Costa Concordia, una petizione al governo: «Enormi rischi. Piombino porto ideale»

[7 giugno 2014]

Il Gruppo Informale per la Geotermia e l’Ambiente (Giga) che fa parte del  Coordinamento Free ha promosso su Change.org una stringata ma significativa petizione indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: «Ci appelliamo al Governo italiano affinché prevalga il buon senso, minimizzando gli enormi rischi legati allo spostamento, individuando il porto di Piombino come destinazione ideale»

Illustrando la petizione, che può essere firmata online su http://www.change.org/it, il Giga spiega che «Oggi l’attualità italiana non può certo ignorare i grandi rischi legati alla messa in sicurezza ed allo smantellamento della grande nave da crociera “Costa Concordia”, naufragata il 13 gennaio 2012 all’Isola del Giglio, e della quale nelle prossime settimane verrà deciso il porto di destinazione per lo smaltimento. Tutto questo in un momento nel quale, intorno alle demolizioni di navi è possibile davvero costruire, anche attraverso nuove sofisticate tecnologie, un autentico settore industriale anche in forma di distretto produttivo, che potrebbe divenire una autentica occasione per un paese come il nostro che avrebbe davvero credenziali importanti da giocare, evitando di inviare navi all’estero per lo smaltimento. Proprio in virtù di questo e per contrastare ipotesi legate a pericolose tentazioni estere di demolizione, sono stati molti i porti italiani candidati, oltre alla naturale soluzione di Piombino che mettere più al sicuro da un affondamento definitivo del relitto in pieno Arcipelago Toscano in tragitti più lunghi, anche Palermo, Civitavecchia e, più recentemente Genova, che oggi sembrerebbe in pole position».

Secondo il Gruppo Informale per la Geotermia e l’Ambiente, nato nel 2007 come gruppo organizzato di ricercatori provenienti dal mondo dell’università , dell’ecologia politica e delle imprese, si tratta di «Una opportunità di rinascita troppo grande per non essere colta, in un momento durissimo per il nostro paese, alla ricerca di nuovi equilibri economici, ed in un contesto nel quale dovranno essere messe in campo le migliori tecnologie disponibili per le bonifiche, il controllo e l’abbattimento degli inquinanti, della sicurezza del lavoro, in un nuovo contesto dove le tecniche corrette di demolizione e smontaggio, divengono parte integrante del nuovo contesto disegnato dalla green e della white economy. Sono innumerevoli infatti le tipologie di materiali a bordo di una nave, non solo di matrice metallica, ma anche isolanti, olii, gomme e materiali plastici, che richiedono un modello di trattamento molto strutturato, che, se implementato, diverrebbe esportabile, considerando anche la criticità ambientale di questo tema, che vede un gran numero di navi occidentali finire in Bangladesh per uno smaltimento assolutamente irrispettoso dell’ambiente e soprattutto delle condizioni dei lavoratori, spesso bambini.  Nuove tecnologie di taglio al plasma, macchine operatrici di nuova generazione per la movimentazione, metodi di estrazione dei fumi, isole robotiche per lavorare nei punti più a rischio per la salute e la vita dei lavoratori, queste solo alcune delle filiere, in cui, già da oggi il nostro paese, potrebbe esprimere, se capace di fare di sistema, le sue grandi potenzialità. Una occasione imperdibile di riscatto per il nostro paese che avrebbe effetti di una autentica inversione di rotta, anche per quanto attiene agli aspetti della legalità, per la quale non godiamo certo, viste anche vicende recentissime, di una buona reputazione».