Costa di Sterpaia, ovvero l’eccellenza possibile per la riqualificazione dunale in Italia

Un esempio di gestione sostenibile degli ecosistemi costieri

[26 giugno 2015]

109 duna nuova

I recenti strumenti di Piano paesaggistico regionale toscano e di Strategia regionale per la biodiversità evidenziano l’estrema urgenza di un approccio unitario per la gestione, conservazione e riqualificazione del sistema costiero toscano. Si tratta di un vasto sistema caratterizzato da eccezionali valori paesaggistici, naturalistici e culturali (in parte interni al sistema di Aree protette e Siti Natura 2000) in grado di offrire importanti “servizi ecosistemici” e di sostenere fondamentali risorse per l’economia regionale.

Pur in assenza di una complessiva strategia regionale per la costa, il sistema costiero toscano è oggi interessato da numerose e interessanti esperienze di riqualificazione e di tutela dei valori ecosistemici e paesaggistici. Tra queste una delle più significative e rilevanti alla scala nazionale, per estensione e per l’innovazione degli interventi realizzati, si localizza nella costa orientale del Comune di Piombino (LI), all’interno dell’Area Naturale Protetta di Interesse Locale della Sterpaia.

Interessata da rapidi processi di alterazione del sistema dunale a causa dell’erosione costiera e dell’elevata presenza turistica, il territorio della Sterpaia fu inserito nel 2003 all’interno degli interventi prioritari previsti dalla Regione Toscana per il recupero e il riequilibrio del litorale.

Grazie a uno specifico finanziamento regionale, la Provincia di Livorno ha potuto realizzare un vasto e innovativo intervento di riqualificazione, progettato e diretto dalle società NEMO srl e IRIS sas. Gli interventi hanno previsto la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica per la difesa e la ricostituzione degli habitat dunali, la piantagione di specie erbacee e arbustive autoctone, l’eliminazione di specie vegetali aliene e invasive ed estesi interventi di razionalizzazione del carico turistico.

Dopo una lunga fase di condivisione delle scelte progettuali, che ha visto una attiva partecipazione delle Comunità locali, i lavori sono stati avviati nel 2012 per concludersi nel giugno 2014. Nel tratto costiero compreso tra Torre del Sale e Carbonifera, esteso per circa 7 km, sono state realizzate 11 diverse tipologie di opere di ingegneria naturalistica per la difesa e la riqualificazione dunale: dalla semplice collocazione di corde di delimitazione, alla realizzazione di strutture (costituite da materiali naturali) in grado di opporsi alle mareggiate e di favorire la ricostituzione degli ecosistemi dunali trattenendo e accumulando la sabbia. Viminate, palizzate, cataste di legname, cordoni antedunali e biogabbioni di bioreti in fibra di cocco, bioterre rinforzate, sono alcune delle principali opere realizzate.

Oltre a tali opere, fondamentali per un corretto recupero morfologico del sistema dunale, sono state realizzate oltre 500 celle d’impianto con più di 16.000 esemplari di specie vegetali arbustive e erbacee dunali e di retroduna, sono stati impiantati oltre 600 alberi e, al contempo, è stata effettuata una importante operazione di eradicazione della specie vegetale aliena Carpobrotus sp. (una delle principali minacce per gli habitat costieri del Mediterraneo).

Di pari importanza sono stati gli interventi di razionalizzazione del carico turistico, con la chiusura di 131 sentieri in attraversamento del sistema dunale, la realizzazione di 49 accessi attrezzati con passerelle in legno e staccionate (per circa 3000 m di sviluppo lineare) e la collocazione di circa 120 tra pannelli informativi e cartelli di segnalazione e divieto.

Al progetto della Provincia di Livorno si è affiancato il ruolo della Parchi Val di Cornia Spa, soggetto gestore dell’area protetta di Sterpaia, con la realizzazione di corsi di formazione per i soggetti gestori degli stabilimenti balneari presenti a Sterpaia e per i responsabili della “pulizia” degli arenili, attività quest’ultima spesso causa di alterazione della delicata fascia duna-arenile. Tali attività hanno permesso anche di divulgare le linee guida per una corretta gestione ambientale redatte assieme al progetto.

A circa 3 anni dalla collocazione delle prime opere, il monitoraggio in corso sta evidenziando una buona resistenza alla frequenti e intense mareggiate invernali, un buon recupero degli ecosistemi dunali e della tipica flora psammofila e una ottima risposta dei fruitori dell’area.

L’interesse e la partecipazione di questi ultimi, così come dei gestori degli stabilimenti, dimostra come gli ambienti costieri siano considerati, molto di più di quanto sembrerebbe, un importante “bene comune” da tutelare e gestire con attenzione e secondo i principi della sostenibilità, nell’ottica di poter garantire, nel lungo periodo, la conservazione ecosistemica e, al contempo, una fruizione soddisfacente per i turisti e vantaggiosa per gli operatori economici locali.

di Leonardo Lombardi e Michele Giunti (NEMO srl), Maurizio Bacci e Stefano Corsi (IRIS sas)