio zero non esiste, ma un incidente grave sarebbe una enorme sorpresa. Il dispositivo italiano è sufficientemente adattato e robusto. Il dispositivo francese arriva in “redondance”».